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BuzziLab, dopo la sentenza dei giudici contabili si riaccende il dibattito sulla chiusura


Tra i primi a commentare la sentenza il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli che insieme che con l'ex consigliere comunale Leonardo Soldi presentò uno degli esposti alla Corte dei conti. Reazioni anche dal mondo dell'imprenditoria e della scuola


Alessandra Agrati


Dopo la sentenza della Corte dei Conti che, in appello, non ha riscontrato alcuna irregolarità nella gestione del BuzziLab, assolvendo l’ex preside dell’istituto Buzzi, Erminio Serniotti, e confermando le assoluzioni per gli altri tre imputati, si riaccende – a sei anni dalla discussa chiusura – il dibattito sull’opportunità di aver interrotto definitivamente l’attività del laboratorio all’interno dell’istituto di viale della Repubblica (leggi) . Il primo a intervenire è il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, tra i primi a denunciare la decisione della chiusura: “Anni di attesa mentre la città perdeva pezzi. Anni per arrivare a una sentenza definitiva che, in sintesi, spiega che il BuzziLab era pienamente legittimato a lavorare. Che i professori che vi operavano, dando lustro alla nostra città e al nostro distretto, erano pienamente in linea con la legge. La chiusura improvvisa, voluta dal preside dell’epoca con l’avallo del dirigente scolastico regionale, ha causato un enorme danno alla nostra comunità. Mi trovo in missione di governo in Mozambico, ma sento il dovere di esprimere a mezzo stampa la mia soddisfazione: questa sentenza rende giustizia a docenti come Bartolini e agli altri, attaccati e vilipesi da giustizialisti di ogni tipo, quando invece stavano contribuendo a fare grande Prato. Sono felice che la giustizia abbia fatto il suo corso. È una battaglia che ho portato avanti fin dal primo momento, sapendo che la chiusura non aveva senso. Con buona pace anche di alcuni miei colleghi, che hanno visitato la scuola quasi a voler giustificare la gestione scellerata della stessa, forse perché condividevano qualcosa con quel preside.”
Anche Leonardo Soldi, ex consigliere comunale della lista “Gianni Cenni Sindaco”, interviene sulla vicenda:
“Apprendo con rispetto la sentenza d’appello della Corte dei Conti che ha assolto l’ex preside dell’Istituto Buzzi da ogni responsabilità contabile per la gestione del BuzziLab. La giustizia ha fatto il suo corso, e ne prendo atto. Resta però un dato di fatto innegabile: la chiusura del BuzziLab ha prodotto un danno evidente per la città di Prato, sotto il profilo economico, formativo e reputazionale. Un danno che – pur non riconosciuto formalmente come erariale – ha avuto conseguenze concrete: per le imprese del distretto tessile, private di un punto di riferimento tecnico, per il mondo della scuola, che ha perso un’eccellenza formativa, e per l’immagine di Prato, che ha visto dissolversi un modello virtuoso di collaborazione tra istruzione e industria. Nel febbraio 2020 presentai un esposto alla Corte dei Conti insieme all’allora deputato Giorgio Silli, oggi sottosegretario. Lo facemmo con senso di responsabilità, non per spirito persecutorio, ma per fare chiarezza. Oggi la Corte assolve. Ma il danno resta. E chi ha a cuore il futuro di Prato non può ignorarlo.”
Dal mondo della scuola arrivano reazioni altrettanto critiche. Giuseppe Moretti, presidente dell’Associazione ex Allievi del Buzzi, commenta: “Non possiamo che ribadire quanto avevamo dichiarato all’indomani della chiusura del BuzziLab. Oggi questa sentenza dimostra che le attività del laboratorio erano lecite e che la decisione, prima di sospenderne l’operatività e poi di chiuderlo, sia stata una scelta a dir poco discutibile. La chiusura del laboratorio, voluto più di cento anni fa dall’allora preside Tullio Buzzi e che aveva portato lustro e risorse alla nostra scuola per decenni, ha causato un enorme danno d’immagine per l’istituto e per chi vi operava. Oltre a ciò, non va dimenticato l’indiscutibile danno economico per l’istituto stesso e per le aziende che lo consideravano un punto di riferimento di valore internazionale.”
Sulla stessa linea il mondo dell’imprenditoria con come capofila il consorzio Astri: “Esprimiamo grande soddisfazione per la recente sentenza della Corte dei Conti in appello, che ha assolto il preside Serniotti nel caso Buzzilab, confermando anche l’assenza di responsabilità di Bartolini, Borgiotti e Marradi. La sentenza, inoltre, riconosce la legittimità dell’attività del laboratorio Buzzilab e implicitamente dichiara illegittima la sua chiusura, con danni per la scuola e per l’immagine della città. Astri, insieme ad altre associazioni e numerosi sostenitori, aveva promosso un esposto per chiedere giustizia sulla chiusura del laboratorio, ritenuto un’eccellenza del territorio. Il legale avvocato Aldo Godi, autore dell’esposto, ritiene che la vicenda possa non essere conclusa, poiché la prescrizione potrebbe partire dall’accertamento dell’illegittimità della chiusura, e non dal momento in cui avvenne.”
Interviene anche Tommaso Cocci di Fratelli d’Italia: “Questa è l’ennesima dimostrazione del fallimento della politica. Nel 2019 c’era la possibilità concreta di trasformare il laboratorio in una Fondazione e salvarlo: Regione, Comune e istituzioni locali si sono riempite la bocca di promesse, ma alla prova dei fatti non sono riusciti a fare nulla. Si è scelto di non decidere e così Prato ha perso un pezzo importante della sua storia tecnica e produttiva. La politica deve assumersi le proprie responsabilità per non aver fatto quello che avrebbe dovuto e potuto quando ce n’era bisogno”.
Anche Ctn commenta la sentenza: “È stato un macroscopico errore chiudere improvvisamente il laboratorio, bloccarlo per due settimane e poi riavviarne l’attività senza che vi fossero più le condizioni e, soprattutto, le risorse umane per svolgerla al meglio. Di più: è stato un danno enorme, dimostrando che – Confindustria Toscana Nord lo scriveva in termini forti in quei mesi difficili – le istituzioni scolastiche non avevano capito cosa il Buzzi rappresenti per Prato, non solo dal punto di vista delle sue finalità istituzionali ma anche in termini identitari e di affezione. Quell’atto è stato vissuto come uno schiaffo alla città, che a sua volta rappresenta per il Buzzi qualcosa di più del territorio che lo ospita: è il suo ecosistema, nel senso più pieno del termine. Le risorse che arrivavano dall’attività del BuzziLab andavano in gran parte nel bilancio della scuola, che ne traeva benefici rilevanti, a vantaggio di tutti gli indirizzi della scuola, dal tessile a tutti gli altri.

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