Si infiamma il dibattito politico intorno allo Stadio dell’Acqua che dovrebbe nascere a Iolo con la piscina olimpionica e per il quale il Comune ha perso il finanziamento inizialmente stanziato nell’ambito del Pnrr. La notizia del giorno è la diffida formale inviata dal presidente della Commissione Controllo e Garanzia Aldo Godi, che chiede “la consegna immediata, entro dieci giorni, dei documenti già individuati e la fissazione di un termine certo per il resto della documentazione, riservandosi – in caso di ulteriore silenzio – di adire il Tribunale Amministrativo Regionale con il rito speciale e accelerato previsto in materia di accesso agli atti”. Tutto questo mentre il consigliere comunale de “L’Alternativa c’è” – che incassa il sostegno del movimento ‘Ora!’ con il coordinatore toscano Sandro Degl’Innocenti – torna a specificare i motivi che l’hanno spinto a presentare esposti in procura e alla Corte dei Conti e il Circolo dello Sport del Pd che invita ad andare avanti con il progetto reperendo prima possibile le le coperture finanziarie mancanti dal Pnrr.
Insomma, un clima tutt’altro che tranquillo, alla vigilia della ripresa dell’attività amministrativa dopo la pausa di Ferragosto. Ma andiamo per ordine.
LA DIFFIDA DI GODI – Aldo Godi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e presidente della commissione 6 Controllo e Garanzia, minaccia il ricorso al Tar se dal Comune non verrà consegnata la documentazione inerente la questione legata alla perdita del finanziamento Pnrr per la piscina olimpionica di Iolo. “E’ trascorso esattamente un mese dalla richiesta di accesso agli atti – scrive Aldo Godi – sulla vicenda della perdita di oltre 6 milioni di euro di fondi Pnrr destinati al progetto “Stadio dell’Acqua – Piscina di Iolo”. Ad oggi, nonostante un riscontro formale pervenuto dagli uffici, non è stato consegnato un solo documento tra quelli richiesti. La risposta ricevuta dal Servizio competente riconosce il diritto di accesso ma si limita a preannunciare un’attività istruttoria “non appena completate le necessarie verifiche”, senza indicare alcun termine certo, e propone un incontro per circoscrivere la richiesta – senza tuttavia procedere alla trasmissione, nemmeno parziale, degli atti già puntualmente individuati fin dal primo momento: le delibere di approvazione del progetto, la convenzione con Sport e Salute S.p.A., il contratto con la società di progettazione, l’atto di nomina del Commissario straordinario”.
“Non mettiamo in discussione la complessità di un fascicolo che attraversa più annualità e coinvolge diversi soggetti istituzionali – prosegue Godi -, ma la complessità non può diventare un alibi per non consegnare nemmeno gli atti già identificati con precisione nella nostra richiesta. Quando sono in gioco oltre 6 milioni di euro di fondi pubblici andati persi, la trasparenza non è un optional: è un dovere istituzionale verso i cittadini di Prato”. La diffida è firmata, oltre che dallo stesso Godi, anche dalla vicepresidente della Commissione Cristina Attucci e dalla consigliere Eleonora Cioni (entrambe di FdI) e dai consiglieri Gabriele Agati di Forza Italia e Jonathan Targetti de L’alternativa c’è.
TARGETTI REPLICA AGLI UFFICI COMUNALI E A ROMEI– Da parte sua lo stesso Targetti ha voluto invece replicare a quanto dichiarato ieri dagli uffici comunali e dall’assessore allo Sport Enrico Romei. “Le penali all’appaltatore – dice Targetti -non scagionano la dirigenza, e le rassicurazioni dell’assessore non cancellano i 6,5 milioni di Pnrr persi, i quasi 2 milioni da restituire allo Stato né la realtà delle cose: la piscina doveva essere pronta entro gennaio 2026 e ad oggi non esiste neanche il cantiere. Biffoni ci dica quale progetto vuole completare, quanto costa e con quali soldi”.
