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Prato come Santa Croce, la Regione ci ripensa e permette anche al distretto di ripartire ma solo per “manutenzione e conservazione”


L'ordinanza è valida da lunedì 27 aprile e riguarda le imprese in cui si lavorano tessuti di origine animale e vegetale e in cui giacciono scarti di lavorazione che rischiano il deterioramento


Redazione


Si intravede la luce in fondo al tunnel  in cui si trova il distretto tessile di Prato a causa del blocco delle attività imposto dal Coronavirus.
Nel tardo pomeriggio di oggi la Regione ha dato il via libera alla ripresa delle attività di manutenzione e conservazione in tutte le aziende dei distretti tessili della Toscana, e in particolare di Prato, in cui si lavorano tessuti di origine animale e vegetale e in cui giacciono scarti di lavorazione che rischiano il deterioramento. Si comincia da lunedì 27 aprile. In sostanza con questo atto la Regione ristabilisce la parità di trattamento tra distretti dopo che ieri sera aveva dato il permesso a quello conciario di Santa Croce, per riprendere le attività di manutenzione e conservazione per motivi sanitari  (LEGGI).

Decisione che ha provocato non pochi mal di pancia negli ambienti imprenditoriali e politici del territorio. Il confronto, piuttosto pesante, è iniziato già ieri sera ed è proseguito fino a tarda notte. Oggi, dopo le celebrazioni per il 25 aprile, è proseguito per oltre due ore e ha visto al tavolo il sindaco Biffoni, l'onorevole Giacomelli, il governatore Rossi, l'assessore regionale Stefano Ciuoffo e per Confindustria Toscana Nord, Francesco Marini e Andrea Cavicchi. Alla fine è stata trovata la quadra e nel pomeriggio la Regione ha eliminato le disparità con questo nuovo atto.
L’obiettivo è duplice: evitare che i tessuti di origine animale e naturale possano marcire ed evitare che gli scarti di lavorazione possano contaminare i luoghi produttivi. "Quest’ordinanza – si legge in un comunicato della Regione – si basa su un parere Asl ed è inoltre conforme all’art. 2 comma 12 del DPCM del 10 aprile 2020 che consente lo svolgimento di attività manutentive e conservative nei siti produttivi fermi. Le aziende dei distretti tessili che riprenderanno l’attività a questo scopo dovranno farlo secondo le disposizioni dettate dall’ordinanza numero 38 del 18 aprile 2020, che riguarda le misure di contenimento sulla diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro". Intanto il governo sta disegnando il quadro del graduale ritorno alla normalità per fabbriche e negozi, che verrà tradotto in un nuovo dpcm atteso fra domani, dopo la cabina di regia con le Regioni, e lunedì. Il calendario delle riaperture è un puzzle che l'Esecutivo smonta e rimonta ad ogni ora, anche sulla base delle indicazioni della task force Fase 2 guidata dal manager Vittorio Colao. Per gli aggiustamenti definitivi è attesa la relazione del comitato tecnico scientifico, con il prospetto della ripartenza per negozi e uffici: il riavvio dovrebbe oscillare fra il 4 e l'11 maggio.
LE REAZIONI. Per il sindaco Matteo Biffoni quello della Regione è “Un provvedimento necessario e di assoluto buon senso che la città giustamente ha sollecitato. La manutenzione e conservazione servono a evitare anche la contaminazione dei luoghi produttivi, luoghi che devono essere pronti in vista di una ripartenza dell'intera filiera per la quale aspettiamo, spero in tempi brevi, la data decisa dal Governo. Tutto questo è stato possibile anche grazie al grande lavoro fatto da tutte le parti sociali che hanno siglato proprio ieri un patto condiviso per la cosiddetta Fase 2 e, visto tutto questo, credo ci siano tutti i presupposti perché il Governo consenta a Prato di riaprire presto e in sicurezza, senza mai dimenticare la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori che è e restano il bene primario".
Per l'onorevole Antonello Giacomelli del Pd: “L’ordinanza è chiara, non è la ripresa della produzione ma una decisione importante, nei termini della normativa, almeno per proteggere il prodotto. Non credo sia utile aggiungere altre parole. E’ stato importante parlare prima, anche non pubblicamente. Commentare ora può solo complicare”.
Confindustria Toscana Nord è soddisfatta a metà. "Un atto certamente rilevante anche se ben lontano da risolvere il problema del protrarsi della chiusura delle imprese tessili. Un atto positivo che ci aiuterà senz'altro, secondo quanto emerso dalle anticipazioni, a prepararci al vero rientro in azienda – commenta il vicepresidente Francesco Marini  -. Un rientro che ancora però non c'è perché solo un provvedimento nazionale può deciderlo. Bene comunque che la Regione Toscana compia questo atto, che la stessa Confindustria Toscana Nord ha richiesto sottolineando appunto la problematica del deterioramento dei materiali. Ringraziamo il presidente Rossi che, oltre a caldeggiare la ripresa delle attività industriali, ha dimostrato concreto interesse per il tessile lavorando a un'ordinanza di questo genere, che rappresenta ciò che la Regione può fare nell'ambito delle sue prerogative. Qualcosa potremo intanto fare; ma quello che aspettiamo è la vera ed effettiva riapertura."
Per il consigliere regionale del Pd, Nicola Ciolini "Il fatto che questo avvenga in una giornata come quella del 25 aprile, sia un segnale di buon auspicio anche per quel che riguarda il superamento dell’emergenza causata da questa pandemia. Ieri, appena letta l’ordinanza sulle concerie, abbiamo cercato di capire se fosse possibile applicare lo stesso meccanismo e lo stesso modus operandi al nostro territorio. Finalmente dopo una settimana di discussione e di confronti, siamo arrivati, anche se con un certo ritardo, ad un passo avanti concreto.  Sarebbe stato sicuramente più utile, lo ribadisco senza polemica, consentire alle aziende una maggior operatività già dal 27 aprile, senza dover aspettare il 4 maggio. Ora però concentriamoci sulle misure di sicurezza e sui protocolli da rispettare in ogni singola attività lavorativa, per evitare un nuovo aumento dei contagi e garantire la salute dei lavoratori e di tutta la collettività”. 
Per la collega Ilaria Bugetti "È un primo passo verso la ripresa della produzione che conferma l’impegno e l’attenzione della Regione Toscana verso il nostro distretto. Un risultato che mi sta particolarmente a cuore, per il quale mi sono battuta lavorandoci in prima persona insieme alle istituzioni, ai sindacati e alle associazioni di categoria. Tutto ciò accade a distanza di pochi giorni dalla firma del protocollo per la sicurezza con le categorie economiche e i sindacati, che coinvolge la Asl e la centrale di committenza Estra per la fornitura dei dispositivi di protezione. Abbiamo quindi le carte in regola per fare le cose in sicurezza».
Critica nei confronti della Regione Chiara Bartalini del Movimento 5 Stelle: "Incomprensibile e offensiva era apparsa la posizione di Rossi che nel decidere di riaprire parte del distretto conciario di Santa Croce si era  "scordato" che la deperibilità è un concetto commerciale che si applica anche a un prodotto di moda che viene creato appositamente e su committenza  per una stagione che se non viene prodotto, spedito e confezionato in tempo utile non ha più mercato.  Oggi Rossi ha corretto la posizione nell'annuncio dell'ordinanza per il nostro distretto che col suo l'indotto conta circa 40mila persone, 40mila famiglie portano lustro e ricchezza a tutta la Toscana. Bene così, ma quanta approssimazione da parte della Regione Toscana in questi giorni"
E.B.
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