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La Cap spegne le prime 70 candeline. Gori: “Capacità di innovare rispettando la tradizione”


Lo speciale compleanno celebrato da circa 300 persone alla villa medicea di Artimino. Presenti anche alcuni dei primi soci e dei primi operai che videro nascere nel 1945 la coop pratese del trasporto pubblico


Redazione


Tre generazioni di soci riunite alla villa medicea di Artimino. Cap festeggia i 70 anni della propria vita e da' inizio alle celebrazioni riunendo in un appuntamento conviviale di circa trecento persone i primi soci e i primi operai che videro nascere nel 1945 la coop pratese del trasporto pubblico con le nuove leve della società. Per Cap. che si accinge ad affrontare la gara per l'assegnazione del trasporto pubblico, un importante traguardo che ha richiamato a Artimino molte autorità pubbliche, tra cui il sindaco di Prato Matteo Biffoni.

Per la circostanza Notizie di Prato ha intervistato Giuseppe Gori, presidente della Cooperativa autotrasporti pratese.

Presidente Gori, Cap festeggia 70 anni di vita. All’insegna dell’innovazione e della rivoluzione digitale. Che cosa rappresenta per Cap l’introduzione del biglietto elettronico?
La novità, che avviene proprio quando festeggiamo i 70 anni della cooperativa,è coerente con la nostra attività, con la nostra storia, che ha come principale filo conduttore l’attenzione prestata agli utenti, quale valore imprenscindibile per lo sviluppo del trasporto pubblico.
E’ da 70 anni che ci muoviamo in questo modo. Questa è la nostra identità: rappresentare le esigenze della clientela, essere sempre presenti sul mercato, anticipando innovazioni che si spera diventino di massa, per sviluppare il trasporto pubblico locale in Italia.
In tema di biglietti, Cap ha una storia alle spalle: per esempio, negli anni Settanta, fece circolare il “biglietto metallico”. Una tradizione che continua?
Direi di sì. Siamo stati tra i primi, negli anni Settanta, a eliminare i fattorini e a introdurre le macchine per stampare il biglietto. Poi, sul finire degli anni ’70 dello scorso secolo, per sopperire alla mancanza di “spiccioli”, di moneta divisionale, c’era una vera penuria in quegli anni, Cap introdusse il “biglietto metallico”, le famose 100 lire che servivano ad acquistare il biglietto.
Si disse allora che Cap stampava moneta. E in qualche modo era vero. Biglietti metallici anche originali: su un lato riportavano i segni zodiacali, sull’altro le opere della città.
Innovazione ma anche marketing territoriale. Questa è la nostra storia.
Ora il passaggio al biglietto 2.0. A quanto pare apprezzato. Le richieste per la carta mobile sono oltre le vostre aspettative. A cosa attribuire il favore del pubblico?
Siamo una delle poche aziende in Italia a introdurre il biglietto elettronico per sostituire completamente il biglietto cartaceo. La logica è sempre la stessa: assecondare le esigenze degli utenti. Cambiano i tempi, la comunicazione digitale è sempre più diffusa, Cap passa al biglietto elettronico. Che serve anche a creare un nuovo tipo di cultura: dalla salita davanti tutti dovranno obliterare,biglietto o tessera mensile, trimestrale o annuale che sia, tutti si rendderanno visibili. Tutti si rendono visibili. Si riduce la possibilità di evasione. Cambia l’atteggiamento.
Siamo convinti di recuperare l’’evasione, almeno di ridurla sensibilmente. Il recupero dell’evasione ci consentirà di fare nuovi investimenti. Nell’apprezzamento della novità da parte degli utenti, di sicuro ben oltre le nostre aspettative, anche le più rosee, credo ci sia anche questo, l’aver colto le implicazione della nostra “rivoluzione elettronica”.
In questi 15 giorni su 5000 tessere stampate, ne abbiamo vendute più della metà, molte on line ma ci sono state anche file. Un successo.
Per l’occasione abbiamo assunto 60 giovani, per facilitare il compito degli utenti, per dare informazioni a chi le chiede sui bus e alle fermate.
Innoviamo e creiamo occupazione. Siamo attenti agli utenti, ai giovani, contribuiamo alla crescita della città.

Le novità riguardano anche il parco macchine, con nuovi 15 mezzi Euro 6. E si va verso il rinnovamento della rete, soprattutto per il nodo ospedaliero. In cosa consiste questo progetto di rinnovamento?
Il progetto per il polo ospedaliero nasce da un’esigenza molto avvertita dai pratesi. In accordo con il Comune, il progetto, che dovrebbe partire, ci auguriamo che parta a settembre, prevede il rafforzamento delle linee dal centro all’ospedale, con un servizio molto cadenzato. Sarà una Lam dedicata.
Inoltre nella tratta da Montemurlo verso Prato sarà aggiunto un collegamento per l’ospedale.
Anche in questo caso la nostra azione interpreta le esigenze del territorio.
Settant’anni, un bel compleanno. Cap nasce come cooperativa, nel 1945. Il modello cooperativo ha un futuro nelle aziende di trasporto pubblico?
Permettetemi un inciso. Cap, di recente, ha acquistato 15 nuovi bus Euro 6. Abbiamo investito in nuova visibilità, in nuova qualità del servizio, in risparmio energetico. E’ un investimento sul futuro, dimostriamo di credere nel futuro.
La cooperativa Cap è questa capacità. Capacità di investire, capacità di innovare. Credo che anche oggi essere cooperativa rappresenti un valore aggiunto. Il nostro stile si fonda sul rapporto coi soci lavoratori, perché i nostri soci sono tutti lavoratori. C’è un profondo senso di condivisione e appartenenza. I nostri soci discutono gli obiettivi di Cap, sentono di partecipare alla costruzione dei suoi progetti e dei suoi successi.
Sono valori da riscoprire. Una solidarietà vera tra persone che si riconoscono nella propria impresa e, così facendo, creano i presupposti per la sua crescita.
Colgo l’occasione del nostro 70° compleanno per ringraziare tutti i nostri soci, tutti i nostri lavoratori, i giovani inseriti nella nostra cooperativa.
Sono gli elementi che ci danno speranza e danno prospettive di futuro alla cooperativa.
Chiudo con un po’ di numeri. Nel 2000 in Cap eravamo 360 con 300 soci lavoratori; nel 2015 siamo 460 con 337 soci lavoratori. Il nostro patrimonio è cresciuto, siamo passati dai 20 mlioni di euro del 2000 ai 29 milioni del 2015.
Al di là del successo economico, i numeri che ho citato rappresentano il successo di tante persone, che stanno insieme per creare sviluppo e posti di lavoro.  
 
Brunello Gabellini
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(N° 4 del 14/02/2009)
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