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Presunto danno erariale da 9 milioni di euro, in 41 tra ex amministratori ed ex consiglieri nel mirino della Corte dei Conti


La magistratura contabile ha scritto al Comune per la vicenda dell'affidamento in house del global service a Consiag Servizi, operazione varata nel 2006 dall'allora giunta Romagnoli. Tra coloro che hanno ricevuto la notifica anche il sindaco Biffoni, all'epoca consigliere comunale Ds. Il procedimento è nella fase preliminare. Avvocati già al lavoro


Redazione


Nove milioni e mezzo: a tanto ammonta il presunto danno erariale calcolato dalla procura della Corte dei Conti in relazione all'affidamento in house providing del global service, ovvero la manutenzione degli edifici di proprietà del Comune, a Consiag Servizi. Nei giorni scorsi il Comune ha ricevuto una nota con l'intimazione a notificare la messa in mora, così si chiama tecnicamente, a 41 tra assessori, dirigenti e consiglieri comunali che nel 2006 approvarono le delibere di affidamento del global service alla società della galassia Consiag. La messa in mora è un atto dovuto che di fatto congela i termini della prescrizione e dà garanzie al Comune, presunto soggetto danneggiato, di poter recuperare la somma se la Corte dei Conti dovesse riconoscere che il danno erariale c'è stato davvero.
In sostanza, i 41 rischiano di risarcire in solido il danno. Tra loro anche l'attuale sindaco Matteo Biffoni, all'epoca consigliere comunale Ds: “La notifica mi è arrivata dal Comune – spiega – allo stato attuale non c'è niente se non il fatto che si avvicina il termine della prescrizione e dunque l'atto è legato a questo. In prospettiva potrebbe esserci un'indagine finalizzata ad un'eventuale contestazione che ad oggi non c'è”.
La nota inviata al Comune dalla procura della Corte dei Conti si basa sull'attività istruttoria compiuta dalla guardia di finanza da cui è emerso che l'ente avrebbe subito un danno presunto di poco superiore a 9 milioni e mezzo. L'attuale fase non è di giudizio ma di verifica; una verifica a cui potrà seguire o meno – dipende dai convincimenti della magistratura contabile – l'avvio di un'azione di responsabilità.
Tre le delibere finite nel mirino della Corte dei Conti: una di giunta, la 583 dell'11 agosto 2006, due di consiglio, la 107 del 28 giugno 2006 e la 131 del 27 luglio 2006. Per quanto riguarda la delibera di giunta, risulta dal verbale consultabile on line che erano presenti il sindaco Marco Romagnoli e gli assessori Roberto Bencini, Camilla Curcio, Loredana Ferrara, Andrea Frattani, Fabio Giovagnoli e Maria Luigia Stancari.
Il procedimento è solo all'inizio ma già si è messa in moto la macchina legale: molti dei destinatari della messa in mora si sono rivolti agli avvocati per verificare la sussistenza dell'azione nei confronti dei singoli, i termini della prescrizione e se il danno erariale sia configurabile già al voto della delibera o se invece si realizza materialmente con il pagamento delle prestazioni.
I fatti: nel 2006 la giunta Romagnoli avvia l'iter per l'affidamento in house providing, che equivale ad una gestione in proprio, a Consiag Servizi affinché si occupi di tutto quanto concerne la manutenzione degli edifici comunali. Una partita da circa 4 milioni l'anno, per cinque anni. Il Consiglio comunale viene chiamato a deliberare e lo fa sulla base di una serie di pareri legali e amministrativi che giudicano positivo l'affidamento sia sul piano del controllo analogo, e cioè sulla possibilità per il Comune di esercitare un controllo diretto sulla società, che sul piano dell'economicità dell'operazione. L'affidamento va in porto, il contratto di servizio viene firmato il 27 marzo 2007. Fino al 2010 Consiag Servizi procede alla manutenzione complessiva del patrimonio immobiliare del Comune. Poi arriva il centrodestra. La giunta Cenni, con la delibera 466 del 2010, revoca l'affidamento sulla base di diversi elementi a cominciare dall'antieconomicità rispetto ad affidamento tramite bando di gara del global service o dei singoli servizi, e dall'assenza del requisito del 'controllo analogo'. Quasi in contemporanea si attiva per la messa a gara della fornitura di gas metano, della gestione manutentiva ordinaria e straordinaria per quanto attiene lavori edili, di fabbro e idraulici, la gestione degli impianti di climatizzazione, elettrici e di illuminazione pubblica. Consiag Servizi ricorre al Tar sostenendo in particolare che la giunta non è organo legittimato ad adottare una simile decisione e nel caso avrebbe dovuto concordare una revisione del contratto. I giudici amministrativi danno ragione alla società. L'iter legale non si ferma. Ed ecco che entra in scena la Corte dei Conti.
Il Comune ha un'assicurazione che copre molti fattori ma non il danno erariale; un particolare, questo, che preoccupa chi tra i 41 che hanno ricevuto la messa in mora non aveva all'epoca stipulato un'assicurazione personale contro eventuali rischi derivanti dall'esercizio del proprio ruolo all'interno della macchina comunale.  


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(N° 4 del 14/02/2009)
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Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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