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Tommaso Chiti contro sfruttamento e speculazione: “Mandiamo un segnale forte e chiaro al derby del partito trasversale degli affari”


Il candidato consigliere nella lista Alternativa per i beni Comuni rivendica una Prato verde, solidale, sicura solo se si cura, a partire dalle periferie al centro della vita pubblica


Claudio Vannacci


Tommaso Chiti candidato della lista di Alternativa per i Beni Comuni al Consiglio del Comune di Prato per le elezioni amministrative 8 e 9 giugno, spiega le ragioni del suo impegno con la convinzione “che la politica debba essere praticata come servizio pubblico di condivisione, all’altezza del contesto ostile e predatorio, per portare nel dibattito cittadino le istanze di una Prato verde, solidale, lavoratrice, antifascista e cosmopolita, per una rigenerazione più equa ed ecocompatibile”.

“Proprio il percorso di anni di attivismo in comitati civici e di quartiere, case del popolo, associazioni di promozione sociale e movimenti studenteschi ed ambientalisti – spiega – mi ha spinto a questo impegno per rilanciare le aspettative della nostra classe lavoratrice e delle generazioni più giovani, in maniera radicalmente alternativa e critica allo scempio fatto negli ultimi decenni in questa nostra città dalle giunte Cenni e Biffoni, con l’assenza di qualunque opposizione di sinistra fra i seggi dell’assemblea elettiva. Nelle rivendicazioni del diritto alla casa, della vivibilità delle periferie, della convivenza plurale e pacifica, di una vita in salute e di un lavoro sicuro sta quel riscatto di un futuro più giusto. E questa consapevolezza nasce nei turni di notte con il volontariato sulle ambulanze, nell’assistenza ai senza tetto; nasce ai presidi solidali con operai perseguitati dai caporali e repressi dagli apparati di sicurezza; e prosegue con la tutela del territorio dagli incendi boschivi, con la sua conoscenza attraverso i sentieri partigiani, che aggregano memorie vissute ed aspettative urgenti”.

“Non c’è pace – prosegue Chiti – in questo sistema che ci insidia da soli, ci ammazza sul lavoro, ci lascia a piedi nel trasporto locale, privati della sanità o in liste d’attesa estenuanti per curarsi; e vive di crisi croniche, trasformando lo stato d’emergenza in stato d’eccezione, fino a fare extraprofitti su servizi e diritti. Un sistema che si dice democratico, ma che anche nel nostro territorio sembra aver tradito le promesse costituzionali, finendo per scambiare tutele universali con privilegi di certe categorie, per fondarsi sullo sfruttamento di persone ed ambiente. Una deriva di speculazione fino alla corruzione, di cui si legge anche sulla cronaca attuale, a corollario di una politica corporativista che si occupa solo dei propri comitati d’affari. Paradossale che gli scioperi dei lavoratori tessili vengano tacciati di dare una brutta immagine della città, proprio da alcuni di quegli ambienti i cui vertici istituzionali ed industriali stanno dando una delle peggiori immagini di malversazione. Intanto rincara tutto tranne stipendi e pensioni, con aumenti esosi delle bollette, l’impoverimento delle persone e l’incessante deindustrializzazione di una Prato, dove il distretto manifatturiero si trasforma in un bacino alluvionato di rendita immobiliare e di speculazione finanziaria. Così la dichiarazione di emergenza climatica del 2019 sembra il bilancio di quindici anni di amministrazione del partito trasversale degli affari – pd, fdi, lega, ecc – con consumo di suolo, abbattimenti massivi di alberi, l’ingolfamento con grandi opere obsolete e dannose, in periferie che diventano prima dormitori svuotati di socialità e poi macrolotti industriali invivibili, terra di nessuno e zone economiche eccezionali per la disapplicazione di contratti e di tutele sul lavoro. In una Piana toscana piena di cemento prima e fango poi, senza perciò arginare la sete del mercato edile e la crescente emergenza abitativa, continua la corsa al ribasso, con persone sempre più precarie e ricattabili, fino all’esproprio della salute, dell’acqua e quindi della democrazia reale. L’allagamento del pronto soccorso del nuovo ospedale Santo Stefano, tanto inadatto quanto inagibile, il luogo che avrebbe dovuto essere più sicuro e che in realtà è stato fra i primi ad essere evacuati durante l’alluvione, è stata la goccia che fa traboccare il vaso”.

“Una goccia – conclude Chiti – che con l’Alternativa per i Beni Comuni Prato vuol “diventare tempesta” e rappresentare quelle rivendicazioni, tradite anche dal trasformismo del M5S, di partecipazione e riscatto attraverso la moratoria sulle concessioni edilizie in terreni agricoli, rivedendo il sistema perverso di perequazione; o tramite la riconversione di immobili abbandonati anche con requisizione pubblica a compagnie che detengono grandi proprietà, per affermare il diritto alla casa sul modello di Berlino. Prioritario è poi il recesso dalla Multiutility Spa e la fondazione di una società in-house di diritto pubblico per la gestione del servizio idrico in pareggio di bilancio, senza extraprofitti, così da abbassare le tariffe e migliorarne la qualità. Sul piano dei servizi è altrettanto urgente il potenziamento del trasporto locale, incentivando la mobilità sostenibile anche con corse senza biglietto per residenti, così da decongestionare il traffico privato su gomma e limitare le emissioni. A proposito con l’idea di “Prato pedala” è stata proposta anche la sperimentazione di voucher chilometrici per rimborsare chi si sposta in bicicletta in città, una volta realizzate piste ciclabili continuative ed interconnesse fra più punti di interesse pubblico. Sul piano della vivibilità poi è necessaria la pianificazione di Comunità Energetiche di Rinnovabili e Sostenibili di quartiere, con la realizzazione di coperture fotovoltaiche in zone con grandi superfici costruite, come Fontanelle, Badie, Soccorso, Chiesanuova, o San Giusto solo per fare alcuni esempi; e la messa in rete dell’energia autoprodotta, utile a far risparmiare le persone. Vogliamo essere l’argine solidale ed eco-compatibile alla deriva devastante ed è importante costruire insieme un’Alternativa per i Beni Comuni, per dare un segnale forte e chiaro al partito trasversale degli affari, che negli ultimi quindici anni di giunte Cenni e Biffoni ha ridotto Prato ad un bacino alluvionato di speculazione immobiliare e finanziaria”.

Committente responsabile Tommaso Chiti, candidato al Consiglio Comunale di Prato con la lista di Alternativa per i Beni Comuni

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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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