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Regionali, il voto a Prato nel segno di Biffoni e La Porta che trascinano i rispettivi partiti. Crollano la Lega e i 5 Stelle


Pd e FdI ai massimi grazie alle performance dell'ex sindaco con il record assoluto di preferenze e della parlamentare che riporta l'opposizione in Consiglio regionale dopo 10 anni. Le liste civiche sia di centrosinistra sia di centrodestra non hanno sfondato


Nadia Tarantino


Matteo Biffoni del Pd e Chiara La Porta di FdI: ecco i due pratesi pronti a sbarcare a Palazzo Panciatichi per la dodicesima legislatura della Regione Toscana. Il primo, ex due volte sindaco di Prato, passa con il titolo di primatista regionale di preferenze – oltre 22mila – e può legittimamente andare a bussare alla porta del presidente Giani per chiedere un posto in Giunta o per indicare un nome; la seconda, con quasi 8mila voti, conferma il suo spirito di servizio per la città smettendo i panni di parlamentare e calandosi ancora di più, se possibile, sul territorio.
Biffoni e La Porta non sono soltanto i due nuovi consiglieri regionali espressi da Prato ma anche i due trascinatori dei rispettivi partiti a dispetto degli scossoni: in casa Pd il commissariamento del Comune in seguito alle dimissioni della sindaca Bugetti indagata in una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, in casa FdI l’inchiesta sul ricatto a Tommaso Cocci nella quale è indagato Claudio Belgiorno che, dopo l’avviso di garanzia, ha sbattuto la porta (entrambi erano in corsa per le Regionali). Scossoni forti che però tali non sono stati alle urne tanto che, rispetto alle elezioni del 2020, il Pd è cresciuto di circa 3 punti e mezzo e FdI addirittura di circa 16 raddoppiando la precedente performance.
Buttando uno sguardo sugli altri partiti di coalizione, spicca il fatto che nessuno è arrivato al 5 per cento e che ci sono un paio di record negativi: la Lega, con il 3,60 per cento, prova il brivido della ‘drop tower’ dall’alto del precedente 21,41 per cento, mentre il Movimento 5 Stelle, con il 3,31 per cento, registra la peggiore prestazione regionale.


L’exploit di ‘Matteo’. Si scrive Pd, si legge Biffoni. SuperBiffoni anzi: le sue 22.155 preferenze con nemmeno il 51 per cento di affluenza alle urne (due volte quelle prese da Ilaria Bugetti, eletta nel 2020 quando però l’affluenza sfiorò il 65 per cento), doppiano quelle degli altri quattro candidati messi insieme che si fermano a 11.169. Un esito che, va detto, rimette il conto all’attuale gestione del partito che non ha voluto consegnare a Biffoni la fascia di capolista e che, in quel ruolo, era pronta a preferirgli, se avesse accettato, anche una civica come Emma Marrazzo, mamma di Luana D’Orazio, la giovane operaia morta sul lavoro in una fabbrica a Montemurlo.
Il segretario provinciale, Marco Biagioni, è stato obbligato dai numeri a sottolineare il “risultato straordinario di Matteo Biffoni, candidato più votato nella storia recente della nostra regione”, ma ha anche parlato di un nuovo corso incarnato da “Marta Logli, che a soli 25 anni, si è fatta carico di una prospettiva generazionale ormai affermata sul territorio e necessaria per la Toscana del futuro”. Ma sono i numeri, appunto, a parlare: Marta Logli, capolista, ha messo insieme 5.098 preferenze, un quarto di Biffoni che, dunque, può intestarsi la crescita del partito salito al 40,99 per cento. Il resto della squadra: l’ex assessore della Giunta Biffoni, Flora Leoni (2.132); Sandra Bolognesi (1.938); Marco Martini, consigliere regionale uscente ed ex sindaco di Poggio a Caiano, solo penultimo con 1.707, la metà delle preferenze incassate alle elezioni del 2020; Salvatore Bimonte (294).
Matteo Biffoni ha tutti i requisiti per passare all’incasso sia in Regione che a Prato dove potrà far valere la propria voce tra qualche settimana quando, congresso o non congresso, Schlein o non Schlein, si comincerà a parlare di elezioni comunali.

