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Alternativa Beni Comuni: “L’operazione Multiutility Spa, il derby del partito degli affari e il tradimento del M5S alla base dell’emergenza democratica a Prato”


La lista che sostiene la candidatura a sindaco di Paola Battaglieri organizza per domani alle 21 un evento al circolo Arci di Viaccia per dire stop ai profitti su servizi e diritti


Claudio Vannacci


Al centro del nostro simbolo di Alternativa per i Beni Comuni campeggia una grande goccia, quella che il giorno dell’alluvione del Bisenzio a novembre scorso ‘ha fatto traboccare il vaso’ con l’allagamento e l’evacuazione del posto che sarebbe dovuto essere il più sicuro, ovvero il nuovo ospedale S. Stefano di Prato; ma anche quella vitale per le nostre esigenze quotidiane, di una risorsa come quella idrica, il cui accesso rappresenta un diritto inalienabile, purtroppo soggetto a speculazione finanziaria.

La denuncia dell’operazione Multiutility Spa, progettata per inglobare in ALIA Servizi Ambientali Spa tutte le attuali società di diritto privato a capitale interamente pubblico o misto, che svolgono servizi relativi al ciclo dell’acqua, dei rifiuti urbani e della distribuzione di energia elettrica e gas (PubliAcqua, Consiag, Estra, PubliServizi, ecc.) è motivo centrale dell’impegno politico della nostra lista. Servizi indispensabili per famiglie e imprese che, su proposta del PD e altrove della destra di FDI, finiranno così per essere fonte di profitto privato in regime di monopolio di fatto, con un serio pericolo per la tutela dei beni comuni e delle condizioni lavorative, oltre che per il contenimento delle tariffe.

Martedì 28 al circolo ARCI di Viaccia alle 21 ne parleremo in modo approfondito con “STOP MULTIUTILITY, BASTA PROFITTI su SERVIZI e DIRITTI”, insieme a due ospiti d’eccezione, come la presidente del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, Rossella Michelotti; e l’avvocato cassazionista, Donatella Bonciani, già candidata al Parlamento per il M5S.

Il rischio è che il prossimo consiglio comunale sia composto soltanto da liste che guardano in modo corporativistico ad interessi particolari, mettendo in secondo piano la tutela di ambiente e salute collettiva.

La preoccupazione di questa deriva antidemocratica, arriva proprio dal tradimento di quindici anni di opposizione alle giunte Cenni e Biffoni, da parte del gruppo pentastellato guidato da Carmine Maioriello e ora alleato con il PD nel derby del partito trasversale degli affari, fra liberaldemocratici e sovranisti.

A Firenze il M5S ha rinunciato ad alleanze contraddittorie perché – a detta di una delle leader nazionali del movimento, come Chiara Appendino – “l’ambiente non è negoziabile” e per motivi di “credibilità”, a differenza dei trasformismi dei loro colleghi di partito a Prato, che infatti hanno generato un malcontento generale sia nella loro base, che in esponenti istituzionali come la ex-capogruppo in Consiglio comunale, che non ha accettato l’apparentamento con il partito pigliatutto, proprio per le problematiche del territorio legate alla speculazione edilizia e finanziaria.

Per capire la portata dell’emergenza democratica basti ricordare l’iter di approvazione proprio della Multiutility ad ottobre scorso, quando con un blitz di pochi giorni la giunta Biffoni ed altre in Toscana hanno propinato dossier enormi e spesso incompleti all’approvazione capestro dei Consigli comunali. In quel caso, anche a Prato, comitati di cittadini chiesero un referendum consultivo, per affrontare adeguatamente una scelta dirimente. Non è stato concesso, tradendo così due volte il referendum del 2011 sulla ripubblicizzazione dell’acqua.

Perciò, come Alternativa per i Beni Comuni ci candidiamo con la convinzione di fare da argine solidale ed ecocompatibile alla speculazione devastante.

Negli ultimi anni infatti TARI e bollette idriche, così come i costi energetici, sono rincarati in media anche più del 6% e l’intento del partito trasversale degli affari – formato da PD, FdI, Lega e alleati -, che hanno voluto quest’operazione, sarebbe addirittura di quotare in Borsa la società multiservizi. In ogni caso, continua l’iniqua distribuzione di utili agli azionisti, a fronte ad un vero esproprio di servizi essenziali dal controllo delle comunità, per permettere profitti in un contesto come quello attuale di carovita ed aumenti del conto energetico ormai insostenibili.

Eppure dovrebbe essere ormai chiaro come la crisi ambientale e sociale, con l’aumento delle temperature e la crescente siccità, rendano risorse essenziali come l’acqua un diritto fondamentale da tutelare e un bene comune per i territori, oltre alla necessità di una gestione oculata dei rifiuti per la riduzione dell’impronta ecologica.

L’alternativa alla Multiutility ed alla quotazione in Borsa c’è: una società in-house o un’azienda speciale di diritto pubblico a capitale interamente municipale. Questa via, che è già stata percorsa con successo in molte città come Napoli, vuole garantire il controllo effettivo delle decisioni in capo alle comunità e ai loro rappresentanti, inserendo il criterio di pareggio di bilancio nello statuto della società, in modo da avere prestazioni di qualità a costi contenuti ed equi.

Se ci sono utili è segno che sono state chieste alla cittadinanza somme superiori al reale costo dei servizi. Si tratta quindi, di una tassa occulta, che non tiene conto della progressività rispetto ai redditi, così come sancito dalla Costituzione.

Urge ricordare che nel 2011 il referendum popolare sui servizi locali ha votato per la ripubblicizzazione, mai avvenuta. In questo caso poi il partito trasversale degli affari vede sedere nel CdA di Multiutility Pd e FdI insieme, che fingono di essere avversari in un derby politico per le prossime amministrative, in cui la cittadinanza pratese rischia di essere l’unica sconfitta.

Dopo quindici anni di sfruttamento di ambiente e persone, perpetrato dalle giunte Cenni e Biffoni, che hanno consumato 110 ettari di territorio, edificando soprattutto capannoni industriali per un lavoro distretto fra ricatti ed infortuni, fino a trasformare la città in bacino alluvionale, è necessario mandare un segnale forte e chiaro con la prossima consultazione elettorale; e facciamo appello a comitati, movimenti e cittadinanza diffusa a costruire insieme l’Alternativa per i Beni Comuni a Prato.

Alternativa per i Beni Comuni

committente responsabile Tommaso Chiti candidato per Alternativa per i Beni Comuni al Consiglio del Comune di Prato

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
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