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Integrazione, a Montemurlo le donne straniere impegnate nella cura degli spazi pubblici


"Donne senza frontiere", progetto del Comune e di Auser Verde Argento. Le donne a rischio isolamento coinvolte nell'iniziativa che punta a creare momenti di socializzazione. Primo impegno: il ripristino della biblioteca comunale invasa dall'acqua a causa del maltempo


Redazione


L'integrazione a Montemurlo passa attraverso la cura dei beni e degli spazi pubblici. È iniziato in questi giorni il progetto “Donne senza frontiere” che fino a maggio 2020 vedrà il coinvolgimento di sei donne di origine straniera, che da anni vivono sul territorio, in esperienze di cura di spazi e beni pubblici. Il lavoro e l'impegno concreto, dunque, come mezzo di integrazione. Il primo step per loro è stato il contributo al ripristino della biblioteca comunale finita sott'acqua lunedì scorso in seguito all'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla zona. Nell'ambito del progetto promosso dal Comune di Montemurlo con Auser Verde Argento e i servizi sociali, le donne hanno avuto l'occasione per sperimentare in modo diretto il significato di integrazione attraverso l'impegno nella cura degli spazi pubblici.

I dati statistici europei evidenziano che il 50 per cento dei migranti è costituito da donne che però rispetto agli uomini sono più a rischio esclusione ed isolamento. Molto spesso le donne non lavorano, si occupano esclusivamente della famiglia ed hanno minori occasioni di socializzazione e integrazione.
«Montemurlo è un comune che sa accogliere e lo fa attraverso esperienze concrete di integrazione – spiega l'assessore all'Intercultura Alberto Fanti – dall’incontro con le esperienze di volontariato attivo dell’Auser Verde Argento e grazie alla collaborazione dei servizio sociale che ci ha segnalato le donne più a rischio emarginazione, abbiamo messo in campo un progetto per ridurre l’isolamento e la solitudine delle migranti. Il percorso pensato per raggiungere questo obiettivo, prevede azioni di cura e decoro dei beni culturali e dei luoghi di aggregazione. Un modo per dare alle donne migranti la possibilità di diventare dei membri attivi della società e di farne parte integrante».
Le donne svolgeranno le loro attività a coppie e in questi mesi, oltre alla biblioteca Della Fonte e del parco di Villa Giamari, si occuperanno della pulizia e della cura di piazza Amendola a Oste, del Centro Giovani, dell'ex chiesino di Villa Giamari e periodicamente dell'allestimento per convegni o iniziative del Borghetto di Bagnolo.
«L'Auser ha nella propria missione il lavoro per l'integrazione tra le persone, le istituzioni e i beni comuni – spiegano Renata Puccini e Andrea Cambi, presidente comunale e provinciale – la nostra associazione non è nuova ad esperienze di integrazione attraverso l'impegno sociale. Qualche anno fa, primo caso in provincia, ci siamo occupati del coinvolgimento di giovani migranti in esperienze di cura e manutenzione degli spazi pubblici. Un modo per questi ragazzi di sentirsi utili e dire grazie al territorio che li ha ospitati. Siamo certi che anche le donne straniere trarranno grande beneficio da questa esperienza di condivisione».
Il Comune di Montemurlo conta una percentuale di popolazione straniera residente pari al 12,83 % della popolazione complessiva, 2.416 cittadini stranieri (1210 maschi e 1206 femmine) su 18.821 abitanti.

Edizioni locali: Montemurlo
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
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