A pochi giorni dal voto, la Lega torna sul tema del Lungobisenzio con un documento che mette nel mirino la gestione del centrosinistra e chiede alla futura amministrazione un cambio di passo netto sul dossier stadio.
Una vergogna per una città da duecentomila abitanti “Il punto di partenza – si legge nel documento – è un dato difficile da contestare: uno stadio costruito nel 1941, tribune ridotte all’osso, con vuoti che ricordano i campetti di periferia di 40 anni fa, appena duemila posti disponibili per una città che sfiora i duecentomila abitanti e che è un punto di riferimento manifatturiero e commerciale a livello europeo. Per la Lega è semplicemente «una vergogna». Non una sfortuna, non un vincolo oggettivo: il risultato concreto di anni in cui il tema è stato ignorato, rinviato o gestito nel modo peggiore possibile”.
Il Pd: tante parole, zero risultati La critica più netta è rivolta al Partito Democratico, che ha governato Prato per oltre un decennio senza mai affrontare davvero il nodo stadio. “Ipocrita e inefficiente – è la valutazione della Lega -: un partito che si riempie la bocca di partecipazione, progettualità e bene comune, ma che sul Lungobisenzio ha prodotto solo promesse evaporate e occasioni mancate. D’altra parte, chi oggi sostiene altre liste e altri candidati al di fuori del centrodestra porta con sé il peso di questa eredità — non per malafede, ma per quella insufficienza di visione e di coraggio che ha contraddistinto anni di amministrazione autoreferenziale”.
Lo strappo con la vecchia proprietà e il vuoto lasciato da Biffoni La gestione del conflitto con la precedente società sportiva resta per la Lega la pagina più emblematica. “L’amministrazione uscente non ha cercato mediazioni serie – dicono dal Carroccio -, non si è spesa per favorire un ricambio societario ordinato, limitandosi a litigare con la vecchia proprietà per far bella figura senza impegno, non ha costruito alcun percorso alternativo. Più che lo scontro serio, al limite, ha cercato che le cose andassero da sé, lasciando il Lungobisenzio di fatto abbandonato per anni, fra ritocchi, abbattimenti, eventi estemporanei, di fatto chiuso alla gran parte della città. Il risultato è sotto gli occhi di tutti”.
Una proprietà che vuole fare sul serio Il quadro oggi è cambiato. Finres ha rilevato l’AC Prato nell’estate del 2025, ha presentato progetti concreti — un nuovo impianto da quindicimila posti sul sedime del Lungobisenzio oppure una soluzione intermedia da cinquemila realizzabile in diciotto mesi —e ha dichiarato di essere pronta a finanziarsi in proprio, chiedendo in cambio una concessione strutturata e un diritto di superficie. Strumenti ordinari, usati in mezza Europa. Per la Lega il segnale è chiaro e va raccolto senza esitazioni: “Questa proprietà ha alzato la mano e messo sul tavolo risorse vere. Non si puòfar fintadi niente, come si è fatto per troppi anni”.
Basta veti incrociati e controprogetti dell’ultimo minuto Il rischio che il partito indica esplicitamente è quello del pantano: troppi interlocutori, troppi interessi particolari trasformati in veti, idee che compaiono quando i giochi sembrano fatti e finiscono per rallentare tutto. La Lega chiede alla futura giunta di non inseguire contro progetti di comodo e di non lasciarsi paralizzare da chi arriva tardi con riserve strumentali.
Un patto serio, nell’interesse della città La proposta è concreta: “sedersi al tavolo con la proprietà riconoscendone la serietà e costruire un accordo pubblico-privato strutturato — concessione lunga, diritto di superficie, investimento privato che si ripaga nel tempo. Tenendo sempre a mente cosa il Lungobisenzio può e deve tornare a essere: uno stadio vicino al centro, raggiungibile a piedi, capace di diventare un presidio di vita sociale autentica — un luogo dove la città si ritrova, non solo novanta minuti la domenica, ma ogni giorno, se la società e la nuova amministrazione avranno la volontà di costruirlo insieme. « È quello che succede nel mondo civile» – chiude la nota -. È ora che succeda anche a Prato”.
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