Un appello a non chiudere le sedi pratesi di polizia postale e polizia ferroviaria arriva dalla lista civica La città per noi, che paventa il rischio di impoverire la presenza in città delle forze dell'ordine,proprio quando invece questa dovrebbe essere potenziata.
“Voci sempre più insistenti paventano la chiusura dell’ufficio di polizia postale di Prato ed il declassamento a semplice Posto Polfer della sottosezione di polizia ferroviaria di Prato Centrale – si legge nella nota -. Nulla di più sbagliato, secondo noi, per Prato in questo momento. Il nostro movimento civico si schiera con chi difende la sopravvivenza dei nostri presidi di sicurezza sul territorio, ed anzi alziamo la voce per far sentire il bisogno di sempre maggiore presenza di forse dell’ordine sul nostro territorio, ultimamente tornato alla ribalta nazionale proprio per accadimenti in tema di ordine pubblico. Ci chiediamo se questi provvedimenti non vadano nel senso opposto al “Patto per Prato”. Lanciamo un appello al nostro questore, Filippo Cerulo, affinchè si adoperi perché Prato non “retroceda” in materia di garanzia della legalità, come avverrebbe con il depotenziamento dei nostri preziosi presidi territoriali”.
Immediata la reazione di Matteo Biffoni che ha presentato un’interrogazione parlamentare direttamente al ministero degli Interni per avere chiarimenti sulle notizie emerse in questi giorni, secondo fonti del sindacato di polizia, riguardo al rischio di una razionalizzazione che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha previsto per la polizia di Stato per la provincia di Prato.
"Mentre si chiede un’attenzione particolare alla situazione della città di Prato, per la quale anche il governo ha garantito un impegno sostanziale, la riorganizzazione della polizia di Stato deve tenere presenti le esigenze della provincia pratese – spiega Matteo Biffoni -. In particolare per il prezioso ruolo delle Forze dell’ordine e degli uffici attualmente attivi che garantiscono la prevenzione e la repressione dei reati in provincia di Prato, i controlli sulla linea ferroviaria tra Pistoia, Lucca Firenze e Bologna, e la sicurezza e la tranquillità delle migliaia di persone che fruiscono dei servizi ferroviari giornalmente. A questo si aggiunge il fondamentale ruolo della polizia postale per il contrasto dei crimini informatici».
"Per l’area e i cittadini della Provincia di Prato non sembrano più tollerabili nuovi tagli ai servizi e strutture del territorio, soprattutto in un settore cruciale come quello della sicurezza pubblica – scrive Biffoni nell’interrogazione -, per cui si sta invece pensando una riorganizzazione complessiva che però deve garantire il mantenimento di standard elevati di sicurezza". Da qui l’esigenza di avere presto dei chiarimenti a proposito delle notizie sul rischio declassamento.
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