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Texprint replica a Si Cobas: “Nessuno sfruttamento, ecco le prove”


L'azienda di via Sabadell mostra le buste paga dei lavoratori e le foto che li ritraggono a divertirsi, dentro o fuori all'azienda, per dimostrare che le loro condizioni di lavoro erano buone e rispettose della legge


Redazione


Buste paga che vanno dai 1.200 ai 1.500 euro e una ricca galleria fotografica tratta dai social network in cui gli ex dipendenti, quando lavoravano nell’azienda, si immortalavano in momenti di svago, anche durante le ore di lavoro. Ritratto che cozza con l’immagine di sfruttati denunciata in questi lunghi mesi di protesta. Texprint non ci sta a passare da un’azienda che sfrutta i lavoratori e dopo averlo ribadito più volte, verbalmente e con una valanga di denunce contro Si Cobas, ora tira fuori le prove. A cominciare dai cedolini degli operai per mostrare che è tutto in regola e che le paghe non sono affatto da fame. Una ricca documentazione inviata alla stampa e ancora prima alla Procura. 
“Texprint ribadisce che nella propria realtà aziendale nessun lavoratore è stato mai sfruttato né costretto a turni di lavoro in violazione delle norme vigenti e degli accordi aziendali. – si legge in un comunicato – Quanto sta andando in scena nelle aule giudiziarie in queste ore conferma che Si Cobas, fin dall'inizio, ha agito unicamente con metodi illegali e violenti, inaccettabili in uno stato civile e democratico come il nostro. Come già rappresentato, da otto mesi gli oltre 60 dipendenti e il management della Texprint stanno subendo violenze (fisiche e morali), insulti, attacchi di ogni genere e gravissime calunnie (come la vicenda del lancio di acido, rivelatasi del tutto falsa). Sin da subito, il gruppo di facinorosi guidati dai due rappresentanti di Si Cobas, aveva cercato di costringere l’azienda ad accettare richieste economiche spropositate – chiedendo, come dimostra un file audio depositato in Procura, il pagamento di circa 600mila euro (40 mila euro per ciascun ex dipendente), ovvero la riassunzione in società di due soggetti non più dipendenti da anni e l’applicazione di sanzioni ad un dipendente a loro poco gradito. Se Si Cobas avesse utilizzato modalità lecite e legali, questa, come tante altre vertenze, si sarebbe già conclusa nelle sedi competenti. Non è commettendo reati che si tutelano i lavoratori e a dirlo è la storia democratica del sindacato”.
L’azienda di via Sabadell al centro di un lungo braccio di ferro con Si Cobas che da mesi ne presidia l’ingresso, ricorda che gli episodi di questi mesi sono sfociati in un’inchiesta per violenza privata aggravata, danneggiamento, lesioni personali e percosse, che è giunta da poco a conclusione e di cui a breve conosceremo l’esito. “Texprint – prosegue il comunicato -proseguirà senza indugio nella difesa dei propri diritti e della propria reputazione, così come della dignità degli oltre 60 dipendenti che in questi mesi hanno sfidato violenze e minacce personali per riaffermare il proprio diritto al lavoro”.
Il dossier che documenta la vita “normale” fatta dagli operai prima del licenziamento si compone di alcune fotografie o fotogrammi di video (ve ne mostriamo solo un paio, ndr), postati sui profili social pubblici degli ex dipendenti della società, “da cui risulta in maniera inequivocabile la falsità di quanto sostenuto dal gruppo di facinorosi, ossia il preteso “sfruttamento” alla Texprint. Dalle fotografie e dai video emergono infatti: le ottimali condizioni di lavoro degli ex dipendenti, tant’è che gli stessi hanno postato le foto e i video che li ritraevano al lavoro sui social; l’automaticità dei macchinari all’interno della Texprint, che comportava – come da sempre sostenuto dalla società – una attività lavorativa di “mero controllo” sugli stessi, con una attività “manuale” minima; che la Texprint ha sempre garantito a tutti i suoi lavoratori – di qualsiasi nazionalità essi fossero – i periodi di ferie, di malattia e i permessi, in piena conformità al contratto collettivo nazionale”.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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