La proposta del capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, Claudio Belgiorno, di prevedere un fondo per aiutare i circoli ricreativi e le Case del Popolo a salvarsi dalla crisi (leggi), ha scatenato la reazione del centrodestra. Undici i firmatari del 'no' all'idea che il collega Belgiorno ha lanciato ieri, venerdì 15 gennaio. “Aiutare di più bar e negozi chiusi, non i circoli Arci”, si legge in un comunicato che porta le firme di Curcio, Ovattoni, Chiti e Storai della Lega, di Spada e Garnier, di Calugi, Becherini e Santi di Forza Italia, e di Grazzini e Seri della Lista Vaianesi. Da Prato a Poggio a Caiano, da Carmignano a Vernio, da Cantagallo a Vaiano, l'insurrezione dei consiglieri comunali non ha tardato a manifestarsi. “I circoli ricreativi hanno sicuramente una funzione sociale importante, soprattutto per gli anziani, ma la proposta di FdI e Pd di aiuti, secondo noi non ha molto senso – scrivono i firmatari – questi circoli non hanno fini di lucro e godono già di un regime fiscale fortemente agevolato, ad esempio non pagano l'Imu e ricevono anche contributi pubblici. Non solo: sono, o dovrebbero essere, frequentati solo da soci e gestiti da volontari; di fatto, quindi, la loro riduzione di fatturato non è una perdita in senso stretto, perché i circoli sociali ricreativi non hanno da produrre profitto come i lavoratori autonomi, né devono pagare gli stipendi dei lavoratori”. Il gruppo di consiglieri comunali punta sulla scarsità di risorse: “Gli aiuti economici non bastano per tutti e quindi bisogna indirizzarli in via assolutamente prioritaria a tutte le imprese che vivono del proprio lavoro come bar, pizzerie, ristoranti e negozi che ormai sono alla canna del gas. I circolini Arci e simili riapriranno in sicurezza e i loro soci potranno tornarci quando tutto sarà passato”.
Riproduzione vietata