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Case sull’albero per il pernottamento al posto dell’ex fabbrica inagibile. Non è solo un’ipotesi per l’ex Goti


Si tratta di una proprietà industriale abbandonata a Comeana. Nelle integrazioni al Regolamento Urbanistico comunale che dovrebbe essere approvato a marzo si coglie un'analogia con una tesi di laurea in Architettura sul recupero di quel magazzino


Redazione


Negli anni ’80 era il cuore tessile-industriale del territorio, dava lavoro alla maggior parte dei comeanesi e dei carmignanesi. Si tratta di quel complesso noto come ex fabbrica del Goti. Nata negli anni ‘70 come fabbrica tessile di cardatura dei filati, della sua attività fiorente oggi resta solo il ricordo. Per chi si trova a passare dalla bretella che collega via Lombarda a via Macia, è solo un vecchio plesso lasciato al degrado, dichiarato inagibile dallo stesso sindaco di Carmignano, Doriano Cirri, nel 2010.

Sono in molti a Comeana a chiedersi cosa ne verrà fatto. Forse potrebbe essere trasformato in un modello innovativo e sostenibile di struttura ricettiva, composto anche da “case sull’albero”. Sarebbe una novità assoluta per la zona. L’amministrazione di Carmignano non si sbilancia ma questa ipotesi è già stata ampiamente studiata da due architette in una tesi di laurea dal titolo “Parco Agricolo abitato a Comeana” premiata con lode in fase di discussione nell’aprile 2011 e con una medaglia di riconoscimento dell'allora, Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al Degree & Profession – Virtual Expo and International Award nello stesso anno. Tesi tra l’altro, che sembrerebbe essere stata commissionata all’Università di Architettura di Firenze proprio dall’amministrazione di Carmignano.
Un po’ di storia – Dopo il fallimento nel 2000, la proprietà del Goti (parte dell’immobile appartiene alla società immobiliare ComVend di Carmignano) è stata un comodo nascondiglio per clandestini e location perfetta per rave party non autorizzati. L’edificio non è mai più stato recuperato per quanto già dal 2006 sia prevista da Piano Strutturale la sua trasformazione in “Porta Turistica”. Il significato di Porta Turistica è amplio, a grandi linee è un insieme di servizi per lo sviluppo turistico del territorio (strutture ricettive, parcheggi, percorsi pedonalizzati, ecc). 
Adottato nel 2013, in questi mesi, nella sala consiliare di Carmignano si dovrebbe arrivare all’approvazione definitiva del Regolamento Urbanistico (“marzo”, ipotizza l’assessore all’Ambiente, Edoardo Prestanti). Un iter lungo per le numerose richieste dei privati e all’inevitabile revisione dei vincoli normativi e di sicurezza che, ad esempio, hanno costretto l’attuale amministrazione ad abbandonare la possibilità della seconda Porta Turistica a Seano perché zona soggetta ad alto rischio idrogeologico. Una delle integrazioni al regolamento urbanistico del 2013 fa riferimento alla possibilità di installare “case sull’albero” per il pernottamento realizzate in aderenza ad alberature esistenti e nel rispetto della morfologia dei luoghi e del paesaggio circostante.  Pur non essendoci un riferimento al plesso industriale dell’Ex Goti, è vero che da tempo circola la voce di una sua conversione a struttura ricettiva.
Il progetto – Le due architette Barbara Reali e Margherita Rispoli studiarono a fondo l’immobile e rispettando la conformità del territorio, i vincoli paesaggistici, la volontà dell’amministrazione di esaltare il valore storico e agro-turistico della zona, terra di etruschi, di vino o di olivi, proposero una soluzione poco impattante dal punto di vista del cemento. Nella loro tesi trasformavano quell’industria abbandonata in un polo ricettivo, anche studentesco e museale, prevedendo il parziale recupero di quello che un tempo era conosciuto come “il bosco del Rosi” di cui ad oggi resta poca traccia. Le ragazze partirono dalla constatazione che per la valorizzazione del sito archeologico di Montefortini a Comeana, per la realizzazione di quello che il nuovo regolamento Urbanistico ha battezzato Parco di Vipia (che nella loro tesi chiamano Parco della Memoria), fosse necessario dotare l’area di strutture ricettive e informative.  Destinarono parte della superficie edificabile a strutture residenziali e parte (12.800 mq) a strutture commerciali. Di questi 12.800 mq, 660 sarebbero occupati da case sugli alberi. Dieci quelle previste per accogliere parte dei visitatori del parco. Senza scendere troppo nel dettaglio del loro progetto architettonico, facilmente consultabile online, tenuto conto dei vincoli paesaggistici e da quelli regionali per il Parco Agricolo della Piana all’interno del quale rientra parte dell’area in oggetto, potrebbero non essere una coincidenza le integrazioni al nuovo regolamento urbanistico e quella tesi che tra l’altro ha ricevuto non pochi riconoscimenti: “Ad oggi – racconta una delle architette– non abbiamo contatti con l’amministrazione di Carmignano sul nostro progetto. Noi partimmo da un lotto vuoto e un concetto molto generico di Porta Turistica, quella che abbiamo elaborato è una soluzione che tiene in considerazione tutte le caratteristiche della zona e cerca sia di recuperare il bosco attorno, che di diminuire l’isolamento del plesso industriale dal centro del paese”.

Giulia Rafanelli
Edizioni locali: Comuni Medicei
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