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Nove mesi per abbattere il Misericordia e Dolce. In settimana torna la maxi pinza. L’amianto finirà in Germania


Stamani il sopralluogo del sindaco Biffoni con il responsabile tecnico dell'azienda sanitaria, Gianluca Gavazzi. Già al lavoro 30 operai della Daf che stanno procedendo con la demolizione delle prime aree


Redazione


Nove mesi, da qui a maggio 2021, e i 270mila metri cubi del Misericordia e Dolce non ci saranno più. Prenderà il loro posto il parco urbano voluto dal Comune di Prato. 

I 269 giorni di appalto per la demolizione selettiva del vecchio ospedale sono partiti il 25 agosto con la consegna del cantiere da parte dell'Asl e i primi cambiamenti sono già visibili. Stamani, 4 settembre, il sindaco Matteo Biffoni ha effettuato un sopralluogo con il responsabile tecnico dell'azienda sanitaria, Gianluca Gavazzi, alla presenza del proprietario della ditta appaltatrice, la Daf Costruzioni di Milano, Pierangelo Donzelli. 
Si procede velocissimi con l'impiego di circa 30 operai che nei punti dove non è presente l'amianto stanno già effettuando il cosiddetto strip out, lo smontaggio selettivo di porte, infissi e impianti per poi procedere alla demolizione vera e propria. Ad esempio nell'ex pediatria che sarà buttata giù già la prossima settimana utilizzando una pinza più piccola di quella principale, che arriverà in città tra lunedì e martedì e sarà impiegata già mercoledì. 
La maxi pinza invece dovrebbe tornare in città giovedì (era stata portata via per impiegarla in un altro cantiere mentre i tribunali amministrativi scioglievano i nodi dei ricorsi). Usiamo il condizionale perché manca ancora un'autorizzazione al trasporto eccezionale. Il lunghissimo braccio comincerà il suo lavoro di demolizione tra un paio di mesi.
Veniamo all'amianto presente nell'edificio a sei piani e negli scantinati di quello a quattro per un totale di 3 chilometri di tubature. La sua rimozione inizia il prossimo 7 settembre. Sarà smaltito in Germania.
Sono in fase di montaggio la pesa, necessaria per riciclare i materiali, e le barriere antipolvere e antirumore. Aspetto questo non secondario con il transito di oltre 30 carri di terra al giorno da e per gli impianti di trattamento degli inerti. 
"Sulle polveri il monitoraggio sarà costante attraverso delle centraline che saranno installate a breve. – spiega Gavazzi – Durante la demolizione inoltre, sono previsti cannoni nebulizzatori. Per i rumori saranno montate paratie fonoassorbenti alte fino a 8 metri".

PARCO URBANO. Un'opera che costa circa 7,5 milioni di euro. L'idea del Comune è di partire con i lavori subito dopo l'abbattimento: "Puntiamo a un'aderenza dei cantieri in continuità. – spiega il sindaco Matteo Biffoni – Per questo stiamo procedendo alla definizione del progetto esecutivo e poi alla gara d'appalto". Al sindaco piacerebbe anche riprendere in mano l'idea di aprire una finestra pubblica ai giardini di Sant'Orsola sul cantiere per la demolizione per permettere a tutti i cittadini di assistere al passaggio storico che ridisegnerà questa parte del centro storico e cambierà il profilo della città
LA PARTE DELL'EX OSPEDALE CHE NON SARÀ ABBATTUTA Oltre all'ex palazzina delle malattie infettive che sarà destinata alle cure intermedie, alla parte storica e agli uffici amministrativi, è particolarmente interessante capire quale sarà il futuro dei 9mila mq che restano in piedi e che in buona sostanza corrispondono all'edificio delle medicine e dell'ortopedia 3. In sede di accordo tra Asl e Comune, ormai molti anni fa, fu stabilita una destinazione sanitaria ma ora le esigenze sono cambiate perché nel frattempo sono entrate in scena la nuova palazzina del Santo Stefano e il distretto-casa della salute di San Paolo che assorbiranno le funzioni destinate a quei 9mila mq di superficie utile lorda. E' presto per parlarne e un mercato pressoché fermo suggerisce calma, ma molto probabilmente quella parte si trasformerà in negozi e soprattutto residenze di pregio con affaccio sul parco urbano. L'Asl, e quindi la Regione, potrà agire direttamente o cedere a terzi i diritti edificatori che le permetteranno di recuperare i soldi spesi per il Santo Stefano e per la altre strutture sanitarie del territorio. 

 
 

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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

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