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Ecco quel che resta dell’ex ospedale. Il Comune si prepara a entrare in possesso dell’area pagando quanto pattuito


I 32mila metri quadrati in via di "liberazione" dai manufatti del Misericordia e Dolce costeranno alle casse comunali 12 milioni di euro più standard urbanistici gratuiti per l'Asl quando metterà mano alla porzione rimasta in piedi di sua proprietà


Redazione


La demolizione del Misericordia e Dolce viaggia spedita e come dimostrano le foto che qui pubblichiamo, l'edificio più alto, a sei piani, è quasi completamente raso al suolo sotto i colpi della maxi pinza della ditta appaltatrice la Daf di Milano. Tra i due scheletri di cemento armato ancora in piedi fa capolino l'inconfondibile profilo del Convitto Cicognini che tra poco sarà completamente visibile anche dal lato di via Cavour. Terminata questa parte, le ruspe si sposteranno all'edificio più basso, quello a 4 piani. Poi toccherà alle fondamenta che richiederanno particolare attenzione perchè c'è amianto anche lì, più di quello previsto. Salvo contrattempi, il cantiere potrebbe essere consegnato già ad aprile.
Ecco dunque che il Comune di Prato sta predisponendo tutta una serie di atti per essere pronto a entrare in possesso dell'area liberata dall'ex ospedale, circa 32mila metri quadrati, per trasformarla in parco urbano. Si comincia dall'acquisto come ogni operazione immobiliare che si rispetti. In base all'accordo di programma con l'Asl, approvato dal Consiglio comunale nel 2014, il Comune pagherà 12 milioni di euro a cui si aggiungono standard urbanistici gratuiti concessi sugli interventi edilizi previsti per l'area dell'ex ospedale non coinvolta dalla demolizione e che rimarrà di proprietà dell'Asl (i famosi 9mila metri di superficie lorda pari a 7mila metri quadrati). 
Il Comune ha già versato due milioni di euro alla stipula del preliminare, nel 2016. Per il restante erano previste cinque rate annuali da due milioni di euro ciascuna, ma poiché, come è noto, la partenza dei lavori di abbattimento è slittata di anno in anno a causa di una raffica di ricorsi giudiziari, le casse comunali hanno aspettato a versare quanto dovuto. A metà del 2018 si è provveduto a una modifica del piano di rateizzazione: versamento di un secondo acconto da 5 milioni di euro alla consegna del cantiere della demolizione e il saldo del pattuito alla stipula del contratto definitivo di trasferimento. In realtà il Comune non attenderà la primavera per versare i primi cinque milioni di euro, ma lo farà probabilmente entro il 2020 all'atto della registrazione della scrittura privata all'agenzia delle entrate (al costo di 155mila euro per l'imposta di registro e di bollo presi dall'accontamento di 1,1 milioni di euro per spese notarili, fiscali e contrattuali relative all'operazione).

L'ufficio tecnico intanto sta lavorando all'ultimazione del progetto esecutivo per la realizzazione del parco urbano. Un parere dell'Enel ne ha ritardato la conclusione, ma in sostanza il progetto è in fase di validazione da parte di un tecnico esterno (cosa obbligatoria per gli elaboratori sopra un certo importo e questo vale oltre 7 milioni di euro). Procedura che dovrebbe terminare tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. A quel punto si potrà andare a gara che essendo di ambito europeo durerà sei mesi. Salvo intoppi, l'obiettivo del Comune è far partire il cantiere entro il 2021. 
(e.b)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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