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Sempre più pratesi scelgono la cremazione, si torna a parlare del tempio crematorio


Sono 1.112 le persone che hanno scelto di farsi cremare su un totale di 1.978 deceduti. In commissione 3 il punto sui cimiteri: investiti 800mila euro, a disposizione 309 luculi, 1.812 ossarini e 1.083 inumazioni


Alessandra Agrati


Sempre più pratesi chiedono di essere cremati: nei primi dieci mesi del 2024 su 1.978 decessi le cremazioni sono state 1.112 di cui 20 dispersioni delle ceneri  . I numeri sono stati presentati durante la commissione consiliare 3 convocata per fare il punto della situazione sui lavori nei 24 cimiteri gestiti dalla Cooperativa Barba F per un appalto di 1milione di euro a fronte di 800mila euro di investimenti. Complessivamente sono a disposizione 309 loculi, 1.812 ossarini e 1.083 inumazioni. Un trend, quello della cremazione, sempre in crescita che ha portato alla proposta, da parte del consigliere di maggioranza Gabriele Alberti appoggiata anche dal presidente della Commissione Enrico Romei e dal consigliere di opposizione Claudio Belgiorno, a riproporre la realizzazione di un tempio crematorio a Prato. “Le richieste sono sempre in aumento – ha spiegato Alberti – mentre gli spazi a disposizione sempre meno, in crescita anche i costi di gestione dei cimiteri. Propongo quindi convocare un’altra commissione con gli per riannodare i fili del documento approvato all’ unanimità durante la prima giunta Biffoni e poi condividere il risultato con la cittadinanza.” Proposta che è stata anche accolta dall’assessore ai lavori pubblici Marco Sapia. Nei cimiteri di Canneto, Coiano, Carteano, Filettole Gonfienti e Sant’Ippolito non ci sono più spazi a disposizione.
Venendo ai lavori, il cimitero di Tobbiana ha visto un ampliamento funzionale con la realizzazione di un nuovo blocco di 217 ossarini e nuovi punti acqua. È stata inoltre ristrutturata la parte nuova con il rifacimento della pavimentazione, la sistemazione del rivestimento degli ossarini e il ripristino degli scarichi. Anche il cimitero di Paperino ha visto un ampliamento funzionale con la realizzazione di un nuovo blocco di 240 ossarini. A questo si è aggiunto il rifacimento di tutte le guaine dei blocchi loculi e degli ossarini. Nel cimitero di Santa Maria a Colonica sono stati rifatti gli intonaci e la tinteggiatura di tutte le superfici verticali, muri perimetrali e cappella. Più complessi invece i lavori nel cimitero di Chiesanuova, che come è noto è stato completamente riaperto la scorsa settimana in seguito al via libera dell’Ufficio Igiene dei luoghi pubblici dell’Asl Toscana Centro che ha positivamente valutato i lavori eseguiti dal Comune: il camposanto era stato gravemente danneggiato dall’alluvione del 2 novembre dell’anno scorso, che aveva provocato il crollo di una parte di muro perimetrale, l’allagamento degli uffici su via Montalese, dei campi di inumazione, di tutte le gallerie al piano seminterrato con danni all’impianto elettrico, al vano ascensore, alla pavimentazione e ai rivestimenti, il cedimento del cancello e di parte della recinzione sul retro. I primi interventi di somma urgenza hanno garantito l’eliminazione del pericolo per la riapertura del cimitero agli utenti, escluse le gallerie del seminterrato – rese nuovamente accessibili da sabato scorso – in cui le opere di ripulitura e sanificazione sono state più lunghe e difficili. Qui infatti l’acqua e il fango hanno raggiunto i 2,50 metri di altezza ed è stato necessario chiudere i locali per poter procedere alla rimozione di tutti gli ornamenti funebri (fiori, vasi, monili eccetera), aspirazione dell’acqua e del fango, pulizia e sanificazione di tutte le superficie verticali e orizzontali in vari passaggi. In seguito a questi primi interventi è stato possibile aprire le due gallerie I e L, ma sono proseguite le pulizie e la sanificazione più di dettaglio nelle altre gallerie, in quanto permaneva una situazione igienico-sanitaria critica. Prima di proseguire qui nella parte non agibile è stato necessario demolire e sostituire in molte aree dell’interrato la pavimentazione presente in quanto completamente sollevata e staccata, sostituire i pozzetti del sistema fognario e pulire le condotte ostruite dai detriti e dal fango, intervenire sull’impianto elettrico, pulire le superfici verticali, intonacare dove necessario e tinteggiare. Inoltre successivamente sono state ripristinate le lapidi mancanti e le restanti sono state accuratamente ripulite e sanificate, compresi gli arredi funebri presenti. In totale per questa tranche di opere il Comune di Prato ha impiegato 460mila euro. “Manteniamo un’attenzione costante alla manutenzione dei cimiteri comunali perchè le famiglie sono molto sensibili su questo tema, ancora di più vicino ai giorni in cui si commemorano i nostri cari che non ci sono più – afferma  l’assessore ai Lavori pubblici Marco Sapia – Ringraziamo ancora una volta i cittadini pratesi per aver atteso la riapertura del seminterrato di Chiesanuova, siamo ben consapevoli del disagio creato, ma è stato un obbligo dovuto ai lavori importanti che abbiamo fatto in seguito all’alluvione”. Per quanto riguarda infine i lavori già finanziati e da realizzare, la Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo di ricostruzione del muro di cinta a Chiesanuova per 366mila euro. Altri 42.700 euro sono stati invece stanziati per il ripristino degli uffici. Inoltre, tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo sarà sostituito l’ascensore, il cui vano era fortemente danneggiato, sarà rifatto l’impianto elettrico di tutto il cimitero e le ultime opere di ripristino per un totale di 1.200.000 euro. Infine 350mila euro saranno investiti per il rifacimento del muro perimetrale del cimitero di Figline.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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