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Pasticcio spazi al liceo Livi, una mamma scrive a Provincia e Comune: “Collaborate per trovare una soluzione più funzionale”


Non piace l'ipotesi di spostare cinque aule in via delle Fonti nella sede dell'associazione Ars Genius. Una terza sede molto lontana dalle altre due con grave disagio per insegnanti e famiglie. Puggelli: "E' troppo tardi. Perché l'ipotesi Marco Polo non è stata avanzata prima?"


Redazione


La mamma di uno studente del liceo Livi rivolge un accorato appello al presidente della Provincia, Francesco Puggelli, e al sindaco di Prato, Matteo Biffoni che tra l'altro è stato presidente della Provincia prima di Puggelli, per scongiurare l'ipotesi di una terza sede della scuola in via delle Fonti nell'edificio dell'associazione culturale italo cinese Ars Genius. Un luogo lontano dalla sede principale, e quindi scomodo, e che tra l'altro non risolve del tutto i problemi di spazio del liceo tanto che il bar dell'edificio di via Marini dovrà essere trasformato in un'aula. Un pasticcio che creerà grandi disagi a studenti, genitori e insegnanti. Un pasticcio frutto di una programmazione carente nonostante da tempo l'istituto chiedesse risposte concrete al problema degli spazi. La manifestazione (leggi) dello scorso giugno in piazza delle Carceri, organizzata da insegnanti e docenti, è solo la punta dell'iceberg di un problema che si trascina da troppo tempo. "La mia figlia più grande – spiega a Notizie di Prato la mamma che ha scritto la lettera – si è diplomata al Livi due anni fa e già al primo anno c'era il problema degli spazi quindi in sette anni c'era tutto il tempo di pensare e realizzare una soluzione definitiva". Siamo invece davanti a uno "spezzatino": sede centrale in via Marini, un'altra al Rodarino in via Galcinaese e ora cinque aule in via delle Fonti. Ancora non è chiaro chi andrà dove ma nella sua lettera-appello, il genitore chiede a Biffoni e a Puggelli di collaborare per trovare una soluzione "più funzionale" prima del rientro in classe. 
Pubblichiamo qui di seguito un estratto della lettera.
"Due anni fa, quando mio figlio Marco ha iniziato la classe prima, non essendo più possibile ricavare altre aule dagli spazi interni dell’edificio in Via Marini, è stata assegnata come succursale, il “Rodarino”, provvisoria costruzione in Via Galcianese, con tutti i possibili disagi che ne sono derivati ad alunni e docenti, vista la distanza dalla sede principale (dove anche i ragazzi devono recarsi per svolgere in palestra le lezioni di scienze motorie ….).
Senza considerare tutte le problematiche causate dall’emergenza Covid che nel mentre aveva imposto altri obblighi; distanza da mantenere nelle classi fra i banchi, orari diversi per le entrate e le uscite, traporti urbani difficilmente in sicurezza….
Come se tutto ciò non fosse già difficile da gestire, in questi giorni ho appreso dai media che per far fronte ad altre aule mancanti per l’ormai prossimo anno scolastico, viene proposta dalla Provincia una terza sede in via delle Fonti a Le Badie,  in una porzione di un’immobile in cui avrà sede la scuola paritaria, materna ed elementare gestita dall’associazione culturale italo-cinese Ars Genius.
E addirittura, poiché nonostante tutti i tagli degli spazi nell’edificio in Via Marini, comunque mancherebbe ancora un’aula, sarà definitivamente tolto il Bar e lo spazio relativo per i ragazzi durante le ricreazioni che, tra l’altro veniva già usato negli ultimi anni per il ricevimento dei genitori…..
Ma quale algoritmo (che vanno tanto di moda)  riuscirà a programmare un orario scolastico che consenta ai docenti di spostarsi da una parte all’altra di Prato per raggiungere, puntuali per le lezioni, le varie sedi?
Mi chiedo, con quale criterio saranno distribuite le varie classi nelle diverse locazioni? 
E su che base saranno assegnati i docenti alle varie classi dislocate qua e là ?
