«Il diritto allo sport, soprattutto per i più giovani, è un principio che la Regione Toscana riconosce e tutela. Per questo è fondamentale affrontare con rapidità e responsabilità la situazione che si è determinata in alcuni impianti sportivi del comune di Prato». Così il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Biffoni interviene sulla sospensione dell’attività sportiva in tre strutture cittadine, oggetto di controlli amministrativi e igienico-sanitari avviati nei mesi scorsi, annunciando di aver presentato un’interrogazione al presidente Giani.
«I controlli sulla sicurezza sono necessari e doverosi – prosegue Biffoni – ma è altrettanto importante accompagnare società sportive, associazioni e famiglie verso una soluzione che consenta di superare le criticità emerse senza penalizzare centinaia di ragazzi e le loro attività». Il consigliere sottolinea la collaborazione già avviata tra amministrazione comunale, Azienda sanitaria, vigili del fuoco, gestori degli impianti e organismi sportivi, nonché l’attenzione dimostrata dalla Regione Toscana, che ha sostenuto negli ultimi anni importanti investimenti sull’impiantistica sportiva pubblica.
Al centro dell’iniziativa consiliare resta tuttavia la necessità di chiarire alcuni aspetti amministrativi e di accelerare il ritorno alla normalità. «Con questa interrogazione chiedo alla Giunta quali ulteriori iniziative intenda assumere per favorire una rapida riattivazione dell’attività sportiva negli impianti di Prato dove questa è stata sospesa a seguito dei controlli» spiega Biffoni, richiamando l’urgenza di dare risposte concrete a utenti e famiglie.
Matteo Biffoni pone inoltre l’accento sul nodo interpretativo relativo alla normativa regionale: «Vorrei sapere anche se la contestazione relativa alla mancanza della Scia per la gestione degli impianti pubblici trovi effettivo fondamento nella legislazione regionale e, in caso affermativo, quali valutazioni la Giunta intenda svolgere per superare le criticità segnalate dai gestori, tenendo conto delle indicazioni emerse e dell’eventuale opportunità di aggiornare la normativa vigente, garantendo sempre la massima sicurezza per gli utenti».
«L’obiettivo – conclude Biffoni – è ristabilire al più presto per Prato condizioni di piena sicurezza e legalità che consentano la ripresa dell’attività sportiva, tutelando il diritto allo sport e il benessere della comunità. Non smetteremo di essere grati a tutti i dirigenti delle società sportive di base, ai presidenti, agli allenatori che permettono ai nostri ragazzi di praticare l’attività sportiva».
Sulla vicenda interviene anche la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti: “Biffoni consigliere in Regione Toscana si accorge del problema impianti sportivi che Biffoni sindaco non ha saputo risolvere in 10 anni – dice – : sembra che solo allontanandosi da Prato abbia capito i problemi di Prato, impianti in primis. Non solo, lui che ha consentito per magri ritorni di consenso di tenere aperti gli impianti con enormi rischi si fa paladino dello sport pratese, pensando di governare a vita la città. Tutto è cambiato, a causa del suo partito si aperta una triste pagina; adesso Biffoni vorrebbe far credere che il problema non sia la mala-politica Pd ma i troppi controlli e l’applicazione delle norme. Si scusi con la città e con lo sport pratese, Biffoni, poi provi a pontificare di impianti”.
Parole cui ha poi replicato lo stesso Biffoni: «Mi spiace che l’onorevole Mazzetti, dimostri di non aver compreso la natura del tema su cui ho presentato un’interrogazione – dice -. Se proprio non ho la capacità di farle capire perfettamente di cosa si tratta, magari se lo faccia spiegare dalle società sportive pratesi che hanno pienamente compreso l’oggetto e quindi il senso della interrogazione. Rivendico pienamente il lavoro fatto negli anni passati con le società sportive, un impegno che finora ha sempre garantito sicurezza e regolarità nell’attività delle giovani generazioni pratesi e di tutti i fruitori degli impianti sportivi. Capisco che non sia facile da comprendere per chi non se ne è mai occupato».
Riproduzione vietata