Sold-out, anche stavolta. Chi ha il biglietto per Prato-Foligno o l’abbonamento stagionale, domenica potrà recarsi al Lungobisenzio. Chi è senza, dovrà rinunciare perché la vendita dei tagliandi disponibili in un Lungobisenzio sempre più insufficiente a contenere la rinata voglia di calcio della città è terminata con oltre 48 ore di anticipo. Il cartello pubblicato nelle pagine social del Prato è di quelli da pelle d’oca: per la terza volta, almeno un paio di giorni prima dal fischio d’inizio, la disponibilità di biglietti è terminata, ma diciamocelo senza giri di parole: i numeri potevano esser ben più alti. Al Foligno, che richiedeva 300 ticket, ne sono stati concessi 200 (andati in fumo già ieri) ovvero il 10% della capienza come da regolamento. La società biancazzurra è stata costretta a sospendere il libero accesso dei propri tesserati del giovanile/scuola calcio per evitare problemi di sovraffollamento. Saranno dunque 2.000 i tifosi, in un impianto che ne potrebbe ospitare 3.000 ma che per ora deve tenerne mille congelati in attesa di un aumento di capienza che non arriva. L’esigenza di dare spazio a chi vuole vedere il calcio a Prato adesso c’è e il tutto è davvero un brutto biglietto da visita per una città che reclama visibilità ma che fa fatica a tenere il passo con la velocità del mondo attuale (e pensare che i biancazzurri sono a -10 dalla vetta, se fossero stati più vicini cosa sarebbe successo?). Evidentemente i nodi sono venuti al pettine. Con una società ambiziosa e ritenuta ampiamente credibile da tutta la città, adesso 2.000 posti nello stadio della seconda città più popolosa della Toscana rappresentano poca roba e non ci si dovrebbe più esaltare davanti al sold-out infrasettimanale. Ma piuttosto chiedersi cosa aspettiamo intanto a riportare a 3.000 la capienza dello stadio? Domenica arriva il Foligno, che Sport di Prato ci presenta nel suo articolo. Nel Prato assente Risaliti squalificato.
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