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Divani letto al posto dei loculi, ecco come cambiano i dormitori abusivi in fabbrica


E' quanto emerso oggi in occasione del decimo anniversario del tragico rogo alla confezione Teresa Moda in via Toscana in cui persero la vita sette operai cinesi. In oltre nove anni il progetto Lavoro sicuro ha controllato 18.810 imprese a conduzione cinese di cui 11.077 nell'area pratese


Redazione


Dai dormitori in cartongesso effetto loculo al divano letto. Ecco come cambia la risposta dell'imprenditoria cinese ai controlli che gli ispettori Asl stanno effettuando da oltre 9 anni nelle loro aziende per renderle a norma sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo tipo di recrudescenza è emersa oggi, 1° dicembre, in occasione dell'incontro organizzato al Centro Pecci per il decimo anniversario del rogo della confezione-dormitorio Teresa Moda in via Toscana in cui persero la vita sette operai cinesi.
Una tragedia che ha fatto da spartiacque nell'approccio adottato da enti e istituzioni per combattere l'illegalità economica così diffusa nel tessuto produttivo a conduzione cinese, e che ha portato alla nascita del progetto Lavoro sicuro con l'impiego in tutta l'area metropolitana di oltre 70 ispettori Asl. Dal settembre 2014 al 31 ottobre 2023 sono state controllate 18.810 aziende a conduzione cinese in tutta l'area metropolitana di cui ben 11.077 nell'area pratese con quasi 26 milioni di euro di sanzioni riscosse e un trend di regolarità triplicato nell'area pratese e raddoppiato a livello generale. Il progetto va avanti anche per 2024 e 2025 con la quinta fase – la quarta si concluderà tra un mese, il 31 dicembre – con un trend di controllo di quasi 1000 imprese all'anno: "Siamo partiti nel 2014 come un rullo compressore passando al setaccio le aziende del territorio e in un percorso decennale, fatto da migliaia di verifiche ed interventi. – afferma Renzo Berti, responsabile del progetto Lavoro sicuro e a capo del Dipartimento di prevenzione dell'Asl Toscana centro – Abbiamo visto un'evoluzione nelle condizioni dei luoghi di lavoro, anche se rimane molto da fare e non intendiamo abbassare la guardia". Infatti gli impianti elettrici non conformi a Prato sono praticamente stati azzerati dalla Fase 1 alla Fase 4, dal 27% all'1%, mentre i dormitori sono un terzo rispetto a prima, dal 18% al 6,6%. Dai numeri si evince una riduzione del fenomeno ritenuta "formidabile" dal dottor Berti che però avverte: "Oggi è difficile trovare il tradizionale dormitorio abusivo. Troviamo il divano letto o cose analoghe che comunque non vanno bene. Vanno contrastati. Per farlo, ed è il punto debole della vicenda, occorre che questa consapevolezza sia esercitata dagli addetti ai lavori. Non è pensabile che sia opera dei controllori perchè è impossibile essere lì tutti i giorni per quanto lo facciano frequentamente. Ci vuole la cultura della prevenzione, solo così è davvero efficace".
I controlli degli ispettori Asl sono stati spesso partecipati anche dalla polizia muncipale. Meno frequente la presenza degli enti statali, per quanto di competenza. E d'altronde il problema resta sempre lo stesso: organici insufficienti rispetto alla complessità del territorio e del fenomeno.
"Questa è stata la reazione delle istituzioni locali di fronte ad un evento così tragico, avvenuto nella città del lavoro per antonomasia, del progresso e dell'accoglienza – ha detto il sindaco Matteo Biffoni – Abbiamo risposto con i fatti, non con slogan, spot e discorsi. Grazie al progetto organizzato e sostenuto da Regione Toscana, Procura di Prato, Comune, in collaborazione con le Forze dell'ordine, siamo arrivati a risultati importanti, ma a 10 anni di distanza oggi ribadiamo che non si torna indietro dalla strada tracciata, quella della legalità e del rispetto delle regole". 
Il fronte giudiziario si è chiuso con la condanna delle due cinesi titolari della ditta per omicidio colposo plurimo e con l'assoluzione dei proprietari del capannone. La Procura, che ha un ruolo attivo nel protocollo tra enti di cui il progetto Lavoro sicuro è espressione, ha ribadito la volontà di non abbassare la guardia perchè "Non ci può essere progresso nè integrazione se non ci sono legalità e rispetto della dignità e libertà dell'uomo nel lavoro. – ha sottolineato il procuratore capo facente funzione, Laura Canovai – Questo grandissimo lavoro svolto da Regione, Procura, Comune e Forze dell'ordine era necessario ed indifferibile in un contesto di illegalità diffusa e bisogna continuare, anche perchè ci sono nuove forme di illegalità, come il caporalato".

(e.b.)
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Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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