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Nuova giunta, Bugetti sfoglia la margherita alle prese con il rebus degli equilibri di coalizione


Nella scelta degli assessori da rispettare i patti interni al Pd con la presenza delle varie componenti mentre Cinque stelle, Sinistra e liste civiche reclamano spazio. I punti fermi al momento sono Faggi e Biagioni, ai quali si possono aggiungere Sapia e Squittieri


Samuela Pagliara


La neoeletta sindaca di Prato Ilaria Bugetti dovrà dipanare la matassa della nuova giunta che potrebbe presentarsi più intricata del previsto. Se il risultato del primo turno le ha aperto, senza troppe difficoltà, le porte del Palazzo Comunale adesso dovranno definirsi in maniera chiara alcuni delicati equilibri politici all’interno della coalizione per stabilire chi saranno i protagonisti della nuova giunta. Non solo patti interni al Pd, tra nuove e vecchie correnti, ma anche come e quanto dare alle varie componenti esterne al partito che reclamano spazio. Incastri che dovranno tenere conto delle competenze ma anche del peso politico degli alleati a pari consenso elettorale. Al momento i punti fermi sono pochi: sicuri il ruolo di vicesindaco per Simone Faggi e quello di assessore per Marco Biagioni, già decisi al momento della candidatura di Ilaria Bugetti, in virtù di un accordo che prevedeva una spartizione numerica identica per le tre grandi anime del Pd: quella bugettiana, appunto, quella biffoniana, rappresentata da Faggi, e quella più legata al partito, con Biagioni. Quasi sicuro anche l’ingresso di Marco Sapia, capogruppo uscente, vicino alla neo sindaca e capace di fare il pieno di voti personali nella zona della Querce, così come quello di Benedetta Squittieri, prima tra gli eletti Pd e nel segno della continuità con la giunta Biffoni.

In queste ore appare possibile un ruolo tra gli assessori dell’unica pentastellata eletta: Chiara Bartalini che trova tra i suoi sponsor proprio il segretario Dem Marco Biagioni nel nome del rafforzamento del “campo largo”, l’alleanza 5 Stelle e Pd, voluto a livello nazionale da Schlein e tradotto con forza a livello locale dallo stesso segretario. Un accordo che, aldilà del significato politico, non ha però portato alla coalizione una percentuale significativa di voti come invece hanno fatto le liste civiche che insieme hanno influenzato la vittoria con il 10% dei voti. Dello stesso peso politico dei Cinque Stelle c’è poi la Sinistra Unita che spinge, reduce anche del buon risultato a livello europeo, per ottenere un posto nelle nove caselle da riempire. Difficile ipotizzare che un’eventuale nomina ad assessore tra i pentastellati non faccia avanzare rivendicazioni di pari trattamento da parte delle altre forze della coalizione.

Questo, però, finirebbe per togliere posti e spazio agli appetiti in casa Pd. Nell’area biagioniana i nomi più gettonati sono quelli di Maria Logli, capolista Pd molto votata, e Diego Blasi portavoce regionale del Pd e molto vicino al deputato Marco Furfaro. In quota Bugetti, oltre a Sapia che potrebbe ricevere la delega ai lavori pubblici, i nomi sono quelli di Martina Guerrini e dell’assessore uscente Cristina Sanzò. In calo, invece, visto i deludenti risultati ottenuti nelle urne, i nomi di Maurizio Calussi e Monia Faltoni. Considerando l’area biffoniana, che già è rappresentata da Faggi e anche da Squittieri, per il terzo nome è ballottaggio tra l’ex presidente del Consiglio comunale Gabriele Alberti e Lorenzo Tinagli, consigliere uscente.

Tra le liste civiche, a circolare in maniera forte tra i nomi vicini alla neo sindaca è Rosanna Sciumbata, medico di famiglia, eletta per la terza volta al consiglio comunale e ex presidente delle commissioni 1 e 5 durante le precedenti giunte Biffoni. Un nome altrettanto papabile, nonostante un numero minore di preferenze, è quello di Enrico Romei eletto con la civica “Questa è Prato Bugetti” molto conosciuto e apprezzato nell’ambiente sportivo locale e che potrebbe dunque avere la delega allo sport.

Un altro ruolo importante da coprire è la presidenza del consiglio comunale, dove viene richiesta esperienza e buona conoscenza della macchina organizzativa, un profilo a cui risponderebbe bene la figura dell’ex assessore alla cultura Simone Mangani.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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