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Alluvione, il Social Forum Prato presenta un esposto in procura


Depositata la richiesta di accertare le responsabilità dell'allagamento del pronto soccorso del Santo Stefano e del seminterrato dell'ospedale: "Quello che doveva essere il posto più sicuro per accogliere le persone in emergenza, è stato tra i primi ad allagarsi"


Redazione


L'allagamento del pronto soccorso di Prato durante le ore dell'alluvione del 2 novembre è il tema dell'esposto presentato in procura oggi, venerdì 15 dicembre, da Social Forum Prato, Medicina democratica Ets e collettivo 'La salute non si vende'.
“Appena poche ore dopo l'inizio della tempesta, il pronto soccorso del Santo Stefano ha iniziato ad allagarsi, con 1.500 metri quadrati di superficie finita sotto un metro e mezzo di acqua e liquami fognari – si legge in un comunicato inviato alla stampa – quello che doveva essere il posto più sicuro dove riparare le persone in emergenza, è stato in realtà fra i primi ad allagarsi e non per la rottura di torrenti o fiumi, ma forse per problemi strutturali e per la sciagurata scelta di costruire lo stabile proprio nella zona alluvionale di Galciana, classificata a rischio idrogeologico elevato, secondo la mappa dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale per il Piano di gestione del rischio alluvioni 2021-2027”.
L'esposto segue di qualche settimana l'avvio di un'inchiesta che la procura ha aperto per fare luce sulla devastazione provocata dall'alluvione, due le ipotesi di reato (al momento contro ignoti): disastro colposo e omicidio colposo in relazione alla morte di due anziani per annegamento. Un'inchiesta che va avanti e che ad oggi è concentrata sulla lettura e sull'analisi di documenti, atti, delibere, contratti e rapporti di vario tipo intercorsi tra le amministrazioni pubbliche e le società incaricate di controlli e manutenzioni sul territorio. La polizia giudiziaria ha prelevato carte presso gli uffici e la sede della protezione civile di Prato e di Montemurlo, presso il Genio civile, il Consorzio di bonifica Medio Valdarno e il Centro funzionale della Regione Toscana a Pisa.
L'esposto sottolinea i danni provocati dall'allagamento del pronto soccorso e dei sotterranei che ospitano il magazzino dei farmaci. “Da poco – si legge ancora – erano state inaugurate le vasche di espansione, evidentemente inadeguate. Rispetto all'ottimismo sul fronte assicurativo mostrato dal direttore della Asl Toscana centro, come cittadinanza attiva e associazioni di settore non siamo affatto rassicurati dalla disfunzione che si è verificata con una inagibilità ben oltre il 70 per cento dichiarato. Da non sottovalutare – viene infine aggiunto – che il pronto soccorso è l'unico punto di emergenza presente nella provincia di Prato”. La richiesta alla procura: “Vogliamo che si accertino tutte le responsabilità dell'allagamento e della minaccia alla salute e alla sicurezza pubblica anche per evitare ulteriore cementificazione con strutture scadenti in zone non idonee, o peggio il ripetersi di una simile situazione che non si può archiviare come straordinaria dato che già nel 2019 il Consiglio comunale aveva dichiarato Prato in 'emergenza climatica'”.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

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