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Dopo il Papa e i politici anche il sindacato. La grande mobilitazione di sabato 28 febbraio sembra aver davvero smosso le acque e il caso Prato è salito alla ribalta del dibattito nazionale. Sicuramente un risultato a cui puntavano gli organizzatori. L’ultimo in ordine di tempo a prendere posizione è Guglielmo Epifani, leader della Cgil: “A Prato hanno ragioni da vendere”. Così Epifani commenta l’ondata di protesta partita dalla capitale del settore tessile per sollecitare iniziative del governo con cui riuscire a fronteggiare la crisi economica. “Era troppo chiedere un intervento sul Made in Italy, l’altro punto di forza del sistema produttivo, come fatto per l’auto? – si chiede Epifani, ribadendo la necessità che il governo usi, per il settore, “la leva fiscale a sostegno dell’innovazione, la capacità di fondersi e la ricerca”.
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