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“Prato si ricordi di Gonfienti: quello che avrebbe dovuto essere e non è stato”. Mobilitazione per il parco etrusco


Si sono firmati "Etruschi anonimi" e hanno scelto il periodo del Settembre pratese per ricordare a tutti, soprattutto all'amministrazione, che anche Prato ha un proprio sito archeologico da riscoprire


Redazione


È uno dei quattro punti al centro del protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Provincia di Prato e Comune di Prato approvato in giunta regionale e passato ieri, martedì 2 settembre, al vaglio della giunta comunale nel quale sono state individuate le priorità per Prato. La situazione e il destino dell’area di Gonfienti, per molti pratesi, però, resta un nodo che le istituzioni non hanno saputo mantenere. Agli atti del protocollo d’intesa, la Regione si è presa in carico la valorizzazione degli scavi etruschi che andranno a creare una Rete per l’archeologia insieme al parco etrusco di Carmignano (leggi articolo). Un protocollo approvato in un periodo particolare per la città di Prato: il settembre pratese, il periodo in cui la città ricorda e celebra tutto quello che d’importante è avvenuto nel suo passato.
Ci viene da pensare che in tutto questo ci siamo dimenticati di un passo importante, quello dell'insediamento nel nostro territorio, tra il V e il VI secolo a.C. di una popolazione che ancora oggi risulta misteriosa quella degli etruschi a Gonfienti” – lo scrive e se ne preoccupa un gruppo di “anonimi etruschi” (almeno così di firmano) che rivendicano il valore storico del sito archeologico per cui troppo poco è stato fatto: “Questa gloriosa e preziosa città etrusca, costruita nelle vicinanze del bisenzio, a tutt'oggi dimenticata dai più, nascosta tra erbacce e confinata tra capannoni industriali e depositi dell'interporto è parte integrante della nostra storia e verso quella Civiltà il nostro patrimonio culturale, di conoscenze e di esperienze, ha un debito inestimabile.”.
Quello degli etruschi anonimi è anche un appello verso l’amministrazione cittadina o dell'ente Regione in accordo con il ministero dei Beni, delle attività culturali e del Turismo: “Vogliamo, che in questo periodo di festeggiamenti (e non solo), possa trovare collocazione questo imponente sito archeologico, cosicché da ricordare la rilevanza e l'importanza di questa scoperta, avvenuta nella metà degli anni '90, che, sia per progetti proiettati in altre direzioni e poteri che la vogliono sempre e comunque farla da padrone ci ritroviamo, oggi, dopo quasi vent'anni, ad un nulla di fatto, salvo ogni tanto ricordarsi di togliere qualche erbaccia e a proclami pre-elettorali pro-Gonfienti. Un appello alla giunta comunale e ai consiglieri tutti: che si cominci veramente a prendere sul serio iniziative atte a valorizzare qualcosa di unico e raro, ciò che al momento è un patrimonio archeologico e storico invidiato da tutto il mondo, la nostra Gonfienti”.
E per agevolare il lavoro della Regione, il gruppo di appassionati ha messo dei cartelli indicatori, in punti strategici della città,”per quello che avrebbe dovuto essere e che non è mai stato, il nostro parco archeologico etrusco

 
  
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