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Oggi la nomenclatura stradale è uno dei mezzi più conosciuti, semplici ed efficaci, di divulgazione delle testimonianze culturali, della storia e delle tradizioni di un centro abitato. Ogni targa di marmo solennizza per sempre, anche quando negli uomini si affievoliscono i ricordi, le tappe più significative di una comunità consegnando ai posteri un’attestazione che non cade nell’oblio, ma in qualsiasi momento è all’attenzione di un numero più o meno consistente di abitanti. Basti ricordare che nella quasi totalità delle città italiane, si trova presente nella viabilità locale il nome di Giuseppe Garibaldi e quello dei giudici Falcone e Borsellino, a differenza degli inglesi che sono molto restii ad intitolare a qualcuno una strada benché anche Prato abbia avuto in passato la sua Piazza degli Inglesi.Con questa breve considerazione si può affermare che la base della cultura di ogni comunità, inizia dalla toponomastica che nel tempo la popolazione si è dotata intitolando strade e piazza ad eventi o persone di rilievo locale, in aggiunta a quelle di rilevanza nazionale e recentemente europea.Sfortunatamente i delegati alla custodia di queste fondamentali memorie, gli amministratori pubblici, rimangono indifferenti e non alzano un dito per verificare, divulgare e correggere eventuali errori. Chi scrive ha speso un lustro per redigere una storia delle strade di Prato, attualmente visibile nel sito web della rete Civica.Anche i diversi appelli alla costituzione di un Assessorato al decoro urbano non hanno avuto riscontri, nemmeno quando nel 2008 la Giunta comunale accolse alcuni suggerimenti deliberando, con atto n°480 del 21 ottobre, la revoca con successiva correzione dei madornali errori incisi sui cartelli stradali. Malgrado i solleciti all’allora assessore alla Cultura e suoi successori, un atto deliberativo ufficiale del Comune è rimasto lettera morta.Pertanto riproponiamo gli svarioni stradali più sensazionali contenuti nella delibera citata e mai attuata, affinché i pratesi vecchi e nuovi rivendichino il loro diritto ad una informazione stradale esatta e non approssimativa come attualmente la città propone.Il primo cartello da sostituire è quello di Via Firenzuola che indica sia una località che uno scrittore; l’esatta dizione sarebbe Via Agnolo Firenzuola come rilevava giustamente, nel 1904, Ferdinando Carlesi (anch’esso titolare di una Via) ed invitando il Sindaco alla correzione. Ci vollero ben sette anni, ma finalmente nel 1911 il Comune deliberò la permuta della targa: è passato un secolo ma ancora non si è provveduto.Nel provvedimento si legge: correzione per palese errore ortografico relativo a ben 13 strade tra le quali Via Francesco Beccatelli da cambiare con Giovan Francesco Becattelli; Via Anselmo Fauli da sostituire con Francesco Fauli e così via.Altri strafalcioni ci sono in tutto il territorio, ne citiamo due ma nell’area comunale tanti sono gli sbagli per cui invitiamo i cittadini a segnalare alla redazione di “Notizie di Prato” le anomalie. Dei due il primato resta sicuramente a Attilio Cerutti che fu rinominato Emilio, e la vicenda non finisce qui. Dopo insistenti segnalazioni fu decisa la rimozione della targa di ceramica sostituendola con quella a bandiera nascosta però dietro ad una insegna commerciale. Nuova protesta e questa volta si è superato il limite del buongusto: è stata ricollocata la vecchia targa e al posto di Emilio un bel nastro adesivo!Il secondo caso è quello di Via Pier Cironi; in molte città italiane l’illustre pratese protagonista risorgimentale è ricordato col vero nome di Piero (ad esempio Milano) mentre nella sua città natale il nome è tronco che però fa pendant col degrado della Via. Sperando di scuotere qualche coscienza e stimolare l’amore per Prato, torneremo in futuro sul tema del decoro.
Alessandro Assirelli
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