Categorie
Edizioni locali

La vita di Peppino Impastato raccontata agli studenti del Copernico, il fratello Giovanni: “Contro la mafia per la libertà”


Una toccante lezione quella di Giovanni Impastato che ha ripercorso la lotta, l'impegno civile e la passione politica del fratello ucciso dalla mafia nel 1978. Per l'occasione gli studenti hanno presentato "I nostri cento passi", raccolta di storie, riflessioni e disegni sulla mafia


Redazione


Il coraggio, la lotta e l'impegno civile, la passione politica e la rottura con la famiglia, la sua famiglia che era molto vicina alla mafia. Questo era Peppino Impastato che ad appena 17 anni scriveva di mafia, scriveva nomi e cognomi, fatti e misfatti e sfidava il boss Tano Badalamenti che viveva in una casa distante appena cento passi dalla sua. I trent'anni di vita di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, lo stesso giorno in cui le brigate rosse facevano ritrovare a Roma il cadavere del presidente della Dc Aldo Moro, sono stati raccontati oggi dal fratello Giovanni agli studenti del liceo Copernico. Una lezione toccante che ha lasciato il segno nei giovani che sono arrivati all'incontro con Giovanni Impastato con un lavoro – storie, riflessioni e disegni sulla mafia – intitolato “I nostri cento passi”, prendendo spunto dal titolo del film “I cento passi” che ha portato alla ribalta la figura del coraggioso giornalista.

“Di mio fratello – ha detto Giovanni – resta il messaggio di impegno civile contro la società di allora dominata dalla cultura mafiosa, e resta la rottura con la famiglia, la nostra famiglia di origine mafiosa. Un messaggio che oggi possiamo considerare attuale e importante per le nuove generazioni”. Ha ricordato, Giovanni Impastato, la voglia del fratello di combattere quel sistema malato: fondò un giornale che fu chiuso dopo una denuncia e la condanna del tribunale. “Sapete perché il giornale chiuso? Per un articolo di sport, un articolo sulla richiesta di costruire anche a Cinisi un campo sportivo. L'articolo incriminato si chiudeva con questa frase: forse il sindaco ignora la parola sport”. Fu la fine del giornale ma non della passione e dell'impegno civile di Peppino Impastato che cominciò a fare il fotoreporter e scattava foto allo scempio del territorio, alla cementificazione selvaggia, alle costruzioni abusive. “Ne faceva manifesti e li portava in giro per parlarne con la gente – ha ricordato il fratello – e continuava così la sua battaglia”. Una battaglia finita nel 1978.

“Peppino è stato scoperto tardi, il film è stato sicuramente il veicolo principale – ha detto il fratello – dietro a Peppino c'è stato un grande lavoro di analisi, di impegno civile e di lotte che all'epoca non andavano oltre i confini siciliani. Peppino era un giovane di grandi valori, lottava per la comunità, amava la politica ed era di estrema sinistra anche se la sinistra ufficiale lo isolò”. Giovanni Impastato ha esortato gli studenti a prendere esempio: “Riscontro nei giovani grande sensibilità – ha detto – ma sono bersagliati dai messaggi negativi che arrivano dai mass media. Dobbiamo far fronte a questa onda distruttiva, dobbiamo entrare nelle scuole e parlare, e raccontare, e avviare una cultura della legalità democratica. Dobbiamo anche spingerli alla disobbedienza contro le ingiustizie e le sopraffazioni”. Al Copernico già dal 2006 sono stati creati percorsi di educazione alla legalità e alla partecipazione. Quest'anno il progetto coinvolge 19 classi. Peppino Impastato è diventato per i ragazzi “un punto di riferimento, un amico, uno che ha avuto il coraggio di fare le scelte giuste”. Insomma, un simbolo, un esempio. Anche per questo le classi hanno lavorato a “I nostri cento passi” e hanno preparato l'incontro anche con la musica e con una canzone, “Penso” di Fabrizio Moro, che è diventata un manifesto contro la mafia. “Gli studenti – ha commentato il vicepresidente della Provincia Emiliano Citarella – hanno lavorato molti mesi per preparare l'incontro di stamani, hanno rielaborato le idee, la passione e la lotta politica di Peppino Impastato, grande esempio di coraggio”.  

nt
Edizioni locali: Prato
logo_footer_notiziediprato
logo_footer_notiziediprato

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)
©2024 Notizie di Prato - Tutti i diritti riservati
Powered by Rubidia