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Via i Rom abusivi da viale Marconi, il Comune vuole riqualificare l’area


In quell'area sarà realizzato un parcheggio da 150 posti protetto da una recinzione antiabusivi. Entro febbraio i 30 Rom che vivono lì da molti anni, dovranno lasciare l'area. Metà di loro saranno presi in carico dai servizi sociali ma Fratelli d'Italia e Lega attaccano: "Chi vive nell'illegalità si vede riconosciuti diritti negati agli altri". Longo (Prato con Cenni) rivendica la paternità del progetto di riqualificazione.


Redazione


Entro febbraio i sette nuclei familiari Rom che da anni occupano abusivamente lo spazio verde accanto al campo nomadi regolare di viale Marconi, dovranno andarsene. Il Comune infatti vuole riqualificare l'area approfittando del Piano di recupero proposto da Marconi Multiarea s.p.a. che ha chiesto il cambio di destinazione d'uso da produttivo a commerciale, direzionale e servizi di un immobile posto sull'altro lato del viale Marconi. L'Amministrazione comunale ha chiesto e ottenuto che oltre agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, la Marconi Multiarea realizzi come extraonere, un parcheggio pubblico da 150 posti auto che dovrà essere circondato da una recinzione formata da un muro perimetrale in cemento armato con sopra rete orsogrill, lungo la quale sarà realizzato un terrapieno a scarpata. I lavori dovrebbero iniziare a febbraio in concomitanza con lo sgombero dei rom abusivi. «L'esigenza era quella di riqualificare e riprogettare l'area, che avrà un nuovo profilo e una sosta più ordinata, completamente ripavimentata, prevedendo anche lo spostamento dell'isola ecologica dal fronte di viale Marconi al lato interno che guarda il parcheggio Tir, ad uso del campo nomadi – ha spiegato l'assessore Barberis – In prospettiva c'è la possibilità di realizzare sull'argine del Bisenzio un prolungamento ciclopedonale con collegamento al Centro Pecci da una parte e a Gonfienti dall'altra attraverso un nuovo ponticino». Negli ultimi 25 anni sono stati davvero troppi i disagi subiti dagli abitanti di questa zona a causa di una situazione di degrado che non può proseguire oltre – ha detto il vicesindaco Faggi – Noi intendiamo risolvere i problemi e dargli soluzione: quest'area ad uno degli ingressi della città ha bisogno di una riqualificazione dal punto di vista urbanistico, ambientale e sociale».

Un intervento a doppio binario quindi, di non facile soluzione, perchè delle 30 persone che vivono nell'accampamento abusivo, tra cui vari minori che vanno a scuola in zona, alcuni sono residenti a Prato, mentre altri provengono da città diverse e alcuni hanno problemi di disabilità. Accanto a loro il campo nomadi regolare, che ospita 90 Sinti (in tutto in città sono 220), con regolare permesso di sosta: «Si tratta di 30 persone che da anni vivono nel degrado e con situazioni sociali diverse e problematiche – ha aggiunto l'assessore Biancalani – Il nostro obiettivo è dare la risposta più idonea nel rispetto della dignità delle persone». Quindici di loro verranno mandati via da Prato perchè non sono residenti. Gli altri 15 invece saranno presi in carico dai servizi sociali del Comune e sistemati in alloggi per donne e minori, affittacamere ed alloggi per l'emergenza abitativa. Una scelta questa che ha provocato l'immediata reazione di Fratelli d'Italia: "Una scelta ingiusta – commenta il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia e candidato governatore Giovanni Donzelli, insieme ai consiglieri Marina Staccioli e Paolo Marcheschi – se pensiamo che a Prato ci sono cittadini italiani costretti a dormire in auto o al freddo perché non hanno una casa. Una corsia preferenziale tanto più intollerabile perché a pagare l’affitto ai rom sono gli stessi contribuenti pratesi che continuano a subire furti e spaccate. Ancora una volta – aggiungono – chi vive nell’illegalità si vede riconosciuti diritti negati a quanti invece restano nei canali della legge e soffrono la crisi con dignità”.
Sulla stessa falsa riga la Lega Nord: ""Il Comune di Prato dovrebbe occuparsi dei problemi dei cittadini pratesi, dei disoccupati, delle aziende che chiudono, delle famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Non è concepibile – spiega Patrizia Ovattoni, commissario provinciale – che il Comune trasferisca questi nomadi in alloggi popolari con l’aria condizionata, mentre le nostre famiglie con figli e anziani le attendono per anni.Non si tratta di essere razzisti, ma solo di capire perché a queste persone, che hanno gli stessi diritti e doveri degli italiani, bisogna pagare bollette e alloggi solo per la loro origine e non perché hanno necessità economica.Ci chiediamo come mai sia stata usata questa solerzia e velocità per sistemare queste persone mentre non viene usata per aiutarne altre che si trovano in situazioni ben peggiori. E siamo curiosi di vedere quali alloggi verranno consegnati ad uso di questi individui e in quali condizioni verranno restituiti."
Il consigliere comunale della lista Prato con Cenni, Antonio Longo, rivendica la paternità del progetto di riqualificazione e in merito ha presentato un'interrogazione per chiedere se "ci siano differenze con il nostro progetto o se, ancora una volta, sia sia fatto un semplice copia incolla con la sola finalità di fare bella figura con il lavoro altrui. Mi dispiacerebbe se fosse così."

Edizioni locali: Prato
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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