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Tunnel al Soccorso: viabilità meno “paralizzante” durante il cantiere, ecco perché


La proposta di Anas è stata analizzata oggi dal Comune: il cantiere è stato diviso in quattro fasi per altrettante soluzioni viarie. La seconda rischia di coincidere con le elezioni del 2024


Redazione


Millecento giorni di cantiere di cui solo 463 con viale Leonardo da Vinci completamente chiuso al traffico che sarà dirottato lungo le complanari che gli corrono accanto. E' meno "paralizzante" del previsto la viabilità alternativa programmata da Anas per l'avvio dei lavori di scavo per la realizzazione del tunnel al Soccorso con cui sarà eliminata la strozzatura che ogni giorno provoca file sia sul lato Nenni che su quello di via Marx.
La soluzione, contenuta nella montagna di documenti con cui il progetto definitivo dell'interramento è stato presentato nei giorni scorsi a Via ministeriale (leggi), è stata analizzata, oggi 4 giugno, nel dettaglio dal sindaco Matteo Biffoni, dall'assessore ai lavori pubblici Valerio Barberis e dall'ingegnere del Comune Edoardo Bardazzi, referente dell'intervento.
Anziché tenere "a ferro e fuoco" la città per tutti i 1.100 giorni necessari alla realizzazione dell'opera che costerà oltre 43 milioni di euro, Anas ha trovato quattro soluzioni viarie diverse per altrettante fasi di cantiere.
La prima durerà 10 mesi e non prevede alcuna modifica della viabilità perché la ditta esecutrice dei lavori si occuperà di effettuare le palificate laterali lavorando "ai piedi" dell'attuale rilevato.
La seconda è la più invasiva perchè durerà 463 giorni, pari a un anno e mezzo, durante i quali inizierà la costruzione del tunnel che partirà dal sottopasso di via Nenni e avanzerà verso est. Il traffico scorrerà completamente lungo le complanari realizzate dal Comune accanto alla Declassata. Per eliminare gli incroci a raso, via del Purgatorio e il suo sottopasso saranno chiusi. Poco prima dell'incrocio con via Roma e ormai lontano dal cantiere, il traffico sarà riportato su viale Leonardo da Vinci. Questo proprio per evitare di chiudere anche il sottopasso di via Roma che aggraverebbe notevolmente la circolazione urbana. 
La terza fase durerà dieci mesi in cui vedremo i primi effetti dell'entrata in funzione del tunnel. Il cantiere sotterraneo si sposterà nella seconda metà, all'altezza di via Tasso e la sede di Estra. La circolazione percorrerà il tratto del tunnel appena realizzato, poi salirà in superficie e imboccherà la seconda complanare incrociando via Roma che sarà chiusa al traffico e proseguendo lungo via Panziera fino a reimmettersi su viale Leonardo da Vinci. Viceversa per il senso contrario. Via del Purgatorio che stavolta non sarà coinvolta dalla deviazione, sarà riaperta al traffico e passerà sopra il tunnel.
La quarta e ultima fase è una "passeggiata" rispetto a ciò che l'ha preceduta perchè durerà solo 20 giorni che saranno dedicati alle finiture. Il tunnel a quattro corsie sarà già pienamente operativo nella sua interezza già dalla fine della terza fase che segnerà l'eliminazione definitiva della strozzatura che tanto ha fatto dannare gli automobilisti pratesi e i pendolari dell'area metropolitana.

Sia chiaro. Prima di vedere l'apertura del cantiere passerà molto tempo. Con un rapido calcolo sui passaggi burocratici nazionali che ci separano dall'assegnazione dei lavori (osservazioni, parere di Via con cui completare il progetto definitivo che il Cipe dovrà approvare, verifica d'ottemperanza, espropri, progetto esecutivo, gara d'appalto per 31 milioni di euro), secondo il sindaco Biffoni si arriverà all'inizio del 2023. Previsione ottimistica che se però fosse confermata, farebbe coincidere la fase 2 del cantiere, quella più difficile per i disagi alla viabilità, con la campagna elettorale per il dopo Biffoni. Il rischio di impopolarità per il Pd è alto ma il primo cittadino se ne assume tutta la responsabilità: "Non arretreremo di un passo. Si andrà avanti comunque. E' un intervento troppo importante per il nodo del Soccorso dove transita una media annua di oltre 60mila veicoli al giorno e per tutta la città perchè ne cambierà il volto".
Ricordiamo che una volta realizzato il tunnel il Comune realizzerà un parco urbano sul suo "tetto" ricucendo il tessuto urbano ora interrotto dalla Declassata. “Questo intervento, tanto voluto e tanto atteso, non solo riunirà due aree attualmente separate, ma ci permetterà di donare alla città un nuovo spazio verde, che sorgerà sopra il sottopasso – ha affermato l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis – Le novità e i benefici non riguarderanno quindi solo la viabilità urbana ma anche la qualità della vita e dell’aria che respiriamo.”

 
(e.b.)
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