Alla vigilia della direzione di domani sera 9 dicembre, quando finalmente si scioglierà il nodo sulla possibilità o meno di celebrare il congresso anticipato del Pd di Prato, si arricchisce il dibattito interno al partito con la presa di posizione della ex capogruppo consiliare Monia Faltoni a nome della componente coordinamento mozione congressuale Bonaccini. Si tratta del gruppo un tempo vicino alla ex sindaca Ilaria Bugetti e che adesso si schiera apertamente con la posizione del segretario provinciale Marco Biagioni.
“Dobbiamo andare avanti coerentemente con il percorso fatto fino ad adesso – dice Faltoni -. La coalizione di centrosinistra in Toscana ha raggiunto il 54%, con un Pd al 35% e un miglioramento di 6 punti rispetto a cinque anni fa. Uscire dal solco dei buoni risultati elettorali rischia l’avventurismo politico. Essere riformisti significa essere pronti alle sfide dalla contemporaneità e oggi significa rinforzare l’intesa tra il segretario regionale Fossi e il presidente della Regione Giani. Dobbiamo prepararci alle amministrative del 2026 forti del risultato regionale, con la volontà di vincere nelle città dove siamo tornati ad essere primo partito consolidando il riformismo della proposta di Energia Popolare, fuori dalle logiche di occupazione degli spazi amministrativi e politici”.
“Vogliamo un Pd coeso e concentrato sui risultati – prosegue Faltoni – e invitiamo tutti i riformisti a leggere nella fase 2 del partito e nel solco della proposta del segretario pratese Biagioni l’opportunità di approfondire la gramsciana “connessione sentimentale” con gli iscritti tramite le assemblee tematiche di Ri-generazioni. I temi sono tanti e su questi dobbiamo essere attenti abbandonando le velleità personalistiche che spaccano il partito. Dobbiamo condividere i progetti sui servizi pubblici locali, sui trasporti e sulla lotta ad un modello produttivo che produce lo sfruttamento lavorativo, sulla gestione dei rifiuti, sul contrasto alle diseguaglianze. Diciamo basta – conclude Faltoni – a chi sta tentando di obbligare il PD a una condizione di stallo e sta limitando i percorsi partecipativi degli iscritti e degli attivisti. I riformisti unitari chiedono di proseguire sulla linea del presidente Giani e del segretario Fossi e di farlo subito”.
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