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L’INDISCRETO/Il caso Consulta mette in luce le frizioni interne al Pdl e alla Lega


Redazione


Venerdì Tosoni, Sabato Ponzuoli. L’uno, due del presidente e del vice-presidente della commissione Sicurezza del Comune di Prato rende bene l’idea di un’azione concordata per cingere d’assedio il fortino politico pratese di queste ore: il progetto di Consulta per gli immigrati. “Una vera bestemmia per i contribuenti pratesi” di più “siamo d’accordo con l’ex assessore Frattani”, che era stato il primo ad attaccare l’idea, parlando di spreco di denaro. Ovvia la reazione del Pdl, a partire dall’artefice della Consulta, l’assessore all’Immigrazione Giorgio Silli, che ieri mattina è sbottato: “Sarebbe bastato consultarsi, invece che uscire sui giornali”.  Nel mirino, in particolare, il consigliere comunale pidiellino Ponzuoli. “Difende Fini sulla proposta del voto agli immigrati eppoi attacca Silli sulla Consulta, che è stata proposta da Cenni in campagna elettorale, quando- fa notare un consigliere del partito berlusconiano – Ponzuoli era a capo del comitato elettorale”. Per questo Alessandro Ciardi, presidente della circoscrizione Est ed esponente di lungo corso del centrodestra ha intimato: “Bisognerà subito discutere la questione nel prossimo coordinamento provinciale del partito”. Ponzuoli dal canto suo rigetta le accuse: “Cosa c’entra Fini? Io non ho capi e capetti di riferimento nel Pdl e sulla consulta non ho mai sentito proporla in campagna elettorale”. L’apertura di un nuovo fronte nel partito di maggioranza, con Ponzuoli vs Silli, è quindi già un fatto concreto. Criticato anche il ricorso a Frattani come fonte “sono andati dietro a quello che ha detto il peggiore assessore all’immigrazione della storia” ha tuonato Silli.Di fronte a questo fuoco amico, comunque, non sono mancati gli attestati di fiducia degli alleati. Aldo Milone ha precisato: “è stata presentata in giunta a costo zero”. Perché è stato il ragionamento “non abbiamo nessuna intenzione di spendere soldi, la rappresentatività non costerà nulla”. Anche se non mancano le perplessità sull’effettiva utilità dello strumento: “Esiste il rischio di avere all’interno di alcune comunità gli stessi rappresentanti anzi è reale soprattutto fra i cinesi”. Milone, poi, riflettendo sull’uscita della Lega si interroga: “C’era anche Leonardo Soldi quando venne presentata la delibera in giunta, non ha parlato coi suoi?”. Il dubbio della distanza fra il consigliere delegato allo sport ed alle politiche giovanili e piazza Ciardi è alimentato anche da una rivelazione dello stesso Silli: “Venerdì sera mi ha telefonato un esponente della Lega per prendere le distanze dall’uscita di Tosoni”. Non è dato sapere, al momento, se sia stato proprio Soldi. Di certo non hanno composto il numero del giovane assessore gli altri due consiglieri comunali, ovvero lo stesso Tosoni ed il rappresentante dell’ala più ortodossa dei padani, Paradiso. Il sospetto cresce nel momento, in cui vengono interpellati i diretti interessati. Tosoni si chiude nel no comment, sottolineando di non essere stato consultato, né informato da alcuno sul funzionamento della Consulta. Soldi, invece, ricorre alla diplomazia: “Mi riconosco nelle dichiarazioni ufficiali del coordinatore provinciale” qualunque esse siano. Per ricorrere, poi, ad una circonlocuzione molto dorotea sulla Consulta: “In giunta non è stato detto che avesse un costo, ma neppure che non lo avesse”. L’impressione è che oltre ad un caso oggettivo sulla Consulta, oggetto di divisioni all’interno dello stesso Pdl, stia montando oramai una questione leghista, insoddisfatta per non avere ancora ottenuto l’assessorato. Fatto che crea una situazione paradossale, l’assenza di comunicazione fra la giunta ed il secondo partito della maggioranza consiliare. Bisogna ricordare anche che, in base al patto di settembre, la promozione dei due consiglieri delegati Cenni e Soldi dovrebbe avvenire proprio in questo mese e, quindi, ogni pressione potrebbe essere lecita per portare a casa il risultato, il mantenimento della promessa. A questo, si aggiunge, però anche una  percettibile distanza fra Soldi e la Lega. Il consigliere delegato, d’altronde, è deciso nel ricordare: “Mi sono dimesso da coordinatore comunale. Nella Lega non ho più nessuna carica”.

Carlandrea Adam Poli

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