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Giovane chef bloccato negli Emirati Arabi, l’appello della madre: “La Farnesina ci aiuti a riportarlo a casa”


Il ventenne di Poggio a Caiano lavora in un ristorante ad Abu Dabhi da due mesi ma è stato chiuso per l'emergenza Coronavirus. Il sindaco Puggelli si è subito attivato con i canali istituzionali


Redazione


Sono ore di forte apprensione per la famiglia di Pietro Rancati, il ventenne poggese bloccato negli Emirati Arabi in attesa che la Farnesina metta disposizione un volo per l'Italia. Il giovane lavora da due mesi ad Abu Dabhi come chef di una nota e internazionale catena di ristoranti.
All'inizio l'emergenza Coronavirus appena lambiva il Medio Oriente, poi, gradualmente, sono iniziate le misure di contenimento. Il ristorante dove lavora Pietro si è adeguato, prima con una riduzione del personale in cucina, poi con la chiusura completa.
Il giovane si è ritrovato a casa con il contratto sospeso in attesa di tempi migliori e ha deciso che la cosa migliore fosse tornare in Italia. Più facile a dirsi che a farsi perché nel frattempo le autorità arabe hanno chiuso l'aeroporto.
A chiedere il nostro aiuto è la mamma di Pietro, Barbara Cirri, fortemente preoccupata per il figlio, "prigioniero" in un limbo, seppur dorato, e senza certezze. "Stanotte non ho chiuso occhio. – racconta – Per carità, non è in mezzo a una strada e i colleghi sono gentili, ma temo che la situazione possa peggiorare. Aveva un biglietto aereo, pagato a caro prezzo, per oggi ma martedì scorso sono stati annullati tutti i voli e l'aeroporto è stato chiuso. Ci siamo rivolti al consolato italiano ma ci viene risposto semplicemente che Pietro è in lista, senza specificare un orizzonte temporale e anzi ammettendo che nemmeno loro hanno idea delle tempistiche per il rientro". 

Pietro si è diplomato all'istituto alberghiero poco meno di un anno fa. Subito dopo è andato a Oxford per perfezionare il suo inglese con la precisa idea di fare un po' d'esperienza all'estero. Poco dopo il rientro dal Regno Unito, è arrivata la chiamata per gli Emirati Arabi, il suo primo lavoro. "Mi sento in colpa perché sono stata soprattutto io a spingerlo a conoscere il mondo e ad andare a lavorare fuori e lui è come me, è pronto a buttarsi nelle cose e a fare nuove esperienze. Spero che lo Stato ci possa dare una mano e di poterlo riabbracciare il prima possibile".
Noi rilanciamo questo appello alla Farnesina affinché si attivi velocemente e indichi il prima possibile il giorno in cui Pietro potrà riabbracciare la sua famiglia. 
Non appena ha appreso la notizia, il sindaco di Poggio a Caiano, Francesco Puggelli si è attivato con i canali istituzionali per essere d'aiuto alla famiglia. "Seguirò personalmente l'evolversi della faccenda nelle prossime ore. – afferma Puggelli – Intanto ringrazio il consolato per il supporto che sta fornendo alla famiglia di Pietro".
E.B.
Edizioni locali: Comuni Medicei | Prato
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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