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A Montemurlo inaugurato il monumento che celebra la resilienza degli alpini: “Spesso caduti ma sempre rialzati”


Sabato scorso la cerimonia ufficiale d’inaugurazione al giardino “Alpini d’Italia” di via Riva nell’ambito delle celebrazioni per il 50esimo anniversario di fondazione del gruppo alpini Montemurlo e raduno sezionale gruppo fiorentino


Samuela Pagliara


E’ stato inaugurato nei giorni scorsi il monumento “Spesso caduti ma sempre rialzati” dedicato agli alpini in via Riva a Bagnolo. Un momento emozionante che si è inserito nella due giorni di festa per il 50 esimo anniversaio di fondazione del Gruppo Alpini di Montemurlo e per il raduno sezionale del grupp fiorentino. L’opera d’arte circondata da una colorata aiuola di fiori, nasce dalla volontà degli Alpini locali di lasciare un segno tangibile e duraturo del loro impegno a favore della comunità. Tanti i cittadini presenti all’inaugurazione, alla quale ha preso parte anche la fanfara alpina “Girasole” di San Zenone degli Ezzelini a sottolineare la solennità del momento. Presente anche la giunta comunale, il comandante della Tenenza dei Carabinieri di Montemurlo, il capitano Quintino Preite, la deputata Erica Mazzetti e il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Antonio Matteo Meoni. Il sindaco Simone Calamai ha ricordato il forte legame che lega gli alpini alla comunità di Montemurlo: “Un nonno, una bambina, un libro. La memoria che genera futuro. Questo monumento è una meravigliosa testimonianza di una comunità che, restando unita, anche nelle avversità, si è sempre rialzata più forte. Grazie agli Alpini e ai valori che rappresentano”. La scultura è stata progettata da Marco Nocchi su un’idea di Enrico Biganzoli e raffigura un nonno Alpino in piedi che, con un gesto di amore e saggezza, porge un libro aperto alla sua nipotina, anche lei in piedi di fronte a lui. Il manufatto è composto da due lastre d’acciaio corten, alte circa due metri, incise a taglio laser dall’azienda Gioli Novileno di Vicopisano. L’ immagine simboleggia l’importanza di trasmettere ai più giovani i valori di cui gli Alpini sono portatori: lealtà, forza, generosità e impegno verso il prossimo. Un dettaglio particolarmente toccante si trova sul libro aperto: la scritta “Spesso caduti ma sempre rialzati”, posta volutamente a pagina 33, in omaggio all’ inno degli Alpini. Questa frase racchiude l’insegnamento più grande quello del nonno alla bambina.

Edizioni locali: Montemurlo

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(N° 4 del 14/02/2009)
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