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Ampliamento Peretola, pronti i ricorsi per bloccare la Via: “Il provvedimento viola la Costituzione”


L'eccezione di incostituzionalità con conseguente sospensione cautelare del giudizio sarà sollevata da tutti e cinque i ricorsi che saranno presentati al Tar dai Comuni della Piana e del pratese e dai comitati contrari alla nuova pista


Redazione


140 pagine con oltre 10 censure e la richiesta di eccezione di incostituzionalità del decreto legislativo 104 del 2017 in base al quale è stato emesso il decreto ministeriale di Via a favore dell'ampliamento dell'aeroporto di Peretola con un cambio di normativa a procedimento quasi ultimato. E' in estrema sintesi il ricorso al Tar che sarà presentato dal coordinamento dei comitati contrari al progetto di Toscana Aeroporti. Il deposito degli atti è previsto lunedì prossimo da parte dello studio Giovannelli, lo stesso che ha curato il ricorso, poi risultato vincente, contro la variante al Pit, ossia la previsione urbanistica della nuova pista di Peretola . E come allora il ricorso è stato firmato anche da tanti esponenti politici e della società civile. Tra gli altri, a titolo personale, i consiglieri comunali d'opposizione, di Leu e del Pd di Prato, dal Movimento 5 Stelle anche a livello regionale e dell'ordine degli architetti. A essere chiamati in giudizio sono due ministeri, Ambiente e Trasporto, ma anche Enac e Toscana Aeroporti, la società proprietaria degli scali di Firenze e di Pisa. 
Il ricorso dei comitati è solo uno dei 5 che saranno presentati al Tar della Toscana entro martedì 20 marzo. Come è noto oltre a Prato, ci sarà quello di Sesto Fiorentino, entrambi affidati all'avvocatura interna, quello di Campi Bisenzio, curato da un legale esterno, e quello congiunto dei Comuni di Calenzano, Poggio a Caiano e Carmignano a cui nelle ultime ore si è aggiunto anche Signa, che si sono rivolti a uno studio legale esterno. Mercoledì scorso tutti i legali coinvolti si sono riuniti per uniformare alcune scelte processuali.
Ogni ricorso conterrà censure diverse in base alla posizione del ricorrente rispetto all'opera progettata e ad altre specificità, ma ci sono delle contestazioni che accomunano tutti e cinque gli atti giudiziari. Ad esempio la procedura seguita per l'emanazione del decreo di Via, oppure l'assenza di rappresentanza nell'osservatorio ambientale, o ancora il differimento al progetto esecutivo e alle fase successive di adempimenti che avrebbero dovuto essere ottemperati già in sede di master plan. Si pensi al piano di rischi sull'incidendalità aerea che riguarda da vicino Prato perchè come è noto, sulla rotta di atterraggio degli aerei si trova la Toscochimica che è un'azienda ritenuta a rischio per la direttiva Seveso. Nessuno chiederà la sospensiva visto che non c'è un pericolo imminente.
Altro punto in comune a tutti i ricorsi sarà l'eccezione di incostituzionalità del decreto legislativo 104 per contrasto con l'articolo 76 della Costituzione. Tale punto, se accolto, farà scattare la sospensione cautelare del giudizio. Con tutto quello che ne conseguirà in termini di allungamento della tempistica per dare il via ai lavori di ampliamento dell'aeroporto di Firenze. 
Intanto sul fronte politico, i coordinatori pratesi di Liberi e Uguali, Lorenzo Chiani, Andrea Martinelli e Riccardo Galardini, accusano il sindaco Matteo Biffoni di essere ambiguo citando un'intervista in cui il primo cittadino si diceva pronto a ritirare il ricorso nel caso Prato fosse entrata dentro l’Osservatorio ambientale: "Biffoni si rifugia in frasi ambigue, tanto per non dispiacere troppo i suoi amici renziani di Firenze che lo tirano per la giacca e le categorie economiche da sempre favorevoli al nuovo scalo aeroportuale. Una comparsata, quella di Biffoni, davvero penosa e riprovevole, di un attore di seconda categoria che non riesce fino in fondo a difendere la sua città. C’è da augurarsi che le parole molto infelici del sindaco nella sua intervista non rappresentino il preambolo di un ripensamento sul ricorso stesso, o una presentazione con versione del ricorso parziale e insufficiente che punti ad avversare “soltanto” la mancata partecipazione di Prato all’Osservatorio".
E.B.
 
 
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(N° 4 del 14/02/2009)
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