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In arrivo un nuovo termovalorizzatore di fanghi per Gida che manda in pensione il vecchio impianto


I lavori dovrebbero iniziare tra quest'anno e il 2016. L'impianto dovrebbe entrare a regime entro il 2018 e trasformerà il fango in energia elettrica. Servirà solo i 5 impianti di Gida. L'attuale termovalorizzatore ha le autorizzazione fino al 2017. Mammoli:"Le emissioni sono al di sotto dei limiti di legge ben 140 volte"


Redazione


Sarà pronto entro il 2018 il nuovo termovalorizzatore di fanghi di Gida, la società di depurazione delle acque che vede insieme Comune, Unione Industriale Pratese e Gruppo Consiag. Oggi è stata consegnata la valutazione d'impatto ambientale (via) alla Regione che avrà sei mesi di tempo per dare il proprio via libera, altrettanti ce ne vorranno per l'autorizzazione integrata ambientale. Poi si potrà passare alla costruzione che richiederà dai due ai tre anni. Il nuovo impianto sostituirà l'attuale che ha l'autorizzazione fino al 2017 (probabile la proroga fino allo switch off). Sorgerà a pochi metri di distanza in uno spazio verde vicino agli uffici. Sarà alto circa 8 metri. Il modello ha tratto ispirazione da quelli analoghi esistenti in Francia, Germania e Svizzera. Sarà chiuso e non aperto come l'attuale, quindi eventuali cattivi odori e rumori resteranno all'interno. Avrà un forno a letto fluido con recupero energetico. Gida infatti, motiva la scelta di realizzare un nuovo termovalorizzatore, per trasformare il fango in energia elettrica che alimenterà l'impianto stesso. Inoltre abbatterà le emissioni di Co2 del 25%. E a proposito di inquinanti e delle numerose proteste contro l'attuale inceneritore, Gida ci tiene a precisare che le "emissioni di diossina sono al di sotto dei limiti di legge ben 140 volte". La scelta di rinnovare l'impiantistica dipenderebbe quindi, solo da una questione di efficientamento energetico e di riduzione dei costi di manutenzione. Basti pensare che Gida è l'azienda più energivora di Prato con una bolletta di consumo elettricità che si attesta attorno ai 4,5 milioni di euro e una di metano pari a un milione di euro. Il nuovo termovalorizzatore costerà 18 milioni di euro e smaltirà solo i fanghi prodotti dai 5 impianti di Gida. Smentita la voce secondo la quale ai fanghi saranno aggiunti i rifiuti ospedalieri. Le ceneri risultato della combustione saranno inviate agli impianti di riuso per inertizzanti destinati all'edilizia. 

La realizzazione dell'impianto rientra in un più vasto piano di investimenti del valore di 30 milioni di euro presentato stamani. Fra questi gli interventi per limitare i fenomeni di cattivo odore avvertiti dalle abitazioni vicine agli impianti di Baciacavallo. Gida sta ottenendo buoni risultati con tecniche messe a punto in collaborazione con le università di Firenze e di Pavia. Attorno alle vasche sono stati sistemati tamburi e placche con carboni attivi che catturano gli odori. Inoltre sono allo studio ulteriori misure potenzialmente molto efficaci consistenti nella copertura delle vasche di depurazione
"In fase di avvio anche iniziative sperimentali in tema di fitodepurazione: una tecnica che, sebbene non possa assicurare il trattamento della totalità delle acque reflue del distretto, potrebbe in prospettiva essere adottata per le fasi di affinamento di parte di esse.- spiega il presidente di Gida, Gabriele Mammoli –  Inoltre continuerà con maggior intensità la già consolidata collaborazione con l’università di Firenze per i seminari scientifici che coinvolgono soprattutto giovani ricercatori, mentre saranno avviate nuove iniziative in comune con le università di Pisa e di Verona." 
Gida inoltre, ha allargato il suo raggio di azione con l’acquisizione della totale gestione dell’acquedotto industriale pratese: ai 60 chilometri di rete di proprietà di Consiag già gestiti da Gida, presto si aggiungeranno ulteriori 15 chilometri di proprietà di Conser al Macrolotto 1 e finora di pertinenza della società Idra. Complessivamente le aziende servite saranno 210 e questo porterà ad un abbassamento della tariffa del servizio a 0,135 euro a mc. “Il recente accordo con Conser ed Idra porta Gida alla gestione della totalità dell’acquedotto industriale del distretto di Prato – spiega Simone Ferretti, direttore generale della società-. Una infrastruttura che è unica in Italia per caratteristiche e ampiezza: 75 chilometri di rete per fornire a 210 imprese del distretto acqua esclusivamente di riuso. L’acqua di falda, potabilizzabile, in questo modo viene preservata.”
Infine, ma non per importanza, il tema della comunicazione. “Dalle giornate ‘porte aperte’ alle frequentissime circostanze in cui dei cittadini ci pongono quesiti, Gida non si è mai risparmiata nel dialogo con tutti coloro che a qualsiasi titolo sono interessati alla sua attività – conclude Mammoli-. In questi giorni abbiamo inserito nel nostro sito un’area FAQ con cui ci rivolgiamo sia al pubblico comune che a quello specializzato, attraverso risposte a più livelli a domande che nella nostra esperienza sono le più comuni fra quelle che ci vengono rivolte. Una sfida non semplice data la complessità della materia, tanto più che non abbiamo certo eluso nemmeno le domande più ‘scomode’ dettate dalle giuste sensibilità che i cittadini manifestano verso le tematiche ambientali. Altre iniziative per bambini e famiglie seguiranno nel corso del 2015.”
E.B.
 
 
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