Preg.mo dottor Puggelli, lo scorso 7 marzo le avevo inviato un messaggio che forse non ha neanche letto (o comunque se lo ha letto, non mi ha risposto…); poiché già allora i giornali locali e i media parlarono di fondi stanziati dal Miur la provincia di Prato per lavori di ristrutturazioni e nuove costruzioni di edifici scolastici, e come oggi si indicavano come destinatari l’Istituto Copernico e altri istituti, io le scrissi che forse era giunta l’ora di pensare anche al Liceo Livi…. le dicevo che “Tutti gli studenti hanno diritto a frequentare una scuola accogliente, con tutto quanto necessario per la didattica e dove condividere spazi comuni con gli altri ragazzi e ragazze, anche quelli più grandi e più piccoli; e non mi risponda che la scuola non la fanno le “mura”, ma gli insegnanti; lo so benissimo questo, per esperienza personale:  i professori del Liceo Livi e la dirigente Ciambellotti hanno tutta la mia stima, mi creda, e meno male che ci sono loro!
Le avevo anche scritto: “ho partecipato a vari eventi, in cui lei ha sempre sostenuto che gli studenti di oggi sono il nostro futuro e che per questo vanno sostenuti, incoraggiati, premiati; condivido pienamente!“  
Allora, anche per questi ragazzi che sono i nostri studenti di oggi, dobbiamo trovare una differente soluzione!  Perché, ad esempio, non è stata presa in considerazione la proposta della nostra dirigente Ciambellotti relativamente all’ospitalità all’interno dell’Istituto Comprensivo Marco Polo ? 
So bene che esistono precise e ben distinte competenze fra Provincia e Comune; ma, e a questo punto mi rivolgo anche al sindaco Matteo Biffoni, in questi casi di estrema necessità, le due istituzioni non potrebbero mettere da parte i loro specifici ruoli e collaborare per risolvere in maniera più degna e funzionale, questa carenza di aule? Non può anche il Comune cercare od offrire spazi propri adeguati?
Oltretutto, la cosa che fa rabbia, è che questo problema non è assolutamente nuovo, né sconosciuto alla Provincia, si sta ripetendo ormai da anni, come ho detto all’inizio, di questa lettera, eppure, ad oggi, non siamo riusciti a trovare una soluzione che non sia provvisoria e frammentata…
Vista questa pluralità di sedi, ho paura che dal prossimo anno le iscrizioni al Liceo Livi – Brunelleschi (già…. altra analoga problematica situazione….) andranno a diminuire; i genitori ci penseranno bene prima di iscrivervi il proprio figlio senza sapere dove materialmente frequenterà le lezioni….
Preg.mo presidente e Preg.mo sindaco, siete genitori anche voi: non ditemi che, allo stato attuale, non fareste di tutto per far cambiare idea ai vostri figli qualora vi dicessero di volersi iscrivere al Liceo Scientifico Livi dove è presente anche l’indirizzo biomedico.
Mi sono dilungata anche troppo e sicuramente la mia lettera non servirà a niente. Continuo a sperare che si possa risolvere al meglio questo problema prima del prossimo 15 settembre…"

A breve giro di posta è arrivata la risposta del presidente della Provincia Francesco Puggelli: "Ormai è tardi, abbiamo già firmato il contratto per via delle Fonti. Mi chiedo perchè la dirigente scolastica Ciambellotti non abbia tirato fuori la proposta dell'istituto Marco Polo quando a inizio 2021 ho espressamente chiesto a sindaci e dirigenti scolastici se erano presenti aule in esubero nelle proprie scuole. Allora ci fu il silenzio totale, ora è tardi. Il Contratto con via delle Fonti è per un anno. Poi, vedremo come muoverci. Potrebbe esserci un'alternativa interessante da valutare, sempre temporanea ma più funzionale e di lungo periodo. Il liceo Livi, come il Brunelleschi, non ha spazio attorno alla propria sede principale e quindi l'unica soluzione è costruire una nuova scuola. Mi sono preso questo impegno e lo porterò avanti. Il progetto è già stato presentato al Miur per ottenere il finanziamento. Ci vorrà però ancora tempo. Fino ad allora, se la scuola continua a crescere, dobbiamo procedere con le succursali".

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