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Ricatto a luci rosse e minacce contro l’ex capogruppo di FdI Cocci: indaga la Digos


La vicenda raccontata da un articolo del Fatto Quotidiano: l'attuale candidato in pectore per le Regionali accusato anche di fare uso di droghe e di appartenere alla stessa loggia massonica di Matteini Bresci. Le lettere risalgono a inizio anno e sarebbero state mandate anche ad esponenti di spicco del partito. La sua replica: "Non mi faccio intimidire e vado avanti". E poi l'appello a tutte le vittime di revenge porn: "Denunciate, non siete voi che dovete vergognarvi ma chi fa questi schifosi ricatti"


Claudio Vannacci


E’ una brutta storia di ricatti a luce rosse, di accuse infamanti, che mettono di mezzo anche la massoneria, quella raccontata oggi dal Fatto Quotidiano e che vede suo malgrado protagonista uno dei politici più in vista del centrodestra pratese: Tommaso Cocci, ex capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia e adesso candidato in pectore alle prossime regionali.
Come riportato dal Fatto lo stesso Cocci la scorsa primavera avrebbe presentato una denuncia alla Digos dopo aver ricevuto lettere e foto nelle quali veniva accusato di pedofilia. Lettere recapitate anche ad altri esponenti di Fratelli d’Italia, compresi i deputati Giovanni Donzelli e Chiara La Porta, accompagnate da almeno una foto esplicita. Proprio in relazione a quella, Cocci avrebbe denunciato di essere caduto in un tranello online, ordito non si sa da chi.
Le lettere sarebbero state spedite a inizio anno, accompagnate dalla minaccia che sarebbero state diffuse alla stampa se Cocci non avesse lasciato la politica, dimettendosi. Evidentemente la minaccia si è concretizzata adesso, alla vigilia della tornata elettorale che vede Cocci e Fratelli d’Italia impegnati a sostegno del candidato di centrodestra Alessandro Tomasi.
Nelle lettere si fa riferimento anche ad altre due accuse: l’uso di stupefacenti e l’iscrizione di Cocci alla stessa loggia massonica cui apparteneva l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci, recentemente finito al centro di alcune inchieste, l’ultima delle quali ha portato alle dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti e al commissariamento del Comune. Lo stesso Cocci al Fatto avrebbe confermato la sua iscrizione alla loggia Sagittario, specificando di “essere in sonno”, vale a dire autosospeso, dallo scorso giugno.
Nell’articolo del Fatto, tutta la vicenda viene inserita all’interno di una guerra fratricida nel partito pratese di Fratelli d’Italia e si ricorda come, proprio lo stesso Fatto, aveva portato alla luce la vicenda legata a presunte truffe con i rimborsi da parte di Claudio Belgiorno, altro ex consigliere comunale e pure lui in procinto di candidarsi alle Regionali. Vicenda per la quale Belgiorno è indagato dalla procura di Prato.

In serata Tommaso Cocci ha poi pubblicato su Instagram un video per spiegare la situazione, accompagnandolo con un testo scritto: “Oggi è stato reso pubblico: sono stato per mesi oggetto di minacce, lettere anonime e tentativi di screditarmi dal momento in cui è stato chiaro che avrei messo a disposizione il mio impegno per la prossima tornata elettorale – dice -. Mi hanno scritto che se mi fossi candidato mi avrebbero “distrutto la vita”. Ma io amo Prato e la politica e – chiunque sia stato, la Procura lo accerterà – non smetterò di impegnarmi. Non vi nascondo che non è stato facile affrontare questi attacchi vigliacchi. Quelle accuse sono fandonie, e una cosa voglio dirla chiara: non mi faccio intimidire. Ho scelto di mettermi in gioco perché credo che Prato meriti uomini e una politica diversa, fatta di coraggio. Chi pensa di fermarmi usando la paura ha sbagliato bersaglio. Continuerò il mio impegno con ancora più determinazione e invito chiunque sia vittima di queste bassezze a non abbattersi, ma a denunciare sempre, come ho fatto io fin da subito. Perché non è stato semplice: sono stati mesi di dolore, prostrazione e sofferenza psicologica. Ma sereno nella mia coscienza mi sono recato mesi fa alle autorità competenti e ho fatto denuncia. Sono certo che la verità emergerà in tutta la sua potenza”.

Cocci ha poi voluto allargare il discorso, rivolgendosi direttamente agli autori delle lettere anonime: “Ci sono persone che si sono tolte la vita per questo – le sue parole -. Lo avete considerato? E poi per ottenere cosa?”. Per poi lanciare un appello a tutte le vittime di revenge porn: “Denunciate. Superate il pudore perché non siete voi che vi dovete vergognare, bensì chi fa questo schifo di ricatti”.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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