Il malloppo di Chiara La Porta. 7.963 preferenze alla capolista di FdI, catapultata da Montecitorio alla campagna elettorale della circoscrizione Prato in sostituzione dell’amico Tommaso Cocci, ex capogruppo in Consiglio comunale, vittima di una vicenda giudiziaria ancora tutta da chiarire. Non solo si è messa, come sempre, al servizio del partito e della città, ma ha aperto la sua campagna con un impegno: “Se vengo eletta in Regione, saluto Roma”. Detto, fatto. Da sola, La Porta, molto vicina alla premier Giorgia Meloni e donna di fiducia dell’onorevole Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ha messo insieme un malloppo di voti di pochissimo inferiore alla somma degli altri quattro candidati: Gianluca Banchelli, amico personale del candidato alla presidenza della Regione, Alessandro Tomasi, 2.736 preferenze; Giovanni Sardi, consigliere comunale a Carmignano, 2.487; Giulio Benelli 1.471; Emanuela Paci, consigliere comunale a Vaiano, 1.328; Dania Melani 948. Totale 8.970.
Nessuno, a parte La Porta, si è avvicinato al record di preferenze del 2020: Gianni Cenni, pur non occupando la casella del capolista, finì la corsa con 3.441 voti personali e per un soffio non entrò in Consiglio.
Difficile dire dove è andato – se da qualche parte è andato – il pacchetto di voti gestito da Claudio Belgiorno, volto storico del partito fino a poche settimane fa e rientrato in Consiglio comunale nel 2024 con il record assoluto di 1.879 preferenze. A parte questo, il dato è che FdI cresce tantissimo. Raddoppia addirittura, passando da circa il 16 per cento delle passate Regionali al 32,58 per cento. Socio di maggioranza della coalizione di centrodestra, FdI potrà dare le carte anche alle amministrative del 2026. Presto per parlare di candidato sindaco ma i numeri parlano e, in caso di nome politico e non civico, Chiara La Porta ce li ha.

Coalizione di centrosinistra. Casa Riformista, la creatura di Matteo Renzi, è il secondo partito del gruppo a sostegno della riconferma del presidente Eugenio Giani. 4,93 per cento di consensi con la capolista Rosanna Sciumbata, ex consigliere comunale, che porta a casa 1.142 preferenze staccando di tanto il secondo più votato, Enrico Cammelli (297).
Avs arriva al 3,44 per cento: il capolista, Laschi Alessio, conta 511 preferenze.
Dimezza l’apprezzamento il Movimento 5 Stelle che passa da quasi il 7 per cento delle Regionali 2020 (allora aveva un proprio candidato presidente) al 3,31: il progetto di campo largo, sostenuto nella circoscrizione di Prato dall’ex assessore della Giunta Biffoni e capolista, Chiara Bartalini (715 voti), non ha convinto.

Coalizione di centrodestra. Crolla la Lega. Un crollo verticale da record: il 21 per cento e passa del 2020 diventa un misero 3,60 e spinge l’europarlamentare Vannacci ad una profonda riflessione sul territorio. Le responsabilità vanno ricercate negli ultimi anni di gestione del partito: alla luce dei risultati usciti dalla urne, una gestione fallimentare. Non sfonda l’ex consigliere comunale Claudiu Stanasel, amico di Vannacci e capolista che conta 798 preferenze, che sono comunque oltre il doppio del secondo più votato, Letizia Faggi (297). Da notare che la Lega ha portato in città, a pochi giorni dal voto, sia il leader Matteo Salvini sia il suo vice Roberto Vannacci. Ma evidentemente la doppia visita non è servita ad evitare il crollo.
Sale, seppur di poco, Forza Italia che attestandosi al 4,60 per cento diventa il secondo partito dopo FdI. L’onorevole Erica Mazzetti, capolista, mette insieme 1.214 preferenze, seguita da Giulio Mencattini con 512.
Poca acqua al mulino di Tomasi è arrivata dalla lista civica ‘E’ ora’: 2,40 per cento con il capolista Roberto Caverni, ex assessore dell’unica Giunta di centrodestra nella storia del Comune di Prato, che ottiene 433 preferenze, staccando di poco il secondo più votato, Marco Ciani, consigliere comunale a Vernio, che intasca 371 voti. Il progetto civico sostenuto dall’ex sindaco Roberto Cenni non va a segno e questo mette in discussione eventuali ritorni in chiave elettorale nel 2026.
La lista di ‘Noi Moderati’ è fanalino di coda con l’1,08 per cento e con appena 93 preferenze alla capolista, Luigina Cersosimo.

Toscana Rossa. La lista della candidata presidente Antonella Bundu prende a Prato il 3,87 per cento. Il capolista, Marco Chiti, guadagna 341 preferenze, una manciata in più della seconda più votata, l’ex candidata sindaco di Prato nel 2024 Paola Battaglieri (323). (nadia tarantino)

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