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E’ a Prato la porta dell’inferno dantesco: la scoperta fatta sulle tracce di Malaparte. Guarda il video


Domani mattina l'inaugurazione della targa che l'associazione "Curzio Malaparte pratese nel mondo" ha sistemato all'ingresso della spelonca per ricordare ai passanti la curiosa fantasia di Malaparte, riportata in molti scritti


Redazione


La porta d'ingresso dell'inferno dantesco "nella selva oscura" in cui il sommo poeta smarrì la "diritta via", è una grotta tra Galceti e Figline. Di questo era convinto Curzio Malaparte che l'aveva individuata nei suoi giochi di ragazzo con i fratelli quando abitava a Santa Lucia e di cui fa espressa menzione in più scritti quali "Le avventure di un capitano di sventura" e "Giochi davanti all'Inferno". E' proprio leggendo quelle pagine e seguendo scrupolosamente le descrizioni che vi sono contenute che il professor Walter Bernardi, studioso della figura di Malaparte e presidente dell'associazione "Curzio Malaparte pratese nel mondo", è riuscito a individuare quella grotta. Per condividere questa curiosa scoperta con la città e con gli appassionati del "Maledetto toscano", Bernardi e la Casa del popolo di Coiano, da sempre impegnata nella riscoperta di questo eclettico personaggio, hanno deciso di segnalarla con una targa. 
L'inaugurazione si terrà alle 10 domani, 18 luglio, alla vigilia dell'anniversario della morte di Malaparte. Il taglio del nastro avverrà nel giardino pubblico ai piedi della grotta a pochi passi dalla chiesa di Galcetello in via Lungo la Bardena.
La targa è stata realizzata in ceramica dall'artista Mattia Crisci e descrive cosa è quel pertugio nella roccia per Malaparte di cui è raffigurato il volto. 

A questa targa se ne aggiunge un'altra, più a distanza, che indirizza i passanti: "In questo modo – spiega Bernardi – segnaliamo ai tanti camminatori che passano per il vicino sentiero la curiosa “fantasia” del grande scrittore. Il quale, sia detto per inciso, lassù dalla sua tomba di Spazzavento non potrà che compiacersi di questo omaggio dei suoi concittadini". Spazzavento che domenica, 19 luglio, sarà raggiunta da autorità cittadine e appassionati per deporre come ogni anno, una corona d'alloro sulla tomba di Malaparte. Non solo. "Stasera – spiega Mario Barbacci della Casa del Popolo di Coiano – alle 21, nei nostri spazi proietteremo il film La Pelle di Liliana Cavani, tratto dall'omonimo romanzo di Malaparte".
In attesa di poterla vedere dal vivo, vi proponiamo in anteprima le immagini riprese dalle telecamere di ToscanaTv dentro e fuori la grotta, lì da dove è iniziata la discesa agli inferi di Dante. "Secondo Malaparte – prosegue Bernardi  -“un barrocciaio di Coiano”, di nome  Agenore aveva tentato di seguire le orme di Dante, aveva lasciato “il cappello e la giacca all’entrata di una spelonca nel folto della pineta di Galceti”, ma non era più tornato indietro. Quando ‘Curtino’, la sorella Maria e il fratello Sandro erano poco più che ragazzi e abitavano a Santa Lucia, avevano concepito “un’oscura fantasia”, proprio quella di “scendere vivi all’Inferno, come Agenore”. L’entrata dell’oltretomba era da individuare “in una cava di marmo verde abbandonata da secoli, proprio sotto la terza gobba del Monferrato”. In realtà questa spelonca non è naturale come pensava Malaparte né è una cava di marmo dismessa. E' semplicemente il residuo di un saggio di ricerca mineraria effettuato nel corso dell’Ottocento per verificare se nelle viscere del Monteferrato fossero presenti depositi di rame. Tentativo infruttuoso e lasciato cadere. Così come nel corso del tempo si è persa, anche tra i pratesi, la memoria di questo bellissimo racconto di Malaparte. La targa che inauguriamo domani aiuterà a non dimenticare più".
E.B.
Edizioni locali: Prato
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