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Polemiche dopo l’omicidio: la Lega vuole più rigore con i nomadi, l’Idv contesta le politiche della sicurezza. Botta e risposta tra Asl e Questura


Redazione


Il terribile fatto di sangue della scorsa notte in ospedale ha subito aperto più fronti polemici nella vita cittadina. Uno di natura squisitamente politica con la Lega Nord che chiede a gran voce di rivedere le politiche sociali nei confronti dei rom e di instaurare una sorta di reddito minimo legale, in assenza del quale non dare ospitalità a stranieri; parole cui fanno eco quelle dell’Italia dei Valori che denuncia invece il fallimento delle politiche del centrodestra in materia di sicurezza. Dall’altra parte si deve registrare un botta e risposta tra il direttore generale dell’Asl Bruno Cravedi che chiede maggiore sicurezza nell’area ospedaliera e il questore Domenico Savi che ribatte dicendo che l’Asl dovrebbe filtrare gli ingressi nelle ore notturne.Ma andiamo con ordine. Nel suo intervento la Lega Nord punta l’indice contro le politiche di integrazione portate avanti dalle giunte di centrosinistra: “Non possiamo più vivere nell’illusione che la comunità rom possa un giorno integrarsi con noi: vicono da sempre di espedienti e non hanno mai espresso una chiara volontà di diventare cittadini pratesi”. Da qui la richiesta di attuare politiche più rigide come già fatto in tante città del Nord Italia e di introdurre l’obbligo di un reddito minimo legale per tutti gli stranieri.L’Idv, invece, boccia quanto fatto fino ad ora dalla giunta Cenni per la sicurezza dei cittadini. “La così tanto decantata sicurezza da parte dell’amministrazione del Centrodestra che avrebbe dovuto essere garantita dai militari a Prato – si legge nella nota – fa acqua da tutte le parti. Questo omicidio non fa altro che confermare la legittimità dell’Italia dei Valori  quando chiedeva più poliziotti e più carabinieri e non i militari che non servono per dare sicurezza ma, come dice lo stesso centrodestra solo per dare  la sensazione della sicurezza. Ci chiediamo se questo omicidio sarebbe avvenuto lo stesso se in ospedale il posto di polizia, che pure esiste, fosse stato aperto ventiquattr’ore su ventiquattro, servizio che invece non può essere garantito per mancanza di personale”.Un punto quest’ultimo, sul quale ha insistito molto Cravedi: “C’era un impegno ad aumentare la vigilanza da parte degli organi di polizia – afferma il direttore generale dell’Asl – ma non è stato fatto niente. Noi abbiamo provveduto ad aumentare la vigilanza interna, a installare 15 nuove telecamere, a chiudere gli accessi secondari. Non possiamo però blindare l’ospedale”. Immediata la risposta del questore Savi: “Il posto di polizia interno all’ospedale è finalizzato ad attività di polizia giudiziaria e non a vigilanza – dice -. Sono d’accordo a non blindare l’ospedale, in certe ore però serve un controlo severo degli accessi, in modo da evitare che chi non ne ha diritto frequenti l’area ospedaliera”.
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Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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