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“Se non ora, quando?”: nonostante la pioggia in più di 500 scendono in piazza per riaffermare la dignità della donna


Redazione


Cinquecento persone. Tante come a Bolzano molte meno rispetto a Firenze. La manifestazione in piazza del Comune dell’indignazione femminile “se non ora, quando?” seppure avversata dalle condizioni meteo ha visto oggi pomeriggio una partecipazione in linea con le previsioni della vigilia e col numero di adesioni raccolte su Facebook. Obiettivo numero uno della manifestazione: riaffermare la dignità della donna dopo il Ruby gate e chiedere le dimissioni del premier Silvio Berlusconi. È echeggiato molte volte in piazza l’invito ad uscire di scena condito di attacchi al ministro dell’istruzione Gelmini e al sottosegretario Daniela Santanché, alla quale la piazza ha rivolto un dito medio collettivo. Col megafono venti fra donne e uomini si sono alternati per rivendicare un desiderio di ritorno alla normalità fatta a parere di una madre anche dal poter tornare a far guardare il telegiornale ai propri figli più piccoli senza il timore di dover ascoltare notizie vietate ai minori. Il rifiuto verso Berlusconi è andato poi a sfogarsi anche in decine di post-it raccolti su una bacheca e procedendo a braccetto negli interventi dalla scalinata del palazzo Pretorio con temi e parole d’ordine della sinistra classica: dal messaggio di saluto dell’Anpi al motto partigiano “ora e sempre Resistenza” transitando per un momento di pura nostalgia con l’esposizione di una coperta tessuta nell’immediato dopoguerra dalle donne dell’Udi.Anche la biografia dell’organizzatrice si inserisce nell’alveo della sinistra, Valentina Di Gioia è un’impiegata precaria con un passato da militante di Rifondazione Comunista. Proprio da lei è partito il richiamo più politico del pomeriggio alla giunta comunale. “Nessuna donna dell’amministrazione Cenni ha preso posizione a favore o contro questa piazza – ha denunciato –. Da parte loro c’è stato il silenzio più completo. Da questa manifestazione tutti dovrebbero trarre un’impressione positiva perché ci sono stati tanti interventi spontanei, cosa che non succedeva da tanto tempo”. E anche se i partiti hanno riposto per un giorno i loro vessilli due esponenti del Pd hanno voluto lo stesso essere protagonisti prendendo la parola, la consigliera comunale Cristina Sanzò ed il capogruppo Massimo Carlesi. Con l’ex candidato sindaco del centrosinistra impegnato a sfoggiare un parallelo storico. “L’imperatore Caligola nominò il suo cavallo senatore, Berlusconi nomina le donne con cui va a letto consigliere regionali. È un comportamento che umilia le donne e la politica”.

Carlandrea Adam Poli

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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