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L’Asl distribuisce le mascherine ai medici di famiglia che però protestano: “Queste non servono a niente”


A ogni medico spettano una mascherina chirurgica con visiera plastificata lavabile e dieci mascherine chirurgiche senza visiera per i pazienti che si recheranno in laboratorio.


Redazione


E' iniziata stamani, 27 febbraio, alla direzione sanitaria di Prato, la distribuzione dei kit di protezione contro il Coronavirus ai 220 medici tra pediatri, guardia medica e medici di medicina generale del territorio provinciale. Dieci mascherine chirurgiche e una con visiera lavabile a testa per un totale di oltre 2.200 dispositivi. "Le mascherine chirurgiche servono per quei pazienti con sintomi sospetti che si recano di persona agli ambulatori. – spiega Laura Tattini, direttore del coordinamento sanitario Servizi zona pratese – mentre la mascherina con la visiera lavabile è per proteggere i medici". Le mascherine con filtro specifico sono riservate al personale sanitario a maggiore impatto come ad esempio gli ospedalieri e chi opera a bordo delle ambulanze. La dotazione di dieci mascherine chirurgiche a testa è giudicata congrua dall'azienda sanitaria che comunque è a disposizione per fornirne di aggiuntive. "Le persone che presentano sintomi dovrebbero stare a casa e telefonare al proprio medico che valuterà la situazione ed eventualmente indirizzerà l'intervento. L'ampliamento orario della disponibilità, dalle 8 alle 20, serve proprio per garantire ai cittadini un riferimento costante a distanza. Stesso discorso per i medici della continuità assistenziale. Non bisogna andare di persona ma bensì telefonare. – spiega Alessandro Pecchioli, direttore dei servizi sanitari cure primarie – Queste mascherine che forniamo servono soprattutto per chi, sbagliando, va di persona all'ambulatorio. Servono a proteggere gli altri da chi presenta i sintomi". 
La soluzione adottata dalla Regione, mascherina più visiera lavabile, non piace però ai medici di medicina generale. La più agguerrita è Rosanna Sciumbata (foto seguente), vicepresidente dell'ordine dei medici di Prato e capogruppo della lista Biffoni, che definisce tale dotazione "inutile e offensiva. Una presa in giro per chi di fronte a questa emergenza ha dato la propria disponibilità gratuitamente. Siamo allo sbaraglio. Ho chiesto che il presidente Rossi venga due giorni nei nostri ambulatori con le stesse mascherine che ci sono state date. Abbiamo confermato la nostra totale disponibilità ma le condizioni per poter lavorare non ci sono date". 
Sulla stessa linea il Sindacato Medici Italiani della Asl Toscana Centro: "Pur apprezzando lo sforzo dell'azienda di fornire ai medici di medicina generale i presidi DPI – afferma in una nota Smi – facciamo notare che le mascherine chirurgiche sono inutili. I medici dappertutto sono la categoria  più  a rischio  per il numero ed i tempi dei contatti. Necessitano dei veri dispositivi di sicurezza e non di parodie, altrimenti, come afferma anche  il presidente nazionale fra poco non ci sarà  più  chi assiste e cura i cittadini. Più volte abbiamo chiesto i presidi necessari come le mascherine FFP2,FFP3, le uniche che offrono la protezione verso i virus. Denunciamo quindi con vigore questa mancanza che espone i medici di famiglia, la continuità assistenziale, gli specialisti ambulatoriali a rischi inaccettabili".
E.B.
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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