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Sono quasi trecento e si sono ritrovati sulla pagina Facebook “Tutti contro il sistema” per organizzare una grande manifestazione di protesta giovedì 7 maggio che culminerà con la consegna delle chiavi dei loro negozi direttamente nelle mani del sindaco Biffoni. Non solo ristoratori, ma anche proprietari di negozi di abbigliamento parrucchieri estetisti e dipendenti che non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione. Un movimento trasversale che è nato in modo spontaneo condividendo preoccupazioni e ansie.
La manifestazione, però, al momento risulta illegale, visto che dalla Questura fanno sapere che non risulta nessun preavviso. "La legge – spiegano – prevede che ogni manifestazione vada annunciata alla Questura con almeno tre giorni di anticipo. Ad oggi nessuno lo ha fatto". I manifestanti, quindi, rischiano di essere sanzionati per l'inottemperanza all'obbligo. C'è poi anche il rischio concreto di una seconda sanzione, visto che il corteo sembra essere in contrasto con l'articolo 2 con il dpcm del governo Conte.
“Siamo una delle città in cui la situazione sanitaria è sempre stata sotto controllo – si legge fra i vari post pubblicati sulla pagina – e quindi visto che non possiamo lavorare chiediamo per i danni subiti ed i mancati aiuti che ci venga concesso un anno esente tasse, aiuti immediati a fondo perduto, cassa integrazione per i lavoratori che non potranno ripartire subito e disoccupazione immediata a tutti coloro che hanno perso il lavoro”
L’appuntamento è alle 9 in piazza San Francesco dove i partecipanti rispettando le regole della distanza marceranno in modo pacifico verso palazzo comunale. Dopo Biffoni l'obiettivo è arrivare direttamente al presidente del consiglio Giuseppe Conte con un'altra manifestazione il 2 giugno a Roma.
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