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Sfida all’Eroica per dimostrare di essere più forte della malattia e per gli amici che non ce l’hanno fatta


Tre anni fa la malattia e, con tanta forza di volontà, la risalita verso la guarigione. Oggi Sanel Agic, 37 anni, si divide tra le cure in ospedale e la passione per le bici d'epoca. A fine maggio sarà uno dei settemila che prenderanno parte alla storica corsa sulle strade bianche della Val d'Orcia. Sulle sue braccia i nomi di chi non ce l'ha fatta: "La malattia ha spento tante vite ma non dimentico gli amici: li farò volare sulla mia bici"


Redazione


Inforcherà la sua bicicletta d'epoca tirata a lucido per l'occasione e si unirà ai settemila provenienti da tutto il mondo per l'edizione 2018 di Eroica, il festival ispirato al mondo del ciclismo di un tempo che a fine maggio, il 27, farà delle strade bianche che incorniciano la Val d'Orcia la cartolina più autentica di uno sport che da sempre è storia e anima popolare. Sanel Agic, 37 anni, nato a Sarajevo, pratese d'adozione, è pronto per la sua sfida: novantasei chilometri di fatica e sudore per dire che sì la malattia lo ha provato ma non lo ha sconfitto. Correrà per se stesso e per i compagni che ha perso per sempre nel doloroso viaggio tra gli ospedali.
“La leucemia con me non ce l'ha fatta – racconta Sanel – ma con altri purtroppo sì e allora io li porterò tutti a Eroica, scriverò i loro nomi sulle braccia e li farò volare con me, sulla mia bicicletta che è speranza e luce”.
Sanel Agic vive a Prato dal 1995, da quando arrivò in Toscana per una vacanza e si innamorò di questa terra. “Sarajevo era ancora in ginocchio, sfinita da anni di guerra e fame – ricorda – ero un ragazzino che credeva nel riscatto, che sperava in un futuro diverso, che guardava al resto del mondo con gli occhi sognatori di chi sa che non ci può essere tanto peggio del peggio già visto. Mia sorella già abitava qui e mi sono fermato anche io. La scuola, il Buzzi, i primi lavoretti la sera, gli amici e la voglia di costruire qualcosa. Sono passati gli anni, ho lavorato nel tessile e nella ristorazione, mi sono fatto strada poi di colpo, tre anni fa, mi sono fermato. Mi sentivo stanco, sempre affaticato, era agosto e davo la colpa al caldo mentre il dottore mi consigliava un controllo generale. E' stato allora che ho scoperto di essere malato: avevo la leucemia”.

Comincia per Sanel il duro, lungo, tortuoso percorso della cura. Visite, consulti, esami, ricoveri, ricadute: lungo la strada del dolore tanti amici nuovi con i quali la condivisione della malattia diventa unione fraterna. “Via via che stavo meglio pensavo di voler diventare esempio per tutti – le parole di Sanel – mi dicevo che se ce la stavo facendo io, allora ce la poteva fare chiunque. Ripensavo spesso alla guerra nel mio Paese, quella era una guerra contro cui io potevo fare ben poco, morte e distruzione non dipendevano da me. Invece la guerra contro la leucemia la potevo combattere eccome, e quella sì che era un fatto che potevo e dovevo affrontare, a ogni costo. Mi sono detto: siamo io e la malattia, vediamo che succede”.
Succede che Sanel ce la fa, ma lo stesso non è per tanti altri: “Tre mesi fa ho parlato per l'ultima volta con un'amica, lei aveva già capito di essere arrivata alla fine e io ho cercato di darle forza. Il giorno dopo non c'era più. Non è stata la prima, non sarà l'ultima. Ne ho persi di amici e voglio fare qualcosa per ricordarli, per farli rivivere, per dire che saranno sempre parte di me”.
Sanel Agic passa le sue giornate tra gli allenamenti in palestra e l'assemblaggio di vecchie biciclette. “Cerco pezzi, smonto e rimonto – dice – resuscito vecchie biciclette da corsa su strada. Una passione che mi accompagna ogni giorno. E' come riportare a nuova vita un pezzo di storia passata, quella di Bartali e Coppi, protagonisti di uno sport vero e puro dove conta la resistenza dell'uomo e l'affidabilità della bicicletta. Tu scegli se pedalare o no, se pedalare di più o di meno, se andare o se fermarti: mi sono ispirato a questo principio durante la malattia e ho scelto di andare, di continuare ad andare”.
Sulle braccia Sanel porterà i nomi dei compagni di viaggio che se ne sono andati in questi anni, tutti insieme saranno protagonisti del percorso di Eroica che da Montalcino si snoderà lungo le strade bianche della provincia di Siena. “Gareggerò per loro – dice Sanel – ci saranno anche loro in mezzo a settemila appassionati che arriveranno da settanta Paesi. Arriverò al traguardo di questa impresa e sarà una festa per me e per i miei amici che sono sicuro mi daranno forza e fiato”.

nadia tarantino
Edizioni locali: Prato
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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