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Rivoluzione Avis: da gennaio addio donazioni nelle sezioni locali. Si teme un calo di donatori


Con la nuova normativa il donatore potrá recarsi solo ed esclusivamente al centro trasfusionale del Nuovo ospedale di Prato. Il rischio è il calo della donazione


Redazione


Da gennaio “capitoleranno” le Avis esterne dislocate nella provincia, almeno nella loro funzione di unità di raccolta. L'annuncio è contenuto in una lettera inviata nei giorni scorsi a tutti i donatori.
"Carissimi – c'è scritto -, vi scrivo per rendervi partecipi di un cambiamento importante che sta per interessare la nostra sezione ma anche l’intera Avis Toscana.
Il 31 dicembre prossimo scadranno le autorizzazioni per effettuarle donazioni di sangue presso tutti i centri di raccolta associativi esterni e, viste le nuove e più vincolanti normative europee recepite dalla Regione Toscana, purtroppo da tale data non sarà più possibile donare presso la nostra sede di Comeana.
Dal 2 gennaio 2015 quindi si potrà donare sangue solo ed esclusivamente presso il Centro trasfusionale del Nuovo Ospedale Santo Stefano di Prato.

La lettera ai soci prosegue ma il cambiamento è già annunciato. La lettera parte dall’Avis sezione di Carmignano, con sede a Comeana ma la stessa sorte toccherà alle sezioni di Montemurlo, Vaiano, Vernio-Cantagallo e Poggio a Caiano. Un cambiamento inevitabile perché così ha deciso l’Europa e così ha accettato la Regione Toscana. Per il resto, non restava molto da fare. Da tempo, ormai, il sistema sanitario toscano ha imboccato la strada di un progressivo accentramento verso un centro unico di raccolta sangue e plasma e ora che questo centro ha già un anno di vita, il passaggio di testimone non poteva essere rimandato ancora. La linea regionale ha indotto anche le UdR a decidere di non intraprenderne l’iter per l’accreditamento delle unità che le obbligava anche a una riorganizzazione per presentarsi alla deadline del 31 dicembre in grado di rispondere ai requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici imposti dalla normativa europea. “Non è stata una questione economica ma non ce la siamo sentiti di rimanere una mosca bianca ” spiega Gianluca Perri, presidente sezione Avis di Carmignano. “ E’ stata una decisione difficile anche perché con il sostegno che ci avevano messo a disposizione le associazioni che ruotano attorno ad Avis (in primis l’assistenza Medicea che ospita la sezione, ndr) saremmo anche riusciti a rientrare nei nuovi standard di garanzia richiesti, ma è vero anche che la realtà del sistema sanitario toscano rappresenta un’ eccellenza e questo ci ha convinti a credere che questo cambiamento per quanto sofferto potrà essere un’opportunità”.

Cosa cambierà quindi? Nel centro trasfusionale nel nuovo ospedale di Prato non ci saranno rischi di “eccedenze” di sangue dello stesso gruppo sanguineo; i tempi di attesa per i donatori si accorceranno; oltre al sangue i donatori potranno donare anche plasma, ma il cambiamento fondamentale è che i donatori da gennaio dovranno recarsi al Santo Stefano.
Ma c’è un rovescio della medaglia: con questa profonda riorganizzazione il rischio di un calo nelle donazioni è reale perché le Udr territoriali da sempre operano a titolo volontario basandosi sulla capacità di creare relazioni e familiarizzare con i donatori. E questo verrà meno. Verrà meno il rapporto diretto volontario-donatore. Mancherà la ritualità e la vicinanza della sede al donatore. “E’ vero però – specifica Marco Tofani presidente Avis provinciale – che la prima trasformazione c’è già stata un anno fa con l’apertura del centro di Prato nel nuovo ospedale, il calo delle donazioni è stato del 4%, quando lo stesso cambiamento interessò la città di Firenze qualche anno prima il calo fu assai maggiore sintomo che i donatori hanno capito che non è il luogo che fa la donazione ma il gesto”.
Cosa sarà da gennaio 2015 delle sezioni Avis? Porteranno avanti quella che è sempre stata la loro mission, sensibilizzare all’atto della donazione; continueranno la loro attività di aggregazione sul territorio ma dovranno trovare altri metodi di coinvolgimento della cittadinanza.  Avranno, soprattutto, un compito più arduo: evitare che il lavoro fatto sul campo e tra le gente in questi anni si perda per strada (in direzione Santo Stefano) così da continuare a contribuire  all’autosufficienza di scorte di sacche su scala nazionale cui si è giunti con molto sforzo e pazienza.
Cosa dispiace? Che tra i donatori c’è già chi ha messo le mani avanti facendo capire di non aver accolto con favore questo ineluttabile cambiamento. Dispiace che la normativa non abbia lasciato poi molto margine di scelta alle sezioni locali.
Domenica 16 novembre presso la sede Avis di Comeana si terrà l’ultima donazione, mentre il 7 novembre è in programma una cena per i donatori. Due appuntamenti dai toni nostalgici per i donatori e per i volontari. Soprattutto per i volontari.

Giulia Rafanelli
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
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