Per Targetti la replica degli uffici comunali rafforza le sue tesi. “Gli uffici dicono di aver contestato ritardi, chiesto integrazioni, applicato penali; l’assessore Romei parla addirittura di 242 giornate di penale nella sola fase progettuale – dice -. Ma proprio questo rende inevitabile la domanda: se i ritardi erano noti e quantificati in questa misura, su quali basi la politica ha continuato a ritenere raggiungibile la scadenza Pnrr quando la realtà diceva il contrario? Tutti quei distinguo non smentiscono l’unico fatto che conta: il finanziamento è stato revocato. Perso. Su un’opera attesa dalla città, di cui oggi non esiste nemmeno il cantiere”. Il consigliere chiede quindi che venga reso pubblico “il cronoprogramma aggiornato in base al quale, nell’aprile 2025 — quando restavano 289 giorni al termine del 31 gennaio 2026 — l’amministrazione riteneva ancora fattibile l’intervento, nonostante il progetto di fattibilità prevedesse 620 giorni naturali, consecutivi e tassativi. La città deve poter conoscere l’atto e le valutazioni tecniche che rendevano ancora credibile l’obiettivo”.
Il capogruppo respinge poi l’idea che la Corte dei Conti intervenga comunque “di rito”: “Si confondono due funzioni distinte: la Sezione di Controllo fa un monitoraggio generale sull’avanzamento delle opere Pnrr, senza accertare responsabilità personali; la Procura Regionale, invece, agisce solo a fronte di una specifica notizia di danno, per perseguire la colpa grave dei singoli, disporre indagini alla Guardia di Finanza e chiedere sequestri. Senza il nostro esposto, non ci sarebbe stata alcuna azione risarcitoria ad personam per gli 1,99 milioni di danno”.
Targetti si rivolge poi alla giunta. “Romei dice che c’è la ferma volontà di completare la piscina: ma completare cosa? Il progetto del dicembre 2023, quello riapprovato nell’aprile 2025 o l’esecutivo poi riformulato di cui parlano oggi gli uffici? Qual è il costo aggiornato? Qual è il piano economico-finanziario? Come si sostituiscono i 6,5 milioni revocati? Che ne sarà del mutuo da 9,5 milioni con il Credito Sportivo, ancora in essere? E perché il sindaco, dopo aver annunciato in Consiglio che avrebbe incontrato la società privata fattasi avanti, ha cambiato idea? Prato ha bisogno di una grande struttura natatoria, nessuno lo nega. Ma un bisogno reale non rende giusto qualsiasi progetto: perché, ad esempio, non si è puntato da subito sulla sistemazione definitiva di via Roma? Dopo la perdita del Pnrr non esiste più l’alibi della scadenza: esiste solo la responsabilità di una nuova scelta politica. Prima di cercare nuovi milioni, la Giunta dica ai pratesi quale piscina vuole salvare, come, perché proprio quella e quanto costerà”.
L’INTERVENTO DEL CIRCOLO DELLO SPORT DEL PD – Sulla necessità di riaprire prima possibile l’impianto di via Roma concorda il Circolo dello Sport del Pd che non lesina, comunque, una stoccata a Targetti. “Con le precisazioni di carattere tecnico-giuridico divulgate dagli uffici del Comune di Prato – si legge nella nota – si va a chiarire ulteriormente la discussione pubblica sullo Stadio dell’Acqua di Iolo che il consigliere Targetti ha trattato in modo superficiale e incompleto. La scelta della giunta Biffoni del 2020, sostenuta e voluta da questo Circolo e apprezzata dal mondo del nuoto pratese, di costruire un nuovo impianto sportivo natatorio di alto livello atto ad accogliere gare nazionali e internazionali creando un indotto importante per la città non solo sportivo, darà la possibilità sia di far crescere come non mai tutto il settore natatorio sia una maggior fruizione di tutte le piscine da parte di tutti i cittadini. Oggi non si torna indietro. L’obiettivo adesso è di trovare il prima possibile le coperture finanziarie mancanti dal Pnrr – Sport e Salute relative alla realizzazione della nuova infrastruttura. Inoltre, visto l’allungarsi dei tempi, è necessario attenzionare subito l’impianto Colzi-Martini di via Roma con gli interventi basilari ma necessari per consentire gli allenamenti delle società sportive e del nuoto libero”.
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