Da una forma di convivenza diffusa, nata in modo spontaneo tra i bisogni delle persone, e l’esigenza di una riqualificazione di immobili comunali ormai in disuso, prende vita un progetto strutturato capace di intercettare finanziamenti e disegnare un nuovo modello abitativo. L’idea è della sindaca Maria Lucarini, che osservando attentamente il proprio territorio ha colto un equilibrio prezioso: da un lato una presenza significativa di anziani in buona salute, ma con necessità di piccoli aiuti quotidiani; dall’altro giovani famiglie, italiane e straniere, che trovano nei “nonni” locali un sostegno concreto nella gestione dei figli, tra scuola, merende e piccoli gesti di cura.
Dall’incontro tra questi bisogni nasce un progetto sperimentale dal basso, che mette in rete istituzioni e realtà locali: la Società della Salute, Epp, il Centro ricerca Arco della Fondazione Pin e tutto il tessuto del territorio.
Servizio video di Alessandro Fioretti
A dare slancio operativo all’iniziativa è la Società della Salute, che oltre ad affidare un incarico al laboratorio Arco ha pubblicato una manifestazione di interesse — con scadenza il 28 maggio — rivolta alle associazioni locali desiderose di contribuire al percorso partecipativo con idee e proposte. L’obiettivo è chiaro: costruire insieme un modello condiviso e sostenibile. A settembre, concluso il percorso, il progetto sarà presentato in Regione per accedere ai finanziamenti.
Il cuore della progettazione è affidato ai ricercatori del Centro ricerca Arco, impegnati in un lavoro approfondito fatto di interviste, ascolto della cittadinanza, analisi dei dati e studio di tre scuoa el’ex distretto sanitario messi a disposizione dal Comune. Un processo di coprogettazione che parte dai bisogni reali per costruire soluzioni concrete.
Infine, sarà Epp a intervenire nella fase operativa con la ristrutturazione degli immobili, trasformandoli in spazi capaci di accogliere questa nuova idea di abitare collaborativo.
La manifestazione di interesse è disponibile sul sito della Società della Salute. Tra i partner del progetto figura anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, già attiva insieme a Epp nel recupero delle cosiddette case di risulta.
Un’iniziativa che non solo risponde a esigenze quotidiane, ma prova a riscrivere il concetto stesso di comunità, trasformando la vicinanza in valore e il bisogno in risorsa condivisa.
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