Va avanti da giovedì lo sciopero dei lavoratori di Alba srl, una stireria e confezione di Montemurlo. La mobilitazione, che ha come obiettivo quello di difendere i posti di lavoro ed i diritti conquistati, è guidata dal sindacato di base Sudd Cobas. Secondo quanto dichiarato dai coordinatori, fino allo scorso gennaio gli operai sarebbero stati formalmente assunti da una ditta (la Forservice Srls) nonostante svolgessero le proprie attività altrove ovvero nello stabilimento Alba sotto la sua direzione. Non solo, gli operai addetti allo stiro e cucito, erano assunti con un contratto da addetti alle pulizie con straordinari non pagati e costretti a lavorare gratuitamente tutti i sabati. Il sindacato denuncia: “Prima della ForService Srls erano stati dipendenti della ReStiro Srl, che dopo alcuni mesi era sparita senza pagare tfr, tredicesime, quattordicesime e istituti. Una “società schermo” – indistinguibili tra loro – dietro cui si nascondeva sempre lo stesso imprenditore. Un sistema di “scatole cinesi” per risparmiare sul costo del lavoro”.
Dopo aver incrociato le braccia davanti ai cancelli, lo scorso febbraio si era andati verso il raggiungimento di un accordo nel quale si chiedeva l’assunzione diretta dei lavoratori da parte dell’azienda Alba e la stabilizzazione dei contratti applicando il Ccnl tessile-industria. L’obiettivo del sindacato, come chiariscono in una nota, era quello di chiudere la stagione dei finti subappalti e del lavoro irregolare. Una soluzione auspicabile che, però, non c’è stata. “Ad aprile una parte delle macchine da cucire e delle commesse di cucitura è stata spostata da via delle Lame in un nuovo stabilimento a pochi passi, in via Lecce- spiegano i Sudd Cobas- C’è voluto poco a scoprire che era intestato alla stessa ForService. La testimonianza che ci è arrivata dai lavoratori impiegati è drammatica: reclutati anche in altre città da un caporale e costretti a turni di dodici ore al giorno oltre che a vivere in una sorta di segregazione tra la fabbrica e l’alloggio fornito dallo stesso caporale e a dirigere lo stabilimento di via delle Lame i respnsabili di Alba”. Da qui la decisione di svolgere, in contemporanea, due picchetti. Il timore dei lavoratori è che stiano svuotando progressivamente lo stabilimento di via delle Lame sostituendo la loro manodopera con altra a basso prezzo nel tentativo di aggirare l’accordo sindacale “esternalizzando” il sistema.
“In queste settimane, infatti, abbiamo registrato l’apertura di un terzo stabilimento di stireria in cui sono state trasferite non solo le commesse e le merci, ma anche alcuni responsabili del reparto stireria di L’Alba- concludono- Abbiamo documentato come gli stessi titolari de L’Alba abbiano coordinato l’allestimento del nuovo stabilimento. L’ipotesi di una imminente chiusura “di soppiatto” dello stabilimento di via delle Lame sembra confermata. L’azienda ha inoltre pensato di strumentalizzare la bomba d’acqua di fine agosto, lasciando da tre settimane i lavoratori a casa per un asserito danneggiamento delle macchine da cucire e senza mai attivare la cassa integrazione e non fatto nulla per permettere la ripresa produttiva del reparto. Chiederemo nei prossimi giorni anche l’intervento dell’ispettorato del lavoro”.
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