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Paralizzato alle gambe facendo motocross, vince la prima gara di Coppa Italia di handbike: “Voglio andare alle paralimpiadi”


Ritrova il sorriso Ettore Biancalani a 18 mesi dal terribile incidente che a solo 20 anni gli ha cambiato la vita: "La prima cosa che ho pensato al risveglio dal coma era di tornare a fare sport"


Alessandra Agrati


A diciotto mesi dall’incidente che gli ha cambiato la vita, Ettore Biancalani è salito sul gradino più alto del podio nella gara internazionale di handbike “La due giorni del mare” come miglior atleta della Tosscana (gareggia anche per la Coppa Italia) , disputata nel fine settimana. Un risultato che dà il senso di un percorso intenso, fatto di determinazione e ripartenza. Biancalani si è confrontato subito con un contesto vero: fatica, ritmi elevati, competizione serrata, ma anche rispetto e solidarietà tra atleti. Un debutto che va oltre l’esordio sportivo e rappresenta una tappa significativa di un cammino molto più ampio. Nel settembre 2024, a soli vent’anni, durante una prova del Campionato Italiano di motocross, Ettore è stato protagonista di un grave incidente. Le conseguenze sono state pesanti: frattura di cinque vertebre e una lesione completa a livello D7 del midollo spinale, con paraplegia e perdita della sensibilità dall’ombelico in giù. “Quando mi sono fatto male — racconta — non mi sono mai abbattuto per quello che avevo perso, ma ero grato per ciò che mi era rimasto. Non sapevo che vita avrei avuto, ma sapevo che ce l’avrei messa tutta per viverla fino in fondo”.
I primi giorni sono stati sospesi, segnati da un coma indotto durato cinque giorni. Eppure, già subito dopo il risveglio, in un momento che per molti sarebbe solo smarrimento, Ettore ha mostrato una direzione chiara: non fermarsi. Ha scelto di provare a trasformare la sua condizione in una possibilità, immaginando un futuro sempre nello sport. “Quando mi sono svegliato dal coma ho detto a mio babbo che sarei andato alle paralimpiadi senza sapere ancora che sport potessi fare. Ho provato tanti sport e una volta trovata l’handbike, ho iniziato a seguire questo sogno. Le prime gare mi hanno convinto ancora di più perché quando sono lì la mia disabilità è come se se ne andasse: mi sento il solito ragazzo di prima che si impegna al massimo per raggiungere un obbiettivo”.
Dopo sei mesi trascorsi in unità spinale, ha iniziato a rimettere insieme pezzi nuovi della propria vita. Il passaggio non è stato immediato né semplice: capire cosa poter fare, cosa riprendere, cosa costruire da zero. In questo percorso è stato fondamentale il supporto di realtà come “Obiettivo 3”, la società sportiva creata da Alex Zanardi per avvicinare le persone con disabilità allo sport e alle sue opportunità. È lì che Ettore incontra la handbike. Con la società bresciana Active la Leonessa comincia ad allenarsi e a entrare gradualmente nel mondo delle gare. Parallelamente capisce l’importanza della preparazione fisica complessiva: il nuoto diventa parte centrale del suo percorso, seguito da Martino Angelini e dalla Nuoto Pinna di Prato, con cui si prepara anche sul fronte acquatico.
La crescita è rapida. In pochi mesi arriva a partecipare alle prime gare di Coppa Italia e ad affrontare anche esperienze internazionali, misurandosi con i migliori della disciplina. In questo percorso arriva anche un risultato significativo: la conquista della maglia di campione regionale nella categoria MH3, segno di un adattamento sportivo sempre più solido.
Ma il momento più simbolico resta quello di questo fine settimana. La prima gara di Coppa Italia non è stata solo una competizione: è stata la conferma di un nuovo equilibrio. Fatica, emozione, confronto diretto con atleti di alto livello, ma anche la sensazione concreta di essere di nuovo dentro uno sport, dentro una squadra, dentro una vita attiva.
Il complimento più grande, forse, non arriva dal cronometro o dalla classifica. Arriva da ciò che Ettore sta costruendo giorno dopo giorno: una quotidianità fatta di sport, impegno, relazioni e lavoro. Una vita che non è una copia di quella precedente, ma qualcosa di nuovo, nato da una rottura profonda e ricostruito con determinazione, passo dopo passo. ” tutto è cambiato totalmente, ma mi sento fortunato ad avere la possibilità di fare tante cose che mi piacciono.”

alessandra agrati

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