Il Tennis Club Prato ha spento 50 candeline celebrando insieme a soci e amici una storia fatta di sport, passione e legami. Oltre 300 persone hanno partecipato alla festa per il mezzo secolo del circolo, nato nel 1975 grazie all’intuizione dei “magnifici” 14 fondatori e cresciuto fino a diventare oggi uno dei club più importanti e prestigiosi d’Italia, con 600 famiglie iscritte.
La serata è stata l’occasione per presentare il volume curato da Jacopo Calò Carducci, “Tennis Club Prato. 50 anni di amicizia, storia e successi”, con la prefazione firmata da due soci d’eccezione, entrambi premi Strega: Sandro Veronesi ed Edoardo Nesi, che hanno aperto la festa rileggendo a modo loro le pagine introduttive.
Il libro ha fatto da filo conduttore per ripercorrere le tappe salienti del circolo: dalle prime vittorie della squadra maschile di Coppa Croce nel 1976 all’assegnazione dei campionati italiani assoluti con campioni come Barazzutti, Ocleppo e i fratelli Panatta, passando per i due storici appuntamenti con la Coppa Davis del 1987 (Italia-Svezia con Mats Wilander in campo) e del 1996 (Italia-Zimbabwe).
“Era giusto festeggiare questo momento – ha detto il presidente Marco Romagnoli –. Abbiamo voluto ricordare i fondatori, i presidenti che si sono succeduti, i successi sportivi e il senso di appartenenza che rende il Tc Prato un circolo moderno, capace di rinnovarsi senza dimenticare le tradizioni”.
A testimoniare l’affetto per il club anche Paolo Galgani, presidente onorario Fitp: “Per me il Tc Prato è sempre stato il circolo più bello d’Italia. Qui ho avuto i miei amici più cari, Loris Ciardi e Lapo Focosi”.
Non sono mancati i ricordi legati ai grandi tornei internazionali giovanili che hanno visto passare dal campo centrale futuri numeri uno come Roger Federer, Rafa Nadal e Jannik Sinner. Ma anche i trionfi della Serie A femminile, con sei scudetti conquistati, raccontati dalle protagoniste Francesca Ciardi, Wanita Nesti e Carla Mel, sotto la guida dei capitani Sergio Fondi e Gianluca Rossi.
Negli anni il circolo si è trasformato in un vero “club a 360 gradi”, come ha ricordato l’ex presidente Francesco De Luca, grazie all’ampliamento delle strutture e all’apertura della Spa, senza perdere però lo spirito originario di comunità sportiva.
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