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Commercio, il triennio chiude con un saldo positivo. Il settore alimentare fa da traino


La vivacità è da imputare ai soli negozi di vicinato. Il centro storico è il luogo di massima concentrazione delle attività ed è qui che nel 2019-2020 gli esercizi di somministrazione pubblica registrano l'incremento più alto. Sul fronte nuove aperture drastico calo del settore extralimentare


Redazione


Negli ultimi tre anni, dal 2018 al 2020, a Prato il commercio in sede fissa ha registrato un incremento del 2,7%, pari a 78 negozi in più. Si tratta soprattutto del settore alimentare (+38) e di quello misto (+30) mentre il resto è sostanzialmente stabile. Tale saldo positivo è quasi esclusiva degli negozi di vicinato, 77 su 78. Il 78esimo è una media struttura di vendita che porta il totale da 105 del 2018 a 106 del 2020 mentre quelle grandi sono stabili e pari a 14.
Tale analisi è stata elaborata e pubblicata dall'ufficio statistica del Comune di Prato e considera il dato di stock alla fine di ciascun anno preso in considerazione e i movimenti relativi alle aperture e alle cessazioni. 
Entriamo nel dettaglio. Come dicevamo la vivacità del triennio è da imputare solo ai negozi di vicinato ma l'andamento è decrescente. Nel 2018 le nuove aperture sono state 170, scese a 157 nel 2019 e a 135 nel 2020. Il centro antico è il luogo con la concentrazione più alta in tutto il triennio con una lieve diminuzione nel 2020 (+16,5% contro il +16,9% del 2018). Qui, alla fine dello scorso anno si contavano 494 negozi. Secondo gradino del podio per l'area compresa tra via Valentini e viale della Repubblica dove le attività sono 437, con un incremento del 14,6%. Terzo posto per il cuore del Macrolotto Zero, tra via Pistoiese e via Filzi che invece nel corso del triennio presenta incrementi crescenti probabilmente legati al forte dinamismo commerciale cinese, etnia che caratterizza il quartiere. A fine 2020 i negozi sono 396 con un incremento del 13,3% contro il 12,9% del 2018. Fuori dal podio, ma con valori comunque importanti e in aumento, troviamo la zona di via Bologna-Coiano che a fine 2020 contava 225 attività commerciali, 15 in più del 2018. Le quattro zone insieme rappresentano oltre la metà di tutti i negozi cittadini che a chiusura dello scorso anno erano 2.988. 
Concentrandoci sul solo settore alimentare vediamo che il centro si conferma primo con 74 attività pari al 14,7% del totale, in lieve diminuzione rispetto al 2018. Rispetto al totale generale il resto del podio si inverte: il secondo posto va a via Filzi-via Pistoiese, 63 negozi, anch'essa in calo e il terzo a via Valentini-Repubblica con 62 attività. Con valori più bassi ma considerevoli via Strozzi-Montalese (40). 
Il centro resta primo anche per l'extralimentare e anzi è qui che ha il peso maggiore con 348 attività sebbene le percentuali di aumento siano in calo (dal 18,5% del 2018 al 18,1% del 2020). Seguono le zone via Valentini Repubblica (312, in lieve aumento) e via Filzi-Pistoiese (264, stabile rispetto al 2019 e in aumento rispetto al 2018).
Uno sguardo alle aperture e alle cessazioni. Nel triennio assistiamo a una drastica riduzione degli avviamenti. Si passa dai 182 del 2018, di cui 12 già cessati entro l'anno, ai 138 del 2018 di cui 2 già chiusi. Il calo si registra nel settore extralimentare che nel triennio vede un dimezzamento dei nuovi negozi: dai 132 del 2018 ai 74 del 2020. Di tendenza opposta le aperture degli esercizi misti, da 16 a 24, e alimentare, da 32 a 36. Rallentano però, anche le cessazioni, passate dalle 148 dell'inizio triennio alle 94 della fine. Anche in questo caso però, riguardano soprattutto l'extralimentare, quasi il 75%, mentre il resto è ripartito tra alimentari e misti. Il centro è la zona che subisce meno variazioni. Da notare che i saldi negativi del 2018 e del 2019 sia per chiusure che per trasferimenti (-7) vengono più che recuperati dal bilancio positivo del 2020 (+8). 
L'andamento degli esercizi di somministrazione pubblica mostra un exploit nel 2019 con +9% in centro e quasi un +5% in totale, nel 2018 l'aumento è più contenuto: +4,5% in centro e +2,9% in tutto. A fine 2020 tali attività erano 164, venti in più del 2018, pari al 23,16 del totale. Mentre nel 2018 l'aumento era più consistente fuori dal centro, negli ultimi due anni è stata l'area dentro le mura ad essere più attraente per questo tipo di attività seppur in calo rispetto al 2019. Fuori si assiste invece a una brusca frenata delle nuove aperture che passano da 43 del 2019 a 28 del 2020, così come è qui che vanno cercate la maggior parte delle cessazioni, nel 2020 15 contro le 7 del centro. Va detto che nel triennio sia dentro che fuori dalle mura antiche le cessazioni sono dimezzate, da 43 a 22. 
Bene, comunque, anche le zone di via Valentini-Repubblica con 99 attività e via Filzi-Pistoiese con 83, in lieve aumento nel triennio. 
(e.b.)
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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