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Siringhe, fazzoletti insanguinati e metadone. Video shock ai giardini dell’asilo del Campino


Paolo Massenzi presidente dello spazio Recuperiamoci in via Cironi ha documentato una situazione agghiacciante. Immagini forti che raccontano la tossicodipendenza pratese concentrata nel triangolo della droga


Redazione


Un filmato agghiacciante quello mostrato oggi,venerdì 10 ottobre, da Paolo Massenzi presidente dello spazio Recuperiamoci in via Cironi. Un'overdose forse. "In 20 anni di tossicodipendenza non avevo mai visto così tanto sangue". A parlare è uno dei ragazzi ex tossicodipendenti accolti allo spazio Recuperiamoci che in qualche modo coordinano Massenzi nelle ricerche a lo aiutano ad identificare gli effetti e le diverse entità dell’alterazione dovuta all’iniezione di eroina piuttosto che di cocaina.
Quando incontra la stampa, Massenzi indossa guanti bianchi e toglie da un secchio una dopo l’altra le siringhe recuperate nel triangolo della droga, nel triangolo dell’abbandono.

Da via Cironi, a via San Giorgio alla Paserella fino ai giardini dell’asilo del Campino. 50 siringhe, carta insanguinata, involucri degli ovuli e resti di eroina e anche un flacone da un litro di Metadone. Tutto adagiato su casse della frutta trasformate in contenitori dei resti di una città che sta attirando un traffico di droga che ha superato i confini cittadini e tra i confini cittadini ha violato anche i luoghi più sacri, quelli dei bambini.
Le siringhe, gli involti , i fazzoletti insanguinati, sono stati raccolti da Massenzi e da alcuni che lo aiutano nell’associazione a 20 metri, o poco più, di distanza dai giardini dell'asilo.


Lo stesso Massenzi, non molto tempo fa aveva proposto dieci piccole cose, a costo zero o quasi, che l'amministrazione comunale potrebbe realizzare per migliorare la situazione della zona. (leggi articolo), tra queste le luci antibuco all'asilo del campino, e sacchi raccolta per le siringhe, perché come Pollicino i tossicodipendenti tendono a frequentare gli stessi posti e ad individuarli seguendo i rifiuti lasciati da chi si è bucato prima di loro
ma mentre aspetta che le sue proposte siano rese effettive porta avanti la sua battaglia e ha deciso di mostrare alla stampa e quindi ai cittadini cosa accadde davvero. “E’ l’ora di finirla di parlare chiusi in un palazzo – commenta e il riferimento, senza troppi giri di parole, è alla direttrice del Sert di Prato e ai seminari organizzati sulle tossicodipendenze – questa è la realtà e sta sfuggendo di mano anche agli operatori”. Il fatto è il caso specifico di chi riesce ad ottenere dosi maggiori di metadone per poi rivendere in strada ad altri tossici che le usano in caso di scorte finite o come palliativo all'eroina, originando altre e diverse dipendenze.

“Che la stanza del buco sia la soluzione – continua – non è detto. Non so neppure se lo siano i distributori di siringhe che sono già stati messi a Lucca, ma quello che vogliamo fare noi è sollecitare chi deve fare il proprio dovere. Qui in strada tutti sanno che noi raccogliamo le siringhe ed è giusto che sappiano. Si deve sapere".
L'intento palese di tutto ciò è sbattere in faccia la realtà a chi finge di non vedere ma viene spontaneo anche chiedere se c'è la speranza di arrivare a risultati concreti .Tra le righe Massenzi risponde: “Andiamo avanti con le iniziative del venerdì a riportare la gente in strada, andiamo avanti a raccogliere i rifiuti”. "Forse con le siringhe raccolte – continua – farò un’opera artistica per metterla sotto gli occhi di tutti. Creare un dibattito, organizzare un seminario con le forze dell’ordine, la magistratura e chi di dovere. Intanto, ci proviamo con i nostri mezzi. Faremo un cartello e lo attaccheremo al Campino per indicare ai tossici che li c’è un asilo." Luci e un riassetto dell’area non serviranno ad abbassare le percentuali in crescita di tossicodipendenti a Prato ma almeno potrebbero tutelare i luoghi dell’infanzia.

Giulia Rafanelli
Edizioni locali: Prato
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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