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Gualchiera di Coiano, i cittadini hanno donato al Comune il progetto di recupero


Il primo stralcio è già finanziato e può quindi essere messo a gara. L'associazione nata nel 2016 proprio per salvare questa importante testimonianza della storia industriale della città, ottiene l'aiuto di un importante sponsor


Redazione


La Gualchiera di Coiano si avvia a grandi passi verso la sua nuova vita. L'associazione Insieme per il recupero della Gualchiera ha appena donato al Comune di Prato il progetto esecutivo per restituire alla città un pezzo importante della sua gloriosa storia industriale. E' qui infatti che già dal Medioevo veniva follata la lana sfruttando l'energia del fiume Bisenzio e purtoppo è l'unica struttura del genere rimasta. 34 gli elaborati che i tecnici volontari dell'associazione hanno redatto per curare ogni aspetto di questo restauro conservativo. In sostanza il progetto è pronto per passare alla gara d'appalto. 
E' un bell'esempio di partecipazione attiva alla gestione del patrimonio pubblico quello dell'associazione nata nel 2016 e a cui il Comune nel 2018 ha affidato la cura della Gualchiera. In appena 24 mesi gli oltre 80 iscritti sono riusciti a fermarnee il declino, a ripulirla e a dargli una nuova vita che ne salvaguardi la storia. Il progetto prevede la realizzazione di un museo con spazio ristorazione, uno spazio di rappresentanza per il distretto tessile e una foresteria. Il primo dei due stralci, quello per il museo, è già finanziato con 300mila euro ed è prossimo quindi alla gara. Il Comune tra l'altro ha già rimosso l'amianto dal tetto. Il secondo è più complesso perché riguarda la parte più antica dell'immobile semicrollata. Costa quindi, di più, circa 900 mila euro. La spesa per il mantenimento della struttura invece sarà minima perché il progetto è stato pensato puntando all'autosufficienza economica. "Significa essere autosufficienti anche a livello energetico grazie alla turbina elettrica che sfrutta il salto dell'acqua e ai pannelli fotovoltaici che saranno messi sul tetto. – spiega Alfio Pratesi, responsabile del progetto di recupero per conto dell'associazione – Ma significa anche rendere viva questa struttura. Ecco perché oltre al museo abbiamo pensato a realizzare delle cucine. Potremo organizzare degli eventi di ristorazione. E poi c'è la foresteria. Un'idea avuta dal sindaco per il piano superiore della parte crollata. Potremo pensare di dialogare con le tante università straniere presenti in città che sono sempre alla ricerca di spazi. Non vogliamo una cattedrale nel deserto". 
Il gruppo è un vulcano di idee e dal cilindro magico ne sono uscite altre due in corso di realizzazione correlate al restauro dell'edificio: ospitare nell'area verde tergale un giardino letterario estivo e inserire la Gualchiera in un percorso pedonale che dal Cavalciotto di Santa Lucia arrivi fino al Museo del Tessuto per tuffarsi nella storia industriale della città.
Le spese sostenute in questi anni per la manutenzione e per la progettazione sono state tante e con l'autofinanziamento si arriva a fatica a coprirle tutte. Ma il nuovo anno ha portato in dono un alleato importante, il Gruppo Estra che sponsorizzerà il mantenimento della struttura. "La multiutility – spiega il presidente dell'associazione, Roberto Dei – mette a disposizione un importante contributo che ci permetterà di realizzare in tempi rapidissimi una serie importante di lavori urgenti che necessitano di una tempestività che non potrebbe essere garantita dalle normali procedure di finanziamento e appalto da cui il Comune non può derogare. Grazie a questi contributi, potremo garantire e migliorare quella attività di divulgazione, volta in particolare verso le scuole di ogni ordine e grado, che in tre anni (ad eccezione del difficile 2020) ha portato alla Gualchiera oltre 2500 studenti e circa 1500 cittadini organizzati anche con varie associazioni culturali del territorio".
(e.b.)
